Alitalia spiegata
come una serie tv

La vicenda Alitalia spiegata
come se fosse una serie tv

Quattro puntate e chissà quante ancora ce ne saranno da scrivere
per l'ex compagnia di bandiera che non ha mai avuto bilanci positivi

di Guglielmo Pilutti

Alitalia spiegata
come una serie tv

La vicenda Alitalia spiegata
come se fosse una serie tv

di Guglielmo Pilutti
ALITALIA COME UNA SERIE TV

Alitalia spiegata
come una serie tv

di Guglielmo Pilutti
7 minuti di lettura

Il primo volo di Alitalia risale al 1946. All’inizio degli anni Novanta, prima della liberalizzazione del settore aereo, la compagnia di bandiera italiana era tra i principali vettori europei, sebbene non sia stata quasi mai con bilanci positivi. Oggi rappresenta circa l’11,3% del totale del traffico aereo italiano

Ma in che condizioni è adesso Alitalia? A che punto siamo?

Prima puntata. La costituzione della società Italia Trasporto Aereo spa

Uno dei dossier su cui il Governo ha lavorato negli ultimi mesi (e mesi) è quello della newCo.  La nuova Compagnia ha parecchio tardato ad arrivare: secondo le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, durante l’Audizione in Commissione Trasporti alla Camera del 23 aprile scorso, sarebbe dovuta avvenire nelle prime settimane di giugno

In diverse occasioni, inoltre, i ministri dei Trasporti e dello Sviluppo Economico hanno dichiarato che la società era quasi pronta ad iniziare i lavori. Tuttavia, l’operazione ha subito molti ritardi. Motivo: prima un problema tecnico nel decreto di costituzione della newCo, poi la difficoltà nella spartizione delle nominedel consiglio di amministrazione.  

Intanto, il 29 giugno 2020, con un post su Facebook, il presidente Conte ha annunciato che Francesco Caio e Fabio Lazzerini sarebbero stati presto nominati presidente e amministratore delegato della nuova società.

La firma del decreto interministeriale per la costituzione della NewCo del trasporto aereo arriverà solo di venerdì 9 Ottobre 2020, per essere poi essere registrato dalla Corte dei Conti e dall’Ufficio centrale di Bilancio venti giorni dopo, il 29 ottobre 2020.

Innanzitutto, il Decreto ha definito l’autorizzazione della nuova società, interamente controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze, con l’oggetto sociale: Italia Trasporto Aereo spa. Inoltre, viene nominato il Consiglio di Amministrazione, il collegio sindacale, nonché individuato il capitale sociale iniziale, pari a 20 milioni di euro. La dotazione finanziaria complessiva della newCo per il 2020 è però decisamente maggiore, pari a 3 miliardi, come già previsto dal cosiddetto decreto Rilancio varato nel corso della prima ondata pandemica.

Seconda puntata. Il Business Plan di ITA spa

L’effettivo decollo della newCo è concretamente legato all’approvazione del business plan che la nuova governance della società, coadiuvata da advisor di vario tipo, dovrà redigere. 

Nel piano, con orizzonte a 5 anni, verranno messi nero su bianco i numeri portanti: a cominciare dalla flotta e dai dipendenti, passando per il ridisegno del network e il tema delle alleanze. 

Quelle che dovrebbe essere certo è che ci sarà una pianificazione strategica di lungo termine, con un ribilanciamento tra lungo, breve e medio raggio puntando maggiormente sul lungo raggio, nonché un bilanciamento tra il traffico corporate e leasure. Verrà rinnovata la flotta in un’ottica green, il che permetterà risparmi operativi fino al 40%; grazie ai minori consumi dei velivoli di nuova generazione si punterà quindi anche ad una leadership a livello ambientale. Inoltre, il piano industriale potrà prevedere la creazione di una o più società controllate o partecipate per la gestione dei singoli rami di attività e per lo sviluppo di sinergie e alleanze tra compagnie aeree, con cui ad esempio prevedere la condivisione dei costi di gestione e delle infrastrutture (cfr. StarAlliance, SkyTeam e OneWorld). Ultimo punto previsto, ma non per importanza, è l’acquisto o l’affitto di rami di azienda (cfr. acquisizione di Air Italy). 

Terza puntata. Le prime convocazioni

Il nuovo piano industriale di Ita – la newCo di Alitalia – verrà approvato entro dicembre. Lo ha stabilito il cda di Ita che si è riunito per la prima volta il 12 novembre, sotto la presidenza di Francesco Caio. Il consiglio ha esaminato e approvato il programma di lavoro presentato dall’ad, Fabio Lazzerini, per la redazione del piano industriale e ha fissato un calendario di incontri delle prossime settimane per completarne l’approvazione entro dicembre. Come da statuto, il cda ha anche provveduto alla convocazione dell’Assemblea per l’attribuzione delle deleghe. 

In linea con quanto i vertici avevano già anticipato nell’audizione alla Camera del 10 Settembre 2020, la struttura delle deleghe – approvata venerdì 20 novembre 2020 nel corso della prima assemblea della società – prevede: “Per l’amministratore delegato la gestione ed il coordinamento di tutte le funzioni esecutive, mentre per il presidente, un ruolo di garanzia con responsabilità su audit, legale, compliance e segreteria del consiglio nonché, congiuntamente all’ad, sulle relazioni istituzionali e comunicazione. Il cda, riunitosi a seguito dell’assemblea, ha infine approvato un codice di riservatezza per garantire un flusso ordinato e trasparente di informazioni verso i principali stakeholder, a partire dalle Istituzioni italiane e dell’Unione Europea cui sarà presentato il piano industriale”. Così si legge in una nota di Ita.

Una settimana dopo, venerdì 27 novembre, il cda si è nuovamente riunito per un primo aggiornamento da parte dell’ad Fabio Lazzerini sull’attività di start up e di redazione del Piano Industriale. Il cda ha anche completato la definizione delle strutture di governance consiliare approvando la costituzione del comitato Parti Correlate che sarà presieduto da Angelo Piazza.

Per chiudere il capitolo – finora conosciuto – delle convocazioni, lo scorso lunedì 30 novembre si è tenuto il primo incontro ufficiale di confronto tra la nuova società Italia Trasporto Aereo spa e i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl. 

Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità e l’urgenza di un piano di sviluppo che preveda il mantenimento dell’attuale perimetro delle attività e dei relativi livelli occupazionali. Infatti, secondo le sigle: solo con un piano industriale che abbia una prospettiva di investimenti nella flotta, nella attività di handling, nel cargo, di reinternalizzazione delle lavorazioni – come ad esempio le manutenzioni – e che posizioni la compagnia nelle alleanze internazionali e sul mercato, si può immaginare una compagnia che trovi una solida collocazione nel trasporto aereo che uscirà dal contesto emergenziale dopo alla pandemia. Inoltre, sull’occupazione, le sigle si attendono il pieno e tempestivo recupero di tutti gli attuali dipendenti del Gruppo Alitalia, certezze per gli attuali precari e prospettive per gli altri lavoratori investiti dalla crisi del settore, a partire da Air Italy. “Siamo pronti ad approfondire e confrontarci sul piano e ad aprire una vera e propria fase negoziale” hanno dichiarato i sindacati a margine del primo incontro.

Il confronto proseguirà a partire dai primi giorni della prima settimana di dicembre quando verranno affrontate le linee di piano e i relativi risvolti occupazionali, prima della presentazione al Parlamento e alla UE, prevista per la metà del mese.

Quarta puntata. I prossimi passi di Ita

Dallo scorso venerdì 20 novembre Ita e il suo board sono entrati ufficialmente nella fase operativa, di sviluppo della Compagnia.  

Infatti, da venerdì sono scattati i 30 giorni per redigere e approvare il piano industriale che dovrà essere inviato alle Commissioni parlamentari di Camera e Senato e alla Commissione europea. In aggiunta, come da promessa fatta in audizione, presso la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati del 10 settembre scorso, i vertici di Ita torneranno a presentare il piano della nuova Alitalia in Parlamento 30 giorni dopo la nomina dei vertici.

Le Commissioni parlamentari competenti, entro un termine perentorio di 30 giorni dalla data di assegnazione del piano, formuleranno dei pareri motivati ma non vincolanti. D’altro canto, la Commissione europea dovrà esprimersi sull’efficacia del piano e sull’effettivo scostamento dalla vecchia Alitalia. Infatti, come recita il decreto di costituzione: “la società procede all’integrazione o alla modifica del piano industriale, tenendo conto della decisione della Commissione europea”. Lo stesso avvio dell’attività di trasporto aereo è subordinato alle valutazioni della Commissione Europea.

In parallelo, dalla Commissione europea si attende inoltre l’esito delle indagini sui due prestiti ponte concessi dallo Stato italiano ad Alitalia per evitarne il fallimento. Una decisione che sembra essere molto vicina sentendo le ultime dichiarazioni della vicepresidente della Commissione Europea Margrethe Vestager, la quale ha anche voluto precisare che: “Non sta a noi decidere se debba esserci una nuova società o meno. Ovviamente siamo in contatti molto stretti con le autorità italiane, perché è una questione complessa, dato che Alitalia ha ricevuto anche aiuti come ristoro per i danni subiti a causa del coronavirus Sars-CoV-2, aiuti che sono legittimi anche se la compagnia era in difficoltà anche prima dell’inizio della pandemia di Covid-19”.

To be continued…

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