A Bari, il Bif&st inizia in grande stile

di Alessandra Carrillo

A Bari, il Bif&st inizia in grande stile

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A Bari, il Bif&st inizia in grande stile

di Alessandra Carrillo
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Bif&est, Konchalovsky Larte è emozionare. Amelio, Bruni, Mollo e Vicari: film che riempiono il cuore 

Bif&est: Il Bari International Film Festival inizia in grande stile la sua ottava edizione, con l’incontro mattutino inaugurale che ha visto protagonista il regista russo Andrei Konchalovsky in una chiacchierata intensa e toccante sul senso dell’arte del cinema, sulla differenza tra arte ed intrattenimento, sulle emozioni e sull’importanza del silenzio: “Se tra persone c’è tanto da condividere, può nascere qualche intenso momento di silenzio. La contemplazione è parte dell’armonia se si inizia a contemplare tutto in silenzio. E le stesse emozioni nascono in silenzio. Le emozioni non sono nel cervello e, per elaborarle, il pensiero ci fa stare in silenzio. La grande arte è quando la vedi e dopo vuoi stare in silenzio perché hai uno shock emotivo, non la dimentichi facilmente, al contrario dell’intrattenimento. L’arte è emozione, non dà risposte, ma pone domande senza risposte. Ha fiducia in te e fa scegliere a te. Emoziona, toccando le corde della paura, del pianto o del riso, le tre emozioni in cui si racchiude tutto. E perché tu possa emozionarti devi credere a quello che vedi e la magia avviene quando ritorni bambino, un segreto che si nasconde dietro la bugia – ogni forma d’arte è una bugia, è una rappresentazione – che ci aiuta a capire la verità della vita”.

E a far emozionare i tanti appassionati, professionisti e curiosi di cinema, nel capoluogo pugliese fino al 29 Aprile per il Bif&st, ci hanno pensato, in un mix generazionale, i registi Amelio, Bruno, Mollo e Vicari, con i propri film selezionati dalla giuria presieduta da Margarethe Von Trotta (voluta dal compianto Ettore Scola, a cui subentra).

La Tenerezza di Gianni Amelio (con Renato Carpentieri, Micaela Ramazzotti, Elio Germano, Giovanna Mezzogiorno e Greta Scacchi) in anteprima mondiale (nella serata inaugurale del Festival il 22 Aprile ed ora già al cinema) commuove gli spettatori anche più anziani, chi forse si rivede in quell’egoismo di una vita di dare e avere, nelle immagini di un corridoio bianco e asettico in cui crollare capendo che la felicità è qualcosa a cui tornare, piuttosto che una destinazione; nei momenti in cui si aspetta che il gelato si sciolga mentre i pensieri svuotano l’inquietudine degli sbagli del passato e quelli in cui si assiste imbarazzati alla familiarità di gesti complici mentre ci si interroga sulla paura di non essere amati e di non amare.Bif&st

È un film di riflessione mentre si entra in casa dei vicini quando si perdono le chiavi di casa propria, si rivelano profumi, immagini e silenzi in penombra ed una terrazza comune che diventa scambio e fortuito ingresso di un anziano avvocato, dove onesto diventa ossimoro della realtà, nella vita di una famiglia borghese trasferitasi dal nord nel caos di Napoli e nel complicato vortice della paura del non abbastanza. Dall’altro lato la propria famiglia, due figli dall’affetto negato in cerca di una traduzione di umanità e donne che in silenzio raccontavano forza e fragilità.

Anche in Tutto quello che vuoi protagonista è un anziano, un poeta di stampo caproniano (Giuliano Montaldo) che vive in una casa antica in via Dandolo, nel cuore di una Trastevere dello spaccio e dello spirito anticonformistico della cultura. Alessandro (Andrea Carpenzano), un giovane dal carattere turbolento che ha mollato gli studi, si ritrova ad accompagnarlo in passeggiate pomeridiane e rammenti di memorie incise sui muri di una stanza che sembra una tomba egizia, tra il piacere di un tiro di sigaretta, un poker raccontato dal Charleston ed una malattia come l’Alzheimer capace di celare l’attuale e confondere nomi, ma anche rivelatrice di tesori nascosti, alla cui ricerca partiranno i due con gli amici di play station di Alessandro. Il film di Francesco Bruni, in uscita il prossimo 11 maggio, regala risate e commozione dietro l’elogio della tenera lentezza e la pazienza appresa dall’inquietudine della scapestrata gioventù, in una caccia al tesoro che rivela la vera ricchezza della vita: voler bene a chi ti sta accanto.bifest

Altra gemma di questo festival, il film di Fabio Mollo già al cinema: Il padre dItalia con Luca Marinelli e Isabella Ragonese, con una complessa storia che nasce tra baci omosessuali nella penombra e si trasforma nel miracolo o disgrazia di un incontro di un commesso di Torino con una ragazza dai capelli colorati (alla Clementine di “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”).bifest

E se qualcuno chiede “Che hai intenzione di fare?” e la risposta è “Stravolgerti la vita”, il film si presenta da solo tra paura e follia, nella comprensione ed incomprensione della valutazione alla prima occhiata di cosa sia giusto o sbagliato tra un letto capovolto con i pensieri all’insù e la libertà gridata affacciata ad una macchina in corsa, alla ricerca di sogni e di certezze che si intravedono dietro una tenda bianca che svolazza, si tuffano in un abbraccio di protezione e si disfano dentro un vestito bianco appeso.

La bella fotografia di Daria DAntonio accompagna la regia in un viaggio attraverso l’Italia che segue con la macchina da presa le spalle di chi sta davanti, la dolcezza di incroci di dita e la simpatica irriverenza del quotidiano di una partita di scopa, in una ricerca del lasciarsi andare all’altro nel mare di fiducia e nella delicatezza di una sicurezza raccontata con una colonna sonora che sfida la paura del prendersi cura, nonostante tutto.

E la straordinaria Isabella Ragonese appare invece totalmente diversa nella sua ordinaria vita di periferia in Sole Cuore Amore di Daniele Vicari, al cinema dal 4 maggio: una pellicola che va al ritmo del cuore della protagonista che rincorre la sua vita nella quotidianità dura e difficile tra una metro ed un bancone del bar, un’amicizia intensa con la ballerina Eva Grieco, ed il marito, Francesco Montanari confinato nella precarietà della periferia di Roma Sud sul mare, assieme ai quattro figli. Il miserabile incidere di un tran tran che stanca ed annienta: un film sulla semplice esistenza di una donna, tra voglia di resistere e disperazione.bifest

Un connubio di emozioni questi quattro film italiani, una bella selezione proposta dal Bif&st per chi al cinema ci va per poi uscirne nel silenzio dei propri pensieri. Konchalovsky docet.

Bif&st 2017: a Bari masterclass di rilievo e premi importanti

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