AGGIORNAMENTI SUL VALZER DEL GOVERNO

di Guglielmo Pilutti

AGGIORNAMENTI SUL VALZER DEL GOVERNO

di Guglielmo Pilutti

AGGIORNAMENTI SUL VALZER DEL GOVERNO

di Guglielmo Pilutti
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Dopo l’apparente rientro delle tensioni, la settimana è cominciata col ritorno di forti scontri all’interno della maggioranza.  I punti di attrito tra M5S e Lega tornano ad essere quelli su cui la scorsa settimana sembrava si fosse trovato un accordo: Tav, immigrazione e autonomia. A questi si aggiunge la riforma della giustizia portata nei giorni scorsi in Consiglio dei Ministri dal Ministro grillino Alfonso Bonafede e osteggiata dalla Lega. 

Ieri  prima della sospensione delle attività parlamentari, il governo ha approvato con 160 voti favorevoli, 57 contrari e 21 astenuti il cosiddetto “decreto sicurezza bis”, su cui il governo aveva posto la questione di fiducia e che è ora diventato legge.

Inoltre domani dovrà affrontare un altro voto decisivo per la tenuta della Legislaturamozione Tav.

Sull’alta velocità in Senato si accumulano mozioni: a quella annunciata dal Movimento si aggiunge quella del PD ed anche una di Forza Italia. Queste ultime entrambe per il sì, mentre il M5S, con i suoi 106 senatori voterà la sua mozione per il no all’opera. La Lega, per ora resta in disparte. Il Carroccio sarebbe orientato a non presentare una propria mozione sulla Tav. 

Per quanto riguarda il Decreto Sicurezza bis, la corrente del Movimento che non digerisce l’approccio leghista alla gestione del fenomeno migratorio ha inizialmente destato qualche preoccupazione per l’approvazione finale del testo in Senato.

Salvini è riuscito ancora una volta ad incassare un provvedimento metttendo all’angolo il Movimento 5 stelle:

«Ringrazio Voi, gli italiani e la Beata Vergine Maria», scrive su Twitter. L’altro vicepremier, Luigi Di Maio, non esprime nessun commento, preferendo il silenzio. Come ammette sempre per il M5S Gianni Marilotti «solo il 20% dei nostri senatori approva il decreto ma il no porterebbe al voto». Dal Pd il segretario Nicola Zingaretti attacca proprio i pentastellati: «Grazie agli schiavi Cinque stelle l’Italia è più insicura».

Ancora fumata nera sulle autonomie. Lombardia e Veneto attaccano Palazzo Chigi di tenere in ostaggio la riforma con i veti incrociati fra Lega e 5Stelle. “La bozza fa rabbrividire”, ha sentenziato il governatore lombardo Fontana, mentre per il collega Zaia “se pensano di arrivare a fine anno senza, questa esperienza di governo è finita”. Al cuore dello stallo la ripartizione delle materie e delle competenze, con annessa dotazione finanziaria. Si sono svolte le riunioni sui beni culturali e sulle risorse finanziarie, già in programma per la scorsa settimana, senza però un’intesa tra le due parti del Governo. 

Rimane infine in stallo un accordo tra Lega e M5S sulla riforma della giustizia. A seguito del Consiglio dei ministri deputato a esaminare la riforma della giustizia messa a punto dal Guardasigilli Alfonso Bonafede le confliggenti visioni del Governo hanno trovato un punto d’incontro per quanto riguarda il civile e la riforma del Csm, così come per la magistratura, rimane invece ancora pendente il settore penale.

I rapporti con l’ Unione Europea si concentrano questa settimana sulla scelta del commissario Ue. C’è tempo fino al 26 agosto ma dopo l’incontro a Palazzo Chigi, tra la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il Premier Conte sembra che ci siano due nomi (un uomo e una donna) per rappresentare l’Italia nella futura squadra di Bruxelles.

A seguito dell’uscita di scena di Giancarlo Giorgetti come unico nome leghista, è emerso il nome del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. Una sua eventuale candidatura per Bruxelles potrebbe essere scambiata con i due Ministeri puntati da Salvini, Difesa e Infrastrutture, che a quel punto rientrerebbero nell’orbita della Lega. Rimane però più papabile il Ministro degli Esteri, Enzo Moavero, la cui poltrona andrebbe comunque coperta da un uomo vicino alla Lega. Non è escluso, inoltre, che possa andare un tecnico di alto profilo quale Giampiero Massolo, Presidente di Fincantieri ed ex segretario generale della Farnesina.

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