Caso Savoini – Russia: udienza fissata il 05 settembre

di Leonardo Naccarelli

Caso Savoini – Russia: udienza fissata il 05 settembre

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Caso Savoini – Russia: udienza fissata il 05 settembre

di Leonardo Naccarelli
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Il caso Savoini continua a scuotere la politica italiana. Rinfreschiamoci la memoria.

Il 10 luglio, sul sito di Buzzfeed, veniva pubblicato un audio abbastanza interessante. Savoini, uomo vicino a Salvini, trattava con esponenti del governo russo. L’obiettivo? Un sostegno in occasione del voto europeo. Come? Da un accordo commerciale tra ENI e una grande compagnia petrolifera russa sarebbero derivati 65 milioni di euro da versare nelle casse della Lega.

Esistono, come è chiaro, due filoni: uno giudiziario ed uno politico. Io mi concentrerò sul secondo.

Il dato politico è che, se tutto fosse confermato, un ex capo del KGB ha, almeno, flirtato con il partito di maggioranza della destra italiana. Ciò sconvolge tutti quelli che, come me, tentano ancora ad attribuire un significato alle parole di destra e di sinistra. Mi sono rassegnato a soccombere di fronte alla post-ideologia; non posso accettare sconfitte per motivi di denaro. Sarebbe importante, qui ed ora, intercettare le opinioni del popolo leghista. Cosa ne pensate? Non provate alcun imbarazzo?

Parlando in astratto, la gravità di un’azione non varia in base all’autore. Ma parliamo sinceramente: quanto è credibile un sovranista il cui uomo di fiducia ricerca un sostegno da Potenze straniere ostili? Che ci piaccia o meno, facciamo parte del Patto Atlantico e dell’UE e dunque relazioni così strette con Mosca non ci sono permesse. Non si tratta di elementi scolpiti nella pietra (vedere voce Brexit). Tuttavia, l’intuito mi dice che quanto accaduto al Metropol Hotel di Mosca non rappresenta una modalità di modifica di trattati internazionali.

Com’è chiaro che sia l’universo della destra italiana ha tentato di sminuire e rigettare le accuse con molteplici argomenti. Per quanto può valere la mia opinione, nessuna delle loro parole mi ha convinto in pieno. Salvini invita tutti noi a ricercare nei bilanci pubblici della Lega tracce di eventuali rubli. Ammesso e non concesso che i bilanci pubblici siano in regola, ciò non scagiona minimamente il vicepremier. Stiamo infatti parlando di finanziamenti illeciti ed occulti.

Ciò rende irrilevante l’assenza dei rubli nei bilanci del partito. Si è anche definito il tutto come un enorme complotto nei confronti di Salvini per arrestare la sua ascesa politica. Non viene, però, spiegato come mai lo scoop di Buzzfeed sia pubblico ora e non durante la campagna elettorale, il momento in cui un politico è più fragile. Vi è, altresì, chi giudica la pubblicazione dell’audio come una reazione del governo russo alla visita negli USA di Salvini. Il leader della Lega però, nei mesi scorsi, si è reso autore di azioni molto più in contrasto con gli interessi della Lega: si espresse a favore del completamento del TAP in Puglia e dell’acquisto di F35 americani, per esempio. Queste iniziative sono molto più “meritevoli di ritorsioni” rispetto ad un’innocua visita di Stato a Washington.

Per Salvini e la Lega in generale la difesa più efficace sarebbe, paradossalmente, l’attacco: una querela nei confronti di Savoini. Quale altro rimedio per chi tratta, falsamente, a nome di un partito per ottenere finanziamenti illeciti? Esiste un altro modo per tenere salva la reputazione? Non mi risulta, però, che un tale strumento sia stato impiegato e non me ne so spiegare il motivo. Nemmeno è stato querelato L’Espresso che già a febbraio parlava di collegamenti sospetti tra Lega e Russia. È come se la volontà fosse quella di parlare il meno possibile della faccenda. Ciò può essere interpretato in due modi: o siamo di fronte all’imbarazzo di chi, colto con le mani nella marmellata, cerca il modo più dignitoso per uscirne bene oppure alla fiducia di chi sa che il dato politico, in pochi giorni, sparirà grazie all’azione dissolvente della propaganda.

Una cosa sia chiara: l’assenza assoluta di querele non rappresenta l’unico punto oscuro di questa vicenda. In ordine sparso: perché mai la Russia di Putin dovrebbe foraggiare il partito più atlantista, almeno nelle scelte, italiano? Com’è possibile che gli uomini russi presenti all’incontro siano ancora ignoti? Le modalità del finanziamento non sembrano troppo rudimentali per essere vere? A che pro l’ENI si sarebbe prestata per tali operazioni?

Notizia delle ultime ore è la deposizione delle carte presso il tribunale del Riesame dopo il ricorso contro i sequestri effettuati dalla Guardia di Finanza. Tra le carte depositate troviamo la registrazione dell’incontro della trattativa. L’udienza è stata fissata il 05 settembre.

Pier Paolo Pasolini direbbe che il compito di scoprire la verità può essere attribuito solo a chi non è compromesso con la pratica con il potere, a chi non ha nulla da perdere. Fino alla nascita dell’attuale governo, era naturale collegare tali parole al Movimento 5 Stelle.

Ora la loro verginità politica è venuta traumaticamente meno ma, in questi giorni, hanno battuto un colpo. Per loro Salvini deve recarsi in Parlamento a riferire. Una richiesta non troppo esosa se si pensa che i 5 stelle, in altre epoche politiche, invocavano dimissioni per molto meno. Sono inoltre disposti, a loro dire, a far cadere il governo ove Salvini perseverasse nel suo atteggiamento. Io non credo a tale eventualità, le elezioni anticipate non sono mai ben viste e raramente la politica va contro le proprie tradizioni consolidate.

Ad oggi, l’unico esponente del Movimento 5 Stelle che continua ad attaccare Matteo Salvini è Alessandro Di Battista.

A iniziare è Di Battista con un post su Facebook contro la Lega. Seguito dalla risposta di Matteo Salvini:

“Gli insulti del signor Di Battista, il vacanziero più pagato del mondo, non mi interessano. Lottiamo ogni giorno contro mafiosi, spacciatori e scafisti, abbiamo la fiducia di milioni di italiani, chi se ne frega di Di Battista”.

Ovviamente, poco dopo, arriva la replica dell’ex deputato pentastellato:

Ministro Salvini, quando la smetterà di disprezzare il lavoro altrui (le ricordo che a differenza sua, che vive di denaro pubblico dal 1993, io non campo sulle spalle dei cittadini, anzi con le tasse che pago, contribuisco a pagarle lo stipendio) trovi il tempo di andare in Parlamento per rispondere a domande dettagliate sui suoi rapporti con il Sig. Savoini (indagato per corruzione internazionale) e in commissione Antimafia per fornire dettagli sulle modalità attraverso le quali il Sig. Arata (arrestato per corruzione) è entrato nei giri leghisti. In Parlamento sarà più difficile mentire o buttarla in caciara come è abituato a fare sui social”.

La chiosa finale del post è ironica:

“A riferire in Parlamento e in commissione Antimafia ci vada come preferisce, auto blu, aereo blu o moto d’acqua blu ma ci vada e porti rispetto al popolo italiano”.

La speranza finale è che la politica riesca a fare quello che, nella storia repubblicana, non gli è mai riuscito: fare chiarezza ed eventualmente pulizia prima che intervenga la magistratura e con più efficacia.

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