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Dal 3 ottobre 2018 al 3 novembre 2019  gli spazi del Complesso del Vittoriano- Ala Brasini ospiteranno  l’esposizione dedicata all’iconico Andy Warhol,  in occasione del novantesimo anniversario dalla sua nascita. La mostra- prodotta da Arthemisia e curata da Matteo Bellenghi –  offre una panoramica completa della produzione dell’artista statunitense, con oltre 170 opere che raccontano la nascita e la vita di colui che ha stravolto i connotati dell’arte contemporanea. Varcando la soglia dell’entrata della mostra, lo spettatore viene accolto da una parete tappezzata da una serie di riproduzioni del celebre ritratto di Marylin Monroe, che segnano- come un’anteprima- l’inizio del viaggio all’interno dell’evoluzione e della produzione artistica di Warhol, tra colori pop, luci al neon, glitter e musica rock.  La prima sala è dedicata alle serigrafie che hanno reso Warhol l’icona Pop che noi tutti conosciamo, come la Campbell’s Soup (1969) e il  ritratto di Marylin Monroe (1967).

Simbolo del consumismo moderno, le opere dell’artista sono espressione ed esaltazione del sogno americano di cui lo stesso artista è esempio  in quanto figlio di una povera famiglia immigrata dall’Est Europa. Dietro quelle opere così colorate, eccessive e ripetitive non si cela nessuna pretesa artistica, nessun messaggio sotteso, se non quello di dimostrare che anche l’arte è un bene materiale e in quanto tale riproducibile e consumabile.

Una psichedelica stanza tappezzata di specchi e arredata con  istallazioni di fiori colorati (che riprendono l’opera “Flowers”) accompagna sulle note del rock anni ’70  il visitatore verso il mondo della musica, cui Warhol fu protagonista creando copertine iconiche come quella di The Velvet Underground & Nico (1967). La celebre copertina con la banana- inserita dalla rivista Rolling Stone al decimo posto nella lista delle “100 migliori copertine della storia”- è la riprova di come l’artista era capace di attirare l’attenzione del pubblico in qualsiasi settore artistico, elaborando un disegno semplice ma curiosamente ambiguo. Il percorso espositivo prosegue con le sperimentazioni nell’ambito della moda: dalle collaborazioni con le più importanti riviste fashion di quegli anni (tra cui Glamour e Vogue)  agli Italian Portraits – raffiguranti i massimi esponenti della moda italiana- Warhol ha dato prova di saper innovare e sperimentare in ogni ambito artistico, con il suo tocco eccentrico e avanguardista. Chiude la mostra la collezione di Polaroid raffiguranti personaggi famosi (come Liza Minelli e la Principessa Carolina di Monaco), che completa il puzzle della vita dell’artista visionario che per primo concepì ed esternò la società come cultura dell’eccesso e del narcisismo esibizionista.

foto di Ariella Fonsi

di Ariella Fonsi, all rights reserved

Andy Warhol a Roma: il genio visionario del XX secolo in mostra al Vittoriano ultima modifica: 2018-10-08T21:50:24+00:00 da Ariella Fonsi

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