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Lo storytelling è il pilastro del cinema mainstream contemporaneo: se la storia è abbastanza persuasiva, il film funziona. E se non ci si accontenta di un film che funziona, e si vuole di più – ovvero gli incassi – basta aggiungere un altro ingrediente, che è il più grande business di questo secolo: la retromania.

Atomica Bionda apperentemente è questo, uno spy movie nostalgico, una storia molto intricata di spionaggio e tradimenti, raccontata in un contesto storico enfatizzato con una passione eccessiva, direi feticistica: siamo nel 1989 tra Berlino Ovest e Berlino Est, alla vigilia della caduta del muro, il simbolo di quel contrasto ideologico che è così eccitante, oggi, quasi trent’anni dopo, nel mondo globalizzato e post-ideologico in cui ci sembra di vivere. La tracklist è pane servito ai nostalgici: David Bowie, New Order, Depeche Mode, Joy Division, The Cure.

Una scena su tutte: un cinema ad Alexanderplatz proietta Stalker di Tarkovskij mentre al-di-là e poi al-di-qua dello schermo, una spia inglese prende a calci e pugni una spia russa. Vediamo le loro ombre, e, dietro le loro sagome, la luce fredda del film sovietico. È soltanto una scena di combattimento, ma ha un’aura poetica che raramente si avverte in scene di questo tipo.

La spia inglese che si scazzotta con quella russa è Lorraine, interpretata da Charlize Theron (anche produttrice del film), che nei combattimenti non ha voluto controfigure e che durante le riprese si è pure rotta due denti, perché questo è un film fisico, è cinema di movimento, cinema d’azione, un cinema che spesso è definito con snobismo d’intrattenimento, perché almeno apparentemente risulta più semplice e immediato. E invece oggi, nel trionfo dello storytelling, quindi tra una diffusa analfabetizzazione dell’immagine, film come questi sono quasi d’avanguardia.

Atomica Bionda si veste da film di spionaggio, e lo è sicuramente, ma quando poi vedi un piano sequenza di un quarto d’ora di un combattimento corpo a corpo tra Lorraine e varie spie sovietiche, allora cominci a farti due domande sulla vera natura di questo film e su come sia possibile che questo cinema sia così tamarro e allo stesso tempo così elegante e attento all’immagine (a onor del vero, il piano sequenza è un finto piano sequenza, ci sono dei tagli subliminali inseriti in fase di montaggio).

Ma spogliato degli abiti di uno spy movie, Atomica Bionda si mostra come un action movie con la regia stupenda di David Leitch, una fotografia estetizzante, un ritmo frenetico scandito da una tracklist sicuramente “paracula” ma perfetta, e un’eroina dolce, violenta, amorale, ambigua e seducente.

Come spy movie può avere dei difetti – ingranaggi talvolta confusionari, colpi di scena che non sono mai veri colpi di scena – ma è sicuramente il miglior film di scazzottate degli ultimi anni.

di Natalina Rossi, all rights reserved

Atomica Bionda, il film di scazzottate più bello degli ultimi anni ultima modifica: 2017-09-07T07:09:38+00:00 da Natalina Rossi
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A proposito dell'autore

Natalina, qualche volta Alice. Dipende dal treno da prendere. C’ha gli zigomi aggressivi, uno strano attaccamento ai suoi polsi, simpatiche fobie sociali da raccontare alla gente con un bicchiere di Primitivo in mano, e poi una penna tipo kit d’emergenza salva vita. C’ha una casa che è tipo una galassia di Star Wars con le pareti coperte di locandine e facce di Servillo sparse. Un legame silenzioso con Ettore Scola che ha consolidato presentandosi ai suoi funerali, così, perché lui capiva i suoi desideri e un sacco di lacrime. Gioca a PES 2009 perché quanto è forte il Barcellona a quei tempi mai più. E’ alla ricerca della mappa segreta dei suoi spostamenti per trovare pace con il corpo.

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