“Berlusconi no!”: il mantra
che unisce la Sinistra

"Berlusconi no!": l'unico mantra
che unisce la Sinistra

Tutti i più grandi oppositori di Berlusconi sono tornati
e da più di un mese provano a screditare in tutti i modi il presidente di Forza Italia

di Giuseppe Ruggero Sabella

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Berlusconi

“Berlusconi no!”: il mantra
che unisce la Sinistra

"Berlusconi no!": l'unico mantra
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Tutti i più grandi oppositori di Berlusconi sono tornati
e da più di un mese provano a screditare in tutti i modi il presidente di Forza Italia

di Giuseppe Ruggero Sabella
7 minuti di lettura

Signore e Signori, l’Antiberlusconismo è tornato!

E’ più forte ed in forma che mai. Vivo e vegeto. Più audace, spregiudicato, intriso di bile al veleno giornalistica e televisiva e di fantapolitica con corde a mononota ancor più potente di quello che costituiva – di fatto – l’unico comun denominatore che univa – o meglio che ha provato ad unire – tutte le Sinistre, dal 1994 fino alla instaurazione del Governo Monti.

Nel frattempo di acqua, di tempo, di Governi e di promesse elettorali mai mantenute e poi spazzate via ne sono passate.

Il PD – nato dalla nobile quanto fragile fusione di Democratici di Sinistra e La Margherita – ha ambito a diventare il cosiddetto Partito dei Progressisti del 30%, che di progressista tuttavia ha avuto in itinere la sola ambizione di trovare un attimo di pace interna tra guerre fratricide e scandali mediatici, nonché la ricerca spasmodica di un segretario forte e vagamente credibile dà collocare alla propria guida; missione, anche questa, in cui sembrano tutt’oggi esserci gargantuesche ed insormontabili difficoltà storiche. 

È nato il Movimento 5 Stelle, con lo slogan di derivazione quasi statutaria “Mai col PD!”. Movimento 5 Stelle che ha avuto il tempo di fiorire come “Schieramento di Protesta”, di essere snobbato da tutti, di ottenere quasi il 33% come Partito più votato in Italia alle ultime Politiche Nazionali, di fregiarsi della presenza e dei congiuntivi errati di Luigi Di Maio, e di essere infine scaraventato – dopo aver perso qualsiasi forma di credibilità alcuna, almeno ai più, in seguito a tutto ciò che non doveva fare, ovverosia tradire se stesso ed allearsi col PD – ad un desolante e forse fin troppo generoso 15 % attuale.

L’Italia ha riscoperto il fenomeno dei “Governi tecnici” – ai quali, nel frattempo, si è particolarmente tanto tanto affezionata – nonché dei Presidenti del Consiglio che – con i loro rimpastoni governativi – cambiano con la stessa facilità e frequenza con la quale si esige il cambiamento della propria biancheria intima.

Con l’aggiunta di LEU che, dopo avere sbattuto la porta in faccia al “Papà PD, adesso domanda scusa chiedendo infatti di essere riammesso all’ovile (circostanza quest’ultima inevitabile se il Partito non vuol scomparire definitivamente nel nulla cosmico). Di Azione, che vede un eroico e stoico Calenda rimanere fermo e coerente su stesso, ma a pena della solitudine politica più estrema. E di un Renzi che, dopo avere portato il Partito del Ramoscello di Ulivo al 40% alle Europee del 2014, guida adesso un micropartitino che però ha sempre l’abilità e l’astuzia di riuscire fare la differenza ad ogni tornata decisionistica di rilievo.

Insomma, tantissime cose sono cambiate. Veramente tante. 

Ma l’Antiberlusconismo no, quello proprio no. Quello che – saldamente radicato in una buona parte dell’establishment più attrezzato del Bel Paese – ha dato lavoro a tantissimi Scrittori, Giornalisti e Personaggetti discutibili da Salotti Televisivi dell’ultimo minuto.

Come una Fenice di Fuoco che risorge dalle proprie ceneri e sui cui infatti per anni Cantastorie ed Emittenti Televisive hanno praticamente fondato una parte del proprio Core Business, l’Antiberlusconismo è tornato in auge, con vecchie e nuove conoscenze al vetriolo. 

Per dirne qualcuna – ex multis  – una Televisione come La7 – decisamente basata sull’eterna paura del ritorno del Fascismo o sulle chiacchiere e sulle eterne discussioni dei Processi (finiti finora al 99% – lo ricordiamo – con Assoluzioni, Archiviazioni o Prescrizioni) del Presidente di Forza Italia.

Come dimenticare infatti l’esibizione ultima di Sabina Guzzanti a Propaganda Live che – in una sorniona imitazione  del Cavaliere – afferma che questi “…Farà una offerta alla Sinistra che non potrà mai rifiutare”, e che “Mi candido ad essere il Primo Presidente donna della Storia d’Italia! Capite la genialata? Nessuno mi potrà accusare di aver comprato i voti in Parlamento. Come si fa ad impedire una Donna di fare shopping?”.

Ma ancora – per non far mancare niente – Il Fatto Quotidiano – che rammenta come il Cavaliere sia “…Il Garante della Prostituzione e della Corruzione” (v.si Il Fatto Quotidiano del 01.12.2021), arrivando addirittura a preparare una Raccolta Firme per impedire la “candidatura” di Berlusconi al Colle. O ancora L’Espresso di De Benedetti che decide di dedicare al Fondatore di Fininvest un’intera Copertina (quella del 9 Gennaio 2022) con la scritta tuonante “Lui no”; una Copertina tanto ermetica quanto eloquente che esprime sicuramente tutto lo storico amore di certi Giornali per il Cavaliere e che rende evidente – ovvio, no? – la paranoie giudiziarie e mediatiche che l’ex Presidente del Consiglio si è permesso sommessamente di manifestare nel corso degli anni.

Insomma, non sappiamo effettivamente se si possa parlare di “Storica persecuzione giudiziaria delle Procure di Sinistra”. Ma siccome in medio stat virtus, sicuramente quel che sappiamo è che si possa parlare di “Antiberlusconismo terapeutico ed accanito”, ed i fatti si sono dimostrati da soli.

Ebbene. Dopo circa 7 giorni di confusione totale e della benchè minima capacità di convergenza tra Alleati – o presunti tali – all’interno del Centro-Sinistra, non solo Letta – il Major dello Schieramento delle Sinistre – non è riuscito ad esprimere neanche un nome serio e papabile per la Corsa al Quirinale (dove per la prima volta il CSX conta come il 2 di Coppe quando la Briscola è a mazze); ma addirittura – ed è questa la maggiore aggravante di un PD e di tutti i micropartitini tra l’1% ed il 3% che dovrebbero ruotargli attorno, per convenienza o per sopravvivenza – ha come unico mantra costante l’urlo di “Berlusconi no!” o “Candidatura irricevibile!”

Insomma, nessuna proposta seria per il Road to Quirinale. Schermo nero. Buio totale, ed i soliti scontri sinistroidi per il soggetto che le Sinistre dovrebbero presentare e su cui fare endorsment. Ma purché il Leader di Forza Italia – che ancora oggi gode di gradimento al Popolo Italiano abbastanza alto per un Partito a circa l’8-9% dei consensi elettorali – non diventi Capo dello Stato.

E quale soluzione migliore – più pilatiana – di dire dalle Sinistre “Vogliamo un Presidente super partes”. Tutto – nella disperazione ed impreparazione più totale – pur di ostacolare il Cavaliere.

Ma siamo tanto sicuri che la candidatura del Presidente di Forza Italia sia solo uno scherzo? Agli occhi di chi scrive parrebbe proprio di no, al di là dei voti effettivamente necessari per compiere l’Impresa. Ebbene sì, perché il soggetto definito “divisivo e non ricevibile” ha invece – come sempre – serenamente riunificato – in occasione dell’incontro a Villa Grande, in Roma – tutti i Partiti di Centro-Destra, in forza della propria Candidatura. Compresi e soprattutto Salvini e Meloni.

Ed a chi potrebbe spettare la “Prima Candidatura” se non a colui il quale il Centro-Destra lo ha inventato sotto la propria egida, nel lontano 1994, tenendolo saldo ed unito ad ogni tornata elettorale, fino ad oggi?

Che forse l’”Operazione Scoiattolo” di cui Vittorio Sgarbi e Gianni Letta sono portavoce al telefono ed in Parlamento spaventa a tal punto gli Avversari politici da riunirli tutti quanti – come gli Antichi Romani davanti al metus hostilis – contro il più forte in gara?

Le opinioni politiche sono sacrosante, come lo sono le Sentenze di Cassazione, sempre e comunque. Ma come ha detto Luciano Violante al buon Travaglio nell’ambito della campagna anti-elettorale da questi portata avanti contro l’ex-Premier (definendo la stessa “…offensiva e volgare”), “Tutti i Cittadini che hanno più di 50 anni possono candidarsi. Spetta ai Parlamentari decidere chi votare!

A volere avere un memoria intellettualmente onesta, l’unica candidatura-scherzo – a chi vuol davvero ricordare – sembrerebbe esser stata quella che il 19 Aprile del 2013 ha celebrato ufficialmente il Funerale dell’Ulivo e del Centro-Sinistra tutto; ovverosia la candidatura del Prof. Romano Prodi, crollata su stessa con il tradimento dei 101 franchi-tiratori delle Sinistre tutte. Straordinaria prova di quella pseudo-Unità che adesso viene chiesta a tutto il Parlamento.

Insomma, la Sinistra a questo giro non ha i voti e deve passare da spettatore inoperante, ridacchiando gli Avversari.

Staremo a vedere, perché se Berlusconi è sceso ancora una volta il campo, non è certo per perdere….

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