Alitalia: una compagnia
di bandiera, perché?

Alitalia, ha ancora senso
una compagnia di bandiera?

Nello scenario più ottimistico, il traffico aereo tornerà ai livelli del 2019 sono nel 2024

di Guglielmo Pilutti

Alitalia: una compagnia
di bandiera, perché?

Alitalia, ha ancora senso
una compagnia di bandiera?

Alitalia, ha ancora senso
una compagnia di bandiera?

di Guglielmo Pilutti
Alitalia

Alitalia: una compagnia
di bandiera, perché?

Alitalia, ha ancora senso
una compagnia di bandiera?

di Guglielmo Pilutti
3 minuti di lettura

Ai più verrà spontaneo domandarsi: “Perché puntare così tanto ora, ad ogni costo, sulla compagnia di bandiera?”

Sicuramente parlando di Alitalia ci si riferisce ad uno tra i più importanti settori strategici nazionali, con una storia segnata da numerosi investimenti privati e pubblici a cui occorre dare un seguito.

Ma, pensando al decollo della newCo vengono anche in mente le motivazioni addotte dal ministro per lo Sviluppo Economico Patuanelli nel corso dell’audizione sulle prospettive di Alitalia, a seguito dell’emergenza da coronavirus, del 23 aprile 2020: “Il Governo ha da sempre voluto trovare una soluzione definitiva di rilancio della compagnia. È importante avere una compagnia di bandiera che interloquisce con il governo per dare risposte ai proprio cittadini. Per Alitalia la crisi porta un potenziale riacquisto di fasce di mercato. Tutte le compagnie aeree mondiali sono in grande difficoltà… mentre prima Alitalia si confrontava da vaso di cristallo in un mercato di vasi di acciaio, oggi non è più così”. 

Infatti, l’idea con cui il Governo si è mosso è quella di colmare quel gap di mercato, con cui Alitalia ha sempre viaggiato in questi ultimi anni, rispetto ad altre grandi compagnie. L’operativizzazione, è quindi tradotta con uno “sfruttamento” della crisi complessiva del mercato a beneficio di Ita. L’opportunità è dunque quella di scalare un mercato che finora era precluso per Alitalia, e renderlo percorribile una volta che il mercato stesso ripartirà.

In tale operazione, le complicazioni non vengono meno. Anzi la fanno da padrone.

I tempi del decollo si sono già allungati e rischiano di allungarsi ancora di diversi mesi. Naturalmente, insieme a Rete unica, acciaio e autostrade anche Alitalia è tra i pesanti dossier industriali che dovrà affrontare il nuovo Governo. Si tratta di partite, ‘ereditate’ dallo scorso anno, dove alta è la posta in gioco visto che si tratta di asset strategici per la competitività del sistema Paese. Tra l’altro, una partenza in periodi non congrui, anche in condizioni meno proibitive di quelle attuali, rischia di essere comunque penalizzante. Il vero rischio, dato l’imprescindibile contesto, sarebbe quello di un decollo di Ita con un load factor – cioè il rapporto tra passeggeri trasportati e posti offerti – ai minimi termini. Anche per questo si punta al decollo con l’inizio della stagione estiva Iata.

A questo punto, verrebbe da chiedersi: “Basteranno i finanziamenti governativi? Basterà la rotta indicata dal business plan a far sopravvivere e a far adeguare Ita al mercato?”

Dunque i due mesi di respiro estivo non sono riusciti ad attenuare le perdite. Con l’avvento della seconda ondata e della stagione invernale poi, il settore del trasporto aereo in Europa è entrato in uno stato comatoso che perdurerà almeno fino al termine di marzo 2021, con la maggior parte dei vettori che volerà solo il 20% di quanto muoveva un anno prima. Inoltre, secondo le previsioni EUROCONTROL (organizzazione intergovernativa di controllo del traffico aereo a livello europeo) sul traffico aereo, si prospettano tre scenari: nello scenario più ottimistico, si prevede che il traffico tornerà ai livelli del 2019 entro il 2024. Nel secondo scenario (molto probabile), nel 2024 il traffico si attesterà solo al 92% del dato del 2019. Nel terzo scenario, il traffico nel 2024 sarà pari al 75% del valore del 2019 e non raggiungerà i livelli dello scorso anno fino al 2029.

Il Covid-19 ha messo tutte le compagnie aeree davanti a una crisi che non si vedeva da un secolo, ma alcune di esse hanno già cominciato a muoversi per riguadagnare fette importanti di mercato appena si potrà tornare a circolare senza restrizioni. Pertanto, la strategia di Ita dovrà a maggior ragione operare attraverso una logica di mercato, dando ad esempio maggior rilievo alle rotte più redditizie. L’obiettivo deve essere quello di far partire bene la nuova compagnia appena ci saranno le condizioni. 

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