ANDREA GANDINI E L’ANIMA RIVELATA DEGLI ALBERI

di Maddalena Crovella

ANDREA GANDINI E L’ANIMA RIVELATA DEGLI ALBERI

di Maddalena Crovella

ANDREA GANDINI E L’ANIMA RIVELATA DEGLI ALBERI

di Maddalena Crovella
3 minuti di lettura

Andrea Gandini, classe 1997, è un giovane artista romano, parla del suo lavoro con grande passione e ha lo sguardo profondo di chi non si accontenta della superficie delle cose. Da qualche anno ha iniziato a girare le strade della città, armato di scalpellino e mazzuolo, per ridare nuova vita ai tronchi ormai morti degli alberi di Roma. In occasione del compleanno di The Freak l’abbiamo invitato a esporre alcune opere e a parlarci del suo lavoro.

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Come nasce l’idea di scolpire i tronchi senza vita degli alberi?
Mi sono appassionato all’arte quando avevo due anni, ero piccolissimo, poi durante il liceo ho scoperto il legno e le sue potenzialità, da allora ho continuato a lavorarci fino ad oggi. L’idea di scolpire i tronchi è nata da una casualità: avevo appena fatto una mostra che non era andata molto bene, non ne ricordo nemmeno il motivo, so solo che dopo essere tornato a casa, con un fondo d’insoddisfazione, ho rimesso le opere a posto e ho deciso di uscire a scolpire un tronco di fronte casa mia. Da lì è iniziato tutto.

Il legno degli alberi racchiude in sé il fluire del tempo, quindi cela una storia. La corteccia dell’albero ti guida, in qualche modo, nella scelta dei soggetti?
Non c’è un legame particolare tra il soggetto raffigurato e il tronco dell’albero, cerco semplicemente di dare forma a quello che mi trovo davanti, di tirarne fuori l’anima. Per lo più mi piace scolpire dei volti, in uno dei miei ultimi lavori ne ho incisi due sulla stessa base, ma ho realizzato anche altre figure.

Che tipo di preparazione c’è dietro ad ogni opera e quanto tempo impieghi per compiere tutto il processo?
Non c’è una vera e propria preparazione, non in tutti casi. In base alla situazione che mi trovo davanti, creo la scultura nel migliore dei modi, a volte è necessaria una bozza preparatoria a volte no, per i visi umani ormai non serve più, sono abbastanza pratico. Anche il tempo è relativo e varia in base al tipo di progetto che devo svolgere: per i tronchi che ho scolpito in Via Cola di Rienzo, ad esempio, ci sono volute circa due settimane di lavoro.

Lo scenario in cui prendono vita le sculture è Roma, con le sue strade, i suoi passanti, la sua bellezza, in una sorta di museo a cielo aperto. Questo mi fa pensare che tu abbia un’idea ben precisa dell’arte intesa come esperienza fruibile da tutti.
Sì la mia è un’idea di arte a disposizione di tutti ma non per questo mi sento migliore di chi sceglie di destinarla a pochi. Penso però, che in un’epoca come la nostra, fatta di social network e condivisione continua, sia indispensabile promuoversi in questo modo. Inoltre è bello incontrare le persone, sentire le loro storie e renderle partecipi del processo di creazione.

Le tue sculture sono disseminate tra il centro e la periferia di Roma, quali sono i quartieri dov’è possibile ammirarle?
Il primo tronco l’ho scolpito a Monteverde poi mi sono spostato a Trastevere, sull’Aventino, a Ostiense e Testaccio, ecco Testaccio è un quartiere che mi piace molto, ed è stato bello lavorarci. In periferia preferisco operare di meno perché il mio intento è rendere le opere visibili da tutti e in centro, senza dubbio, sono a disposizione di molte più persone.

In questo momento stai lavorando a un nuovo progetto, in cosa consiste e cos’ha di diverso rispetto agli altri?

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A Villa Grazioli, antica villa nobiliare di Grottaferrata, ho l’opportunità di ridare vita a due cedri secolari che sono morti a causa di un fungo. L’idea è di creare un corpo capovolto che si tuffa nel terreno da cui poi emerge la testa. Per la prima volta lavorerò su tutta la superficie del tronco che è alto circa 20 metri, si tratta di un albero di duecento anni che compare anche in alcuni dipinti del Settecento, quindi posso scolpire in stretto rapporto con la storia. Questo progetto è la dimostrazione che in Italia ci sono persone che credono fermamente nell’Arte e sono pronte a investirci. Tutto ciò per me ha un grandissimo valore.

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