Captain Marvel, quando il supereroe è donna

di Fabrizio Grasso

Captain Marvel, quando il supereroe è donna

di Fabrizio Grasso

Captain Marvel, quando il supereroe è donna

di Fabrizio Grasso
3 minuti di lettura

In sala il nuovo progetto dei Marvel Studios sul personaggio interpretato da Brie Larson. Ambientato negli Anni ’90, svela numerosi arcani circa l’universo nato dalla penna di Stan Lee

Brie Larson, protagonista di Captain Marvel (2019)

«Più in alto. Più lontano. Più veloce». Non solo il motto di Carol Denvers, protagonista di Captain Marvel, il nuovo film targato Marvel Studios, ma il precetto di vita dell’intera casa cinematografica, nata come branca dell’impero creato dal compianto Stan Lee. Kevin Feige & Co. migliorano di pellicola in pellicola, portando l’intricata trama – che si snoda dal lontano 2008 – a livelli sempre più elevati.

Personaggio centrale di Captain Marvel è l’eroina interpretata dalla statunitense Brie Larson, premio Oscar nel 2015 come miglior attrice protagonista in Room. Sin dalle prime immagini, la giovane Vers si presenta come esponente della razza Kree, già introdotta nei film Marvel da Guardiani della Galassia con il personaggio di Ronan l’Accusatore (Lee Pace), in continua guerra con gli Skrull, capaci di prendere le sembianze di chiunque vedano di fronte a loro. Sotto la guida di Yon-Rogg (Jude Law), intraprende una missione per conto della Suprema Intelligenza, l’entità a capo della razza Kree e della sua capitale Hala. A causa di un’imboscata degli Skrull, la giovane si ritroverà sul pianeta C-53, ossia la Terra, dove farà la conoscenza di un giovanissimo – grazie ai miracoli della computer grafica – Nick Fury (Samuel L. Jackson) e del novellino Phil Coulson (Clark Gregg). Vers intraprenderà qui un viaggio che la porterà alla scoperta di se stessa e del suo passato che non ricorda. Un passato fatto di molte cadute ed enigmi irrisolti, dove niente è come sembra.

Con il suo ultimo progetto, prima del gran finale rappresentato da Avengers: Endgame – in uscita il prossimo 24 aprile – i Marvel Studios tornano alle origini, spiegando persino il nome dell’azienda stessa. Mar-vell è infatti un personaggio secondario nel film, ma fondamentale nella trama dell’intero UCM (Universo Cinematografico Marvel), interpretato da Annette Bening. In Captain Marvel vengono raccontate anche le “origini” di uno dei personaggi più riusciti dell’intera storia, cioè del capo supremo dello SHIELD, Nick Fury, qui un semplice agente di Livello 3 ancora ignaro della presenza di razze aliene nello spazio.

Toccante l’omaggio degli Studios al compianto fumettista Stan Lee all’inizio del film, con il logo della società che si colora con tutti i cameo del “supereroe” americano scomparso lo scorso 12 novembre. Nel film si scorge chiaramente un messaggio di rinascita, di rivalsa personale anche nelle più atroci difficoltà.

Non importa infatti quante volte cadiamo, ma come e in che modo riusciamo a rialzarci e a prendere nuovamente in mano le redini della nostra vita.

Captain Marvel, oltre a presentarsi come un tassello importante per tutti i fan dei fumetti prima del quarto film sui vendicatori, è un film forte, determinato come la sua protagonista: una donna semplice, nei cui panni Brie Larson calza a pennello, che si erge ad «eroina nobile guerriera» più potente dell’universo, pronta a mettersi in prima linea per affrontare Thanos e riportare indietro tutti i caduti.

Il trailer ufficiale di Captain Marvel

di Fabrizio Grasso, all rights reserved

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