CANNES – FILM DI QUALITÀ PER UN ALTRO MONDO, POSSIBILE E NECESSARIO

di Alessandra Carrillo

CANNES – FILM DI QUALITÀ PER UN ALTRO MONDO, POSSIBILE E NECESSARIO

di Alessandra Carrillo

CANNES – FILM DI QUALITÀ PER UN ALTRO MONDO, POSSIBILE E NECESSARIO

di Alessandra Carrillo
7 minuti di lettura

Il resoconto della 69esima edizione del Festival di Cannes

Si va via passeggiando sulla Croisette di mattina presto, con le ultime foto davanti al Red Carpet assolato e solitario, le spiagge vuote e le prime bancarelle di souvenir che vendono le foto del giorno prima. Tanti i paparazzi che ti fanno sentire star per un giorno mentre vai ad una prima o all’uscita della proiezione: poi però vogliono venderti gli scatti, e ti accorgi dell’illusione. Quasi dieci giorni a Cannes e ti sembra di esser stato lì da sempre: oramai conosci l’ordine degli hotel e delle spiagge: prima viene il Majestic, poi il Carlton ed il Martinez e sull’altra sponda si affacciano la Plage Royale, la Plage Magnum, il 314 mentre impari che le feste clou sono la serata Chopard, la De Grisogono, la L’Oreal, che hanno le loro date fisse da più edizioni. E scopri le riviste più importanti del settore, Variety e The Hollywood Reporter che fanno a gara per gli articoli e le foto più in voga del giorno prima, mentre provi in tutti i modi ad avvicinarti alla Terrazza del Photocall senza riuscirci, e ti metti in coda per oltre mezz’ora per vedere il film di Dolan di cui tutti parlano, per poi renderti conto che hai sbagliato sala (e coda!) e che ormai è troppo tardi e ti toccherà vederlo quando uscirà in Italia, e scappi alla proiezione di Sean Penn che vedevi in video in conferenza stampa mentre eri in fila, ammirando la bellezza eterea della sue ex-compagna Charlize Theron. IMG_1683

È un mondo che ti sembra di conoscere, quello delle copertine delle riviste e dei maxischermi, ma non ti sembra vero esserne circondato così. Eppure, ti fermi a chiacchierare con i produttori di Spielberg e Sorrentino, vai ai parties con le celebrities più acclamate e incroci i registi italiani emergenti all’Italian Pavilion che presso l’Hotel Majestic accoglie i visitatori con un’istallazione cinetica – progetto del collettivo artistico NONE dal titolo “Universo Elegante – in un’architettura immersiva che celebra la Storia del nostro Cinema attraverso alcune delle sue icone e scene più memorabili ed eleganti sequenze, con oltre 7500 nastri di tessuto bianco, ispirandosi alla teoria delle stringhe, sospesi dall’alto in un flusso di immagini e luci in continuo movimento. Lì si sono susseguite una serie di presentazioni di eventi cinematografici, awards e festival che avranno luogo in Italia nel corso dell’anno, tra cui l’imminente Ferrara Film Festival, l’Ischia Global Film & Music Fest ed il Ciné Festival di Riccione a Luglio,  il Terra di Siena Film Festival ed il CineCibo, Festival del Cinema Gastronomico che sarà a Battipaglia ad Ottobre, l’Italian Movie Award, il Roma Web Fest e il RomAfrica Film Festival tra gli altri, mentre il Premio Vento d’Europa veniva consegnato a Stefano Mordini regista di “Pericle il Nero” e si susseguivano incontri one-to-one nella giornata dedicata al Film Commission Day per mettere in contatto le varie commission regionali con produttori e registi che avevano progetti da presentare.

Un mondo interessante, che permette di conoscere tutti i passaggi di realizzazione di un film dall’inizio alla fine, dalle negoziazioni in pre-produzione, ai fondi europei a disposizione, alle opportunità di tax credit, passando per i contatti con le varie distribuzioni internazionali, alla presentazione di prodotti finiti in cerca di distribuzione (e si parla anche di corti, documentari e film di nicchia). E’ a Cannes che il mercato del cinema internazionale stabilisce deals e firma contratti, ed i primi giorni l’energia è frizzante ed incontenibile per quanta gente ci sia e quanti appuntamenti vengano fissati su terrazze di hotel e negli stand del mercato, mentre l’ultimo w-end si respira un’aria diversa, più rilassata: le strette di mano e le firme ci sono state, il flûte di champagne ed un po’ di sole per festeggiare pranzando in riva al mare diventano obbligatori mentre si cerca di recuperare qualche film da vedere. IMG_2028

Si pensa sia solo una vetrina, invece ci si rende conto che c’è molto di più. Ed un’edizione non è abbastanza: quanti film persi per non saper incrociare i programmi delle selezioni ufficiali e delle proiezioni al Théâtre Croisette per la Quinzaine, il non sapere dove vedere le proiezioni dei corti e della Semaine de la Critique, il vagare ammirando e curiosando tra chi c’è, il prepararsi per i red carpet e per le feste, scappando tra una conferenza stampa ed un panino, tra la serata colombiana e quella cinese, in un pot-pourri di luci, sorrisi, flash, vestiti d’alta moda, lacrime ed abbracci, gente da tutto il mondo, poco da mangiare e tanto da bere e la vista dalla terrazza del Club by Antoine, mentre alle tue spalle c’era Mel Gibson.

Resta una Cannes che ha portato alla vittoria un Ken Loach ottuagenario e il suo “I, Daniel Blake”, che ricevendo il premio regala una frase contro l’attuale sistema liberale: ”un altro mondo è possibile e necessario” mentre il suo personaggio brechtiano racconta la battaglia per la sopravvivenza e la resilienza sociale, ed il Grand Prix della giuria – dato al film più originale – andato invece a “Juste la Fin du Monde”, sesto film del regista canadese Xavier Dolan, 27 anni: il regista più anziano e quello più giovane della selezione ufficiale insieme a ricevere i premi della 69esima edizione –  due generazioni a confronto che confermano lo spirito che la giuria aveva proclamato di fare di Cannes e dei suoi premi “un bastione della creatività e del cinema d’autore che sa ancora guardare agli individui e alle loro tragedie quotidiane”.

Ma qualche recensione, tra i film riusciti a vedere, nei prossimi giorni la postiamo: le tematiche di Cannes sono state importanti, tra filoni ispirati al rapporto genitori figli con forti ruoli femminili, anche e soprattutto dei film italiani della Quinzaine – i tre film italiani Fai bei sogni (Marco Bellocchio), Fiore (Claudio Giovannesi) e La Pazza Gioia (Paolo Virzì) – dove aspetti sociali erano preponderanti come in altri film visti in selezione ufficiale tra cui Loving e The Last Face, mentre Julieta torna alla figura femminile e The Neon Demon all’incubo della bellezza, con Pericle antieroe solitario, il rumeno Bacalaureat e l’iraniano Fourshande che affrontano valori e morali che vanno oltreconfine, con quest’ultimo vincitore di due premi nella ricerca del senso di vendetta e perdono. Stay tuned for more. IMG_2056

TUTTI I PREMI:

COMPETIZIONE UFFICIALE

La Palma d’Oro, il premio per eccellenza di Cannes, a I, Daniel Blake di Ken Loach ed il Grand Prix della giuria del Festival di Cannes è andato a Xavier Dolan per Juste la fin du monde.

Il premio per la miglior attrice del Festival di Cannes è andato a Jaclyn Jose per Ma’ Rosa di Brillante Mendoza con il premio per la miglior sceneggiatura a Ashgar Farhadi per Le Client (Fourshande), che vince anche con il premio per il miglior attore a Shahab Hosseini.

Il premio per il miglior regista del Festival di Cannes è andato ex aequo a Olivier Assayas per Personal Shopper e Cristian Mungiu per Bacalaureat ed il premio Camera d’Or per la migliore opera prima a Divines di Houda Benyamina. La Palma d’oro del cortometraggio va a TimeCode del regista spagnolo Juanjo Giménez.

 

UN CERTAIN REGARD

È The Happiest Day in the Life of Olli Mäki del finlandese Juho Kuosmanen a vincere il premio più importante.

Il premio della giuria è andato al giapponese Harmonium, di Kôju Fukada, ed il premio per la miglior regia è andato a Matt Ross per Captain Fantastic. Miglior sceneggiatura a Delphine e Muriel Coulin per The Stopover. Il premio speciale della giuria è stato assegnato invece a The Red Turtle, di Michaël Dudok de Wit, film d’animazione franco-giapponese.

 

QUINZAINE DES REALISATEURS

Il primo premio è andato all’afgano Wolf and Sheep, opera prima di Shahrbanoo Sadat. A L’Effet Aquatique di Solveig Anspac è stato assegnato il premio SACD ai film in lingua francese, mentre il premio Europa Cinemas è stato assegnato a Mercenaire di Sacha Wolff.

SEMAINE DE LA CRITIQUE

Alla settimana della critica è stato assegnato il Grand Prix Nespresso a Mimosas, il film franco/ marocchino/ spagnolo diretto da Olivier Laxe. Il premio rivelazione France 4 è andato ad Albumdi Mehmet Can Mertoğlu, mentre il premio Fondazione Gan è andato a Sophie Dulac per la distribuzione di One Week and a Day di Asaph Polonsky. Il premio SACD degli autori francesi è andato a Diamond Island di Davy Chou e Claire Maugendre.

di Alessandra Carrillo, all rights reserved

 

 

 

 

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