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The Freak intervista Angelica Germanà Bozza, regista del cortometraggio Salveger / Anniversary, vincitrice del premio Miglior cortometraggio “Giuria di Qualità” al Catania Film Fest – Gold Elephant World 2018.

 

Italiana di nascita, tedesca d’adozione. Da dove vieni? Come mai hai deciso di trasferirti a Berlino? Come ti trovi e come hai iniziato nel cinema?

 

Sono cresciuta in Liguria, ad Alassio, e durante il conseguimento della laurea triennale in filosofia a Genova ho deciso di completare i miei studi a Berlino, città che mi ha subito affascinata per la sua multiculturalità. A Berlino si è acuito il mio interesse per le lingue e le culture straniere e, sulla scia di questo vento cosmopolita, ho deciso di trasferirmi in Turchia, ad Istanbul, dove ho vissuto per circa tre anni. Qui ho conosciuto Ahmet Ay, attore protagonista e co-produttore di “Anniversary”, nonché mio marito dal 2014. Con lui abbiamo deciso di stabilirci nuovamente a Berlino, soprattutto per la libertà di pensiero e di espressione artistica, l’ambiente creativo e il vivace calendario di eventi culturali che questa città offre. Ma è stato ad Istanbul che mi sono avvicinata al cinema, principalmente attraverso un tirocinio al film festival internazionale di Istanbul e, successivamente, collaborando alla programmazione del primo film festival internazionale di Duhok, nel Kurdistan iracheno, dove in seguito ho lavorato come assistente di produzione.

Di cosa parla SALVEGER / Anniversary?

“Anniversary” (il cui titolo originale in lingua curda è “Salveger”) parla di una famiglia di origine curda – Ahmet, giovane padre vedovo e la sua bambina di 9 anni, Rozerîn – emigrata in Germania. Nel giorno dell’anniversario della morte della madre di Rozerîn (che ha perso la vita in Turchia in un attentato durante una manifestazione pacifica) padre e figlia decidono di ricordarla portando avanti un’antica tradizione del loro popolo, trasformando così un momento di dolore in un’opportunità di condivisione con chi vive in condizioni di precarietà.

Perché l’esigenza di raccontare questa storia?

Quando, grazie ad Ahmet, sono venuta a conoscenza di questa tradizione – che la sua famiglia da sempre pratica e tramanda, sia in Turchia sia in contesto di migrazione – ho subito pensato che, per il suo valore umanistico e interreligioso, meritasse di essere divulgata. Quando è nata l’idea di “Anniversary” abbiamo visto nel progetto un’opportunità per trasmettere un messaggio universale di solidarietà con il prossimo e per sostenere il valore della diversità culturale come ricchezza all’interno della società. Soprattutto in un momento in cui il tema dell’immigrazione è all’ordine del giorno in tutta Europa, dove le differenze tra la cultura dei migranti e quella delle società ospitanti vengono strumentalizzate e bollate come ostacoli insormontabili alla convivenza pacifica, abbiamo voluto attirare l’attenzione su un esempio positivo.

Sullo sfondo della vicenda di “Anniversary” c’é inoltre l’attuale panorama politico in Turchia e la tragedia che negli ultimi anni ha toccato numerose famiglie che hanno perso i propri cari durante molteplici episodi avvenuti in questo paese (e non solo). Molte di queste famiglie continuano a promuovere un messaggio di pace e civiltà nella speranza di porre fine alla violenza. Con questo film vorremmo ricordarle e sostenerle.

Sei regista e produttrice. Quali sono state le difficoltà principali nella realizzazione di “Anniversary”? 

“Anniversary” è stato realizzato praticamente senza budget. Ahmet ed io abbiamo gestito il progetto con le poche risorse tecniche e logistiche che avevamo a disposizione e adattato la sceneggiatura tenendo conto di questi limiti. Durante la maggior parte delle riprese la crew era composta soltanto da noi tre – Ahmet, la piccola Rozerîn ed io – con talvolta l’apporto (preziosissimo) di amici e familiari. Io stessa mi sono occupata di sceneggiatura, regia, riprese e montaggio e non è stato affatto facile gestire tutti i dettagli della produzione. Un contributo importantissimo al progetto è stato dato dalla musicista e amica Constance Marchand, che ha curato la post-produzione audio e composto la colonna sonora nell’ambito di un programma dell’UdK (Università delle belle arti di Berlino).

Se da una parte, essendo “Anniversary” il nostro primo progetto, abbiamo “dovuto” fare i conti con la contingenza, dall’altra si è trattato anche di una nostra scelta: abbiamo “voluto” provare a realizzare un film con poco, quasi dal nulla, cercando di fare della semplicità l’elemento caratterizzante di questa produzione.

Come è stato lavorare sul set con tuo marito? 

La collaborazione con Ahmet è iniziata molto prima di arrivare al set. Fin dall’idea iniziale del progetto, non ho mai smesso di consultarmi con lui nella stesura della sceneggiatura e nella fase di pre-produzione. Ahmet, perciò, sapeva bene cosa avessi in mente e durante le riprese ha dato il meglio di sé affinché potessimo ottenere le scene così come ce le eravamo immaginate. Ahmet ha svolto inoltre un ruolo fondamentale nel guidare la piccola Rozerîn, riuscendo a creare con lei un feeling davvero particolare. Ovviamente in una situazione di stress, come può essere il set, qualche piccola divergenza di opinioni c’è stata, però siamo lo stesso riusciti a mettere in atto un ottimo lavoro di squadra. E sicuramente abbiamo imparato moltissimo.

Felici di aver vinto come miglior cortometraggio al Catania Film Fest? Ve lo aspettavate? 

Felici è dir poco! Siamo strafelici! È stata una grandissima sorpresa, non ce lo aspettavamo per niente. Eravamo al corrente della consegna del premio speciale per la regia, in quanto reso noto prima del festival, ed eravamo già contenti così. Per noi il solo fatto di essere stati selezionati tra più di 1400 film insieme ai lavori di altissima qualità presenti al festival ha significato moltissimo. Poi, arrivare in finale in seguito alla selezione della giuria giovani è stato un onore. Ricevere infine il riconoscimento della giuria di qualità e sentire il calore dell’applauso del pubblico è stata un’emozione indescrivibile.

Continuerete con il cinema? State sviluppando nuovi progetti? Se sì, cosa?

Sicuramente continueremo. Speriamo che questo sia solo l’inizio perché abbiamo altre storie da raccontare. In questo momento stiamo lavorando a una nuova sceneggiatura che ci piacerebbe girare, almeno in parte, in Italia. Si tratta di un progetto più impegnativo e sarebbe bello riuscire ad ottenere il supporto di una produzione italiana per mirare a un risultato di qualità.

Angelica Germanà Bozza presenta Salveger/Anniversary: tradizioni curde al Catania Film Fest ultima modifica: 2018-04-30T06:16:35+00:00 da Redazione

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