MUCHA AL VITTORIANO: IL GENIO DELL’ART NOUVEAU

di Maddalena Crovella

MUCHA AL VITTORIANO: IL GENIO DELL’ART NOUVEAU

di Maddalena Crovella

MUCHA AL VITTORIANO: IL GENIO DELL’ART NOUVEAU

di Maddalena Crovella
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L’Art Nouveau di Alphonse Mucha al Vittoriano

Fino all’11 settembre 2016, il Complesso del Vittoriano ospiterà una mostra dedicata ad Alphonse Mucha, celebre nel panorama artistico parigino e poi europeo per avere ideato, nei primi del ‘900, quello stile caratterizzato da linee curve e morbide che si diffonderà in tutto il mondo con il nome di Art Nouveau o Stile Liberty.
L’esposizione, organizzata da Arthemisia Group e curata da Tomoko Sato della Fondazione Mucha, si compone di oltre 200 opere tra cui dipinti, manifesti, disegni e gioielli che per la prima volta si rivelano agli occhi della Città Eterna. La rassegna monografica, suddivisa in sei sezioni tematiche, approfondisce in modo dettagliato gli aspetti fondamentali del percorso figurativo di Mucha, dagli esordi alle ultime opere ideate in onore della Boemia, sua terra d’origine. 01_Selfportrait
L’autoritratto dell’artista ci accoglie alla soglia del percorso: ha un’espressione mite, accentuata dai toni pastello, e racchiude in sé il carattere emblematico e inafferrabile del genio. Ci sembra, in questo modo, di conoscerlo già ma poi, proseguendo il cammino, quel volto scompare e al suo posto si fa strada la copiosa selezione di opere, fatta di sguardi sensuali, intrecci vorticosi e sensazioni primordiali, che come in un grande puzzle va a formare il vero ritratto di Mucha.
Il primo spazio è dedicato ai manifesti teatrali, ai cartelloni pubblicitari e ai pannelli decorativi realizzati dopo il 1887 a Parigi, dove Mucha intraprenderà ufficialmente la sua scalata verso il successo. Un lungo corridoio in penombra aiuta a calarsi nello scenario parigino della “Belle Epoque”, il chiacchiericcio di alcuni visitatori fa eco tra le pareti dell’Ala Brasini dove, illuminato da luce fioca, compare il suo primo capolavoro: Gismonda, La Princesse Lointaine (1896). I lineamenti eterei della “Divina Sarah” spiccano sullo sfondo aureo del manifesto e la figura della Bernhardt compare in tutta la sua magnificenza di nobildonna bizantina. L’abito esotico che richiama la corona di orchidee, conferisce eleganza e fascino alla figura della fanciulla, già affermata icona del teatro parigino, che da quel momento in poi diventerà oggetto di altre grandiose opere di Mucha, come La Dame aux Camélias, La Samaritaine, Médée, la Tosca e Hamlet. Il poster della pièce teatrale riscuote un immediato successo e Mucha è ufficialmente consacrato al destino di migliore cartellonista del suo tempo. Da quel momento in poi in Francia s’inizierà a parlare di “Stile Mucha” per definire l’inconfondibile caratteristica delle sue immagini: l’uso di un formato verticale, allungato, in cui lo spazio è occupato da una figura a grandezza naturale, decorata da forme naturalistiche e colori intensi che esaltano il profilo stilizzato del soggetto.mucha-vittoriano-794x496
Lo stile di Mucha rivoluzionerà per sempre la forma e la grafica dei cartelloni pubblicitari e i pannelli decorativi destinati al grande pubblico, di cui troviamo una rassegna nella sezione ad essi dedicata. Al centro di ogni lavoro c’è l’immagine: i poster, infatti, sono quasi del tutto privi di testo e spesso sono eseguiti ai soli fini artistici o decorativi. Protagoniste assolute delle opere sono le figure femminili che sembrano nascere dagli intrecci floreali elaboratissimi e dalle cornici fitoformi. Ogni donna ha la sua peculiarità, ma tutte sembrano contenere la stessa carica di leggiadria e sensualità – si pensi alle pose e ai dettagli delle fanciulle che personificano le Stagioni, o le Arti: i capelli sciolti e agitati dal vento, le linee sinuose delle vesti, i colori evanescenti dei visi, tutto è espressione di candore e bellezza.
Non manca tuttavia l’elemento mistico, che ben s’intuisce nelle opere basate sull’idea dei “poteri invisibili”, influenzate probabilmente dalle discussioni di Mucha con l’amico August Strindberg, il famoso drammaturgo svedese, appassionato di occultismo. Le creazioni, raggruppate in questa sezione, hanno come oggetto una certa ricerca di assoluto e contemplazione dell’inspiegabile che sembra dominare la realtà. Ricorre spesso l’uso di simboli che rimandano alla Massoneria, di cui l’artista era membro attivo. Emblematiche sono le illustrazioni del libro Le Pater, che veicola il messaggio massonico indirizzato alle generazioni future secondo cui l’uomo, perseguendo il progresso, può raggiungere la Verità universale. Mucha_630
Fin da giovane Mucha, aveva coltivato il sogno di mettere l’arte al servizio della patria ed era cresciuto bramando la libertà politica della sua terra e l’unità dei popoli slavi. Al forte nazionalismo muchano sono riconducibili le opere dei primi anni del Novecento, racchiuse nella sezione conclusiva, in cui prevale la causa patriottica e si fa strada il progetto dell’Epopea Slava, considerata da Mucha stesso come la più grande impresa della sua vita. Con il trascorrere degli anni, l’artista matura l’ultimo grande ideale estetico-filosofico che estende a tutta l’umanità, il principio di libertà riservato alla sua patria. Le ultime illustrazioni, sono una rassegna delle glorie e le miserie umane che culminano tutte nell’ultimo progetto di Alphonse: il trittico L’età della ragione, L’età della saggezza, L’età dell’amore, concepito come monumento all’umanità intera.
Nelle intenzioni dell’artista, questo lavoro, iniziato nel 1936, quando il presagio di una guerra si faceva sempre più concreto, doveva rappresentare Ragione, Saggezza e Amore come i tre principi chiave del genere umano, la cui armoniosa combinazione avrebbe favorito il progresso dell’Uomo. Questo progetto non fu mai portato a termine, ma ad oggi possiamo ammirare gli studi eseguiti per il trittico capaci di trasmettere la carica del messaggio di pace universale che l’artista aveva auspicato.
L’universalità dell’arte, il suo enorme potere d’ispirazione e riflessione al servizio del popolo, restano tuttora alla base della poetica dell’arte eterna di Mucha, sognatore di un mondo migliore, dove poter vivere senza la minaccia di un potere oppressivo. Mai come in questo momento storico la sua Arte cavalca l’attualità del mondo intero.

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