CASCINA CASTLÈT, UNA STORIA CON TRE “C”

di Fabrizio Spaolonzi

CASCINA CASTLÈT, UNA STORIA CON TRE “C”

di Fabrizio Spaolonzi

CASCINA CASTLÈT, UNA STORIA CON TRE “C”

di Fabrizio Spaolonzi
2 minuti di lettura

“Chi sceglie una bottiglia di Cascina Castlèt ama le cose belle, le cose buone, le cose che fanno sognare”. È questo il primo messaggio che arriva al curioso che si appresta a degustare non solo un vino, ma la storia di questa azienda piemontese in cui etica e cultura la fanno da padrona.

Oggi vi racconto una storia con tre “C”, parliamo di Cascina Castlèt. La prima volta che ho bevuto un loro vino, indipendentemente dal compiacimento personale per la qualità dello stesso – una Barbera d’Asti – mi ha molto interessato l’etichetta, in cui sono raffigurate quattro bambine su una Vespa . Ma alla seconda bottiglia della stessa cantina, questa volta un Goj (termine piemontese traducibile con voglia, piacere di, allegria nello stare con, una gioia insomma..), ho deciso di indagare un po’, e ho scoperto che dietro quelle etichette, oltre a grandi vini, c’era anche una grande famiglia. La famiglia, ho scoperto poi, che ha molto da insegnare in tema di “quote rosa”, un’azienda al femminile (ecco chi erano le bambine sulla Vespa…), che con gusto e tanto lavoro, porta le sue uve e la sua creatività sui grandi palcoscenici del mondo del vino.

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Mariuccia della famiglia Borio eredita dal padre, nel 1970, Cascina Castlèt, trenta ettari di vigna a Costigliole d’Asti. Qui, scommette sulla qualità della sua terra e sui vitigni del luogo: Barbera, Moscato, Uvalino ma anche Cabernet Sauvignon e Chardonnay, quest’ultimo coltivato a Costigliole fin dalla fine Settecento quando il marchese Filippo Asinari di San Marzano lo piantò per la prima volta. E da quell’anno, l’azienda investe nell’estro e nella creatività – che oggi chiamiamo marketing – e disegna intorno ai propri vini, bottiglie accattivanti, curiose e di carattere.

 

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“Un’azienda è prima di tutto un progetto. E un progetto è un sogno che pian piano prende forma, prima sulla carta, poi sulla terra, e alla fine, per noi, nel vino”.

Cascina Castlèt, che si sviluppa nel cuore dei vitigni piemontesi Patrimonio dell’Umanità Unesco, è una cantina storica, molto attenta alle sensibilità di chi è vicino e lavora con la terra, come l’ambiente, la natura, le barriere architettoniche e, certamente, l’equilibrio delle colline e delle vigne.

L’azienda dalle tre “C”, Cascina Castlèt di Costigliole d’Asti, è davvero un piccolo sogno italiano divenuto realtà, capace con suoi vini (assaggiati tutti nel tempo..e proprio recentemente ho festeggiato il mio compleanno con un Passum!) e i suoi colori, di diffondere gioia e benessere ancor prima che venga aperta la bottiglia, ed è davvero un’impresa divi(g)na che merita di essere raccontata, conosciuta e, assaporata.

di Fabrizio Spaolonzi, all rights reserved

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