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“Adesso Sempre” di Aria Su Marte è l’autentico zoom sociale dei giorni nostri.

Se c’è un motivo perché a volte v’è il bisogno di creare dischi è perché è troppo forte e giusto il “senso del narrare” gli scenari e le infinite dinamiche che fanno su e giù dentro di Noi e che bussano, violentemente, ai nostri stati d’animo.

… perché se le convinzioni diventano condizioni, un motivo, necessariamente, esiste.

Ed è forse per “quell’imparare a precipitare” nel Nero, che piccolo e furbo, vive nella nostra mente, ma peggio ancora, nel nostro Cuore, che riusciamo a risalire su, “a respirare Aria”: essenziale per conoscerci e affrontarci, più che affrontare.

I protagonisti di questa complicata (e responsabile) spiegazione sono un gruppo di Padova che dal 2012, seppur nella loro più che giustificata giovinezza, tentano di colpire nel centro delle emozioni di chi li ascolta. Aria Su Marte, questo è il loro nome, presentano ufficialmente il loro primo album prodotto da quel Pietro Paletti che, grazie alla sua esperienza, non capita quasi mai di lasciarti l’amaro in bocca, suscitando, invece, curiosità e sincero interesse. Il 16 Ottobre scorso, e adesso nel pieno del loro tour, per Beta Produzioni, è venuto alla pubblica luce, più che un lavoro in studio (il primo), bensì, un vero e proprio zoom sociale che strugge e conquista con l’umiltà di chi, mettendosi in prima linea, sfida l’altalenanza del susseguirsi ogni giorno di tutte quelle sfumature, dalle più chiare alle più scure, che avvolgono e opprimono tutti i giovani, soprattutto. Oggi come non mai.

Quasi tre anni fa, Giuliano Dottori, ne aveva condiviso l’intento cristallino con l’obiettivo di raccontare i sorrisi e le paure adolescenziali. Sembra esser, quindi, più che riuscito, l’arduo compito, con la matura convinzione del presentarsi “con la barba curata e la cravatta ben stretta al primo colloquio importante.”

Il risultato?

Indossate delle cuffie e… Non chiudete semplicemente gli occhi ma, se potete, cercate di ascoltare ogni traccia compiendo le vostre quotidiane azioni. Solo così potrete davvero cogliere il senso di “Adesso Sempre”.

Si tratta di un racconto sociale che, come detto qualche riga più su, non rappresenta il solito album.

E’ un racconto, per l’appunto, e sociale, innazitutto. E fonde teneramente al suo interno Indie-Pop-Folk-Elettronica.

Davvero? Proprio così.

Chitarre acustiche ed elettriche prestate a sonorità elettroniche quasi mai banali, linee di bassi avvincenti e propositive, controllo delle dinamiche che si aprono e si chiudono quando già l’ascoltatore riceve, spontaneamente, tutto il carico del messaggio contenuto. Tutto d’un fiato, e un po’ affannati, come per chi soffre ad aver schiaffeggiato tutto l’esser crudo di realtà viste e riviste con l’angoscia d’ogni giorno, si giunge alla quinta traccia e, in ottavi, la poderosa ma educata cassa di “Aria”, presenta e accompagna l’incalzante protagonismo ritmico che fa muovere a tempo le spalle e la punta del piede grazie all’assolo di una chitarra elettrica per quasi un minuto e trenta secondi prima di arrivare ai saluti finali.

Anche in “Simile”, che apre coraggiosamente allo storytelling strumentale dell’album, e in “Elefante”, si registra la presenza di autentici riffs più valorosi e decisi.

Peccato, però, non presentarne di altri, con la stessa grinta e coscienza delle altre sette tracce.

Più esasperazione e più eccentricità strumentale , o meglio, sperimentale, ci aspettiamo d’ora in avanti dai 4 piloti in cerca di avventure sul nuovo pianeta, che come espresso diligentemente all’interno di questo lavoro, non vuole mostrarsi come uno scontato deja vu dal carattere

pre-confezionato, o peggio, plastificato, figlio di uno dei peggiori periodi musicali, quello attuale, caratterizzato da un sapore puramente mainstream come da sconti per tutte le stagioni.

A proposito, facendo marcia indietro tra le parole e le righe si è parlato di un numero: 7.

Come se le tracce fossero effettivamente solo queste.

… vi siete chiesti il perché?

Leggetelo adesso:

“imparare a precipitare…

guarda questo Sole in faccia…

è lo stesso di chi pensa che il Nero sia una condizione.

guarda in faccia il tuo Dolore.

abbraccialo con convinzione.

… che tutto quello che resta è un Sogno nella testa.

imparare a precipitare.”

Credeteci, dimenatevi, ballateci sopra oppure fate finta di niente.

Ma non dimenticate di cercare di affondare il colpo finale vincendo le vostre paure.

Vincendole e basta. E precipiterete e risalirete, fidatevi.

di Luca Maggipinto, all rights reserved

“Adesso Sempre” di Aria su Marte ultima modifica: 2017-12-07T12:27:45+00:00 da Redazione
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