sabato, Marzo 23, 2019
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Poesia dell’ultimo inverno

Lascia le tue parole  dentro le mie mani  insieme agli orecchini quelli che ti cadono sempre. Chiudi l'inverno a chiave mettilo in cornice per guardarlo quando sarai troppo felice  e non vorrai sentire che andare avanti fa male che correre è un dovere e amarsi una necessità. Lascia tutto qui,  e non alzarti ancora per un po' l'inverno non è ancora...

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Riconciliazione

Sogno pupi siciliani, dai colori accesi e confusi, rive incostanti e senza tempo che fluttuano immobili sul margine del tempo. Sogno questa terra, non migliore non peggiore ma ferma lì ad aspettare la fine di un esodo generazionale che sanguina ogni giorno nonostante i Santi in processione per i santini in cambio di voti o le frotte estive...

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Come l’acqua nel vetro

Adesso  arriva la parte più difficile: abbracciare in ginocchio le mani congiunte di tagli e di spine, frenetiche macchine, erranti di droga e volgerle in alto, stordite di pianto rotte di perdita e nuovi abbandoni.  Nella saggezza che avvolge il mio tempo arriva il momento, placido e lento dove mi sveglio, e lenta convengo che eterno rimani a darmi...

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Oltre

Mi chiedo se vedrai mai il silenzio plumbeo oltre mio rosso sorriso, il filo di ferro che cuce pezzi di carne che la vita mi ha sgualcito. Se mi chiederai mai di dare suono al sospiro muto che lascio cadere sul marciapiede mentre ancora guardo la Luna. Ho imparato a lasciare il silenzio al silenzio, il sorriso all’indifferenza...

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Chissà se servi a qualcosa.

Avanzi di aspri limoni d'inverno mi nausei, mi nausei allo stremo, perchè è vano ogni tentativo di scuotermi a terra, di dirmi "sveglia!" E' piuma scagliata sul vetro. Potresti afferrarmi le dita catartica, sul ciglio dell'inferno, per ogni pensiero mortifero di resa assopita di voce strozzata, e pianti di satira pagliaccia ironia di uno specchio troppo vicino ai...

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In brandelli

Ho la testa fra le mani e un grillo nella nuca, con le ali da falena e la bocca dentata. Mi tesse la sua rete unta coperta, sul capo impazzito strilla! sibila e strilla! è il filo su cui cammini: in brandelli. Cocci di mille presenti, attimi fugaci, per dove? Te lo chiedi e il nastro riavvolge, da...

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Quella gente ci faceva paura

Quella gente ci faceva paura, quella gente nuda, coperta di strada, quella gente senza pudore rideva di noi. Rideva con risate dissacranti che raschiavano l'anima. Quella gente ammassata. I corpi come coppe a contenerne un altro e un altro ancora. E cento unghie stridevano da un polso solo. Né donne né uomini, solo contorni indefiniti di finite speranze....

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Natività

Sempre starete tra menti e ricordi luoghi lontani e scelte incuranti piccoli amori di fiamma soffusa eterni a bussare di cuore e di gola, distesi e supremi sopra orizzonti e dentro una bolla finiti allo schiocco: è bastato un ultimo, vivido tocco. Mai e per sempre vi chiudo in soffitta, umide e fredde, bagnate di chiuso ma vividi...

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Mi sono sopita

Mi sono sopita dopo un lungo pianto in un broncio disossato ch'era stato un tempo un groviglio di rovi e more selvatiche dove eri solito graffiarti il cuore e le dita ed io dipingermi le labbra, nude, con il tuo sangue fedele e giocare a fare la donna cullandomi nel grembo le ordite speranze del mattino. di Lucrezia...

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