No border media – Informazione in movimento

di Sabrina Cicala

No border media – Informazione in movimento

di Sabrina Cicala

No border media – Informazione in movimento

di Sabrina Cicala
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No border media – Informazione in movimento

Alcuni dei ragazzi che attendono l’inizio dell’incontro non li hanno neppure i vent’anni che stanno festeggiando. Dispongono le sedie con quel timido timore che la festa vada deserta.

Quando Camilla prende il microfono per dare inizio al dibattito, inserito nella terza giornata del compleanno del Centro Sociale “La Strada”, tutti i posti sono occupati. Come occupato da vent’anni è quello spazio condiviso a Garbatella, che ospita la Scuola Popolare “Piero Bruno”, una ciclo-officina e l’osteria popolare l’Ardente. “Occupata” da un ideale è la vita dei relatori del seminario “No border media- informazione in movimento”, organizzato in collaborazione con Core online. Ai confini della Roma istituzionale, si raccontano media alternativi, autoprodotti, ma non per questo autoreferenziali.

No border media – Informazione in movimento

Si avvicendano voci eterogenee per territorio ed esperienza, eppure sembra un sabato pomeriggio di chiacchiere tra amici di vecchia data, tornati a casa  dopo un viaggio. Che non ci siano confini lo comprendi  quando la faccia di Raúl Zibechi compare sullo schermo. Garbatella-Uruguay, neppure sui campi di calcio.

Attivista e scrittore, Raul spiega con fervore zapatista il ruolo delle migliaia di radio in America Latina. Non solo coordinamento dell’informazione e ruolo di intelligence, ma creazione di un “sentir comune” , quel ponte tra divergenti componenti di cultura popolare che in Turchia ha preso il nome di Gezi Park.

Hakan Alak, regista di ‘The fall of heaven’, descrive questo fenomeno di resistenza fatta di coscienza in costruzione. C’è una globalizzazione commovente nei moti popolari che assume le forme di alleanza mondiale, senza passare per i tavoli dei potenti. Lo si percepisce nel ricordo di Kobane, che sopravvive agli attacchi dell’IS.

Lo si vede nei sorrisi di comprensione tra i partecipanti al dibattito. Lo si ammira nella condivisione di esperienze transnazionali, dalla Turchia a Napoli-project, raccontato da Leandro Sgueglia.

No border media – Informazione in movimento

Il sito nasce come interfaccia telematica dell’attività sul territorio per uscire dagli spazi domestici ed intercettare i soggetti esterni ai centri sociali. Perché,  per essere “no border”, i media non possono essere diretti alla sola cerchia di chi già condivide un’idea. Facile sarebbe convincere chi è già convinto. Si parla di coalizione sociale, “non come traslazione di un’area tipica”, ma un progetto di riscrittura del territorio. Non abbiate paura dell’altro, sembra dire. Credete nella narrazione fatta da chi la storia la fa. Perché non c’è miglior fonte delle ragioni di un movimento della mente di chi l’ha originato. Non ponete diffidenti distanze, il presidio di beni comuni è inclusivo di esperienze, ma anche di diversi punti di vista. Non c’è cura del territorio senza cura delle persone che lo abitano.

Francesco Paone, di Global project, lo dimostra parlando di soggettivizzazione dei conflitti sociali nei contesti  locali, nella necessità di una lettura più complessa e completa che induce Dinamo press a proiettare i fenomeni italiani sul terreno europeo.  “Los de abajo”, li chiamerebbe Raul. Quelli che, lasciati indietro da un volontarismo politico e mal rappresentati dalla vaghezza mediatica, recuperano lo spazio dei diritti e traducono in discorso il loro movimento. Sono vènti ribelli che fanno viaggiare le barche della cittadinanza. Sono vénti “belli e ribelli” gli anni che vedono una periferia farsi centro di quotidianità e cultura. Gli ospiti sono pronti a ripartire e a raccontarsi.

La Strada anche.

di Sabrina Cicala

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