Academy Award 2013. Chi vincerà?

di Francesca Parisi

Academy Award 2013. Chi vincerà?

di Francesca Parisi

Academy Award 2013. Chi vincerà?

di Francesca Parisi
7 minuti di lettura

Cari Freak addict, distogliete un attimo la vostra attenzione dai problemi del Paese. Certo, il giorno X si avvicina e siamo tutti col fiato sospeso in attesa di conoscere le sorti della nostra Italia, ma concedete 10 minuti della vostra attenzione ad altre “candidature”, i cui risultati verranno svelati “nientepopodimeno” che la notte del 24 Febbraio (fuso orario della California). Parlo delle nominations agli Oscar 2013. Mi rendo conto che a sentir parlare di Oscar, ora come ora, vi vengono in mente le parole master, declino e Chicago, ma non è di quello che parliamo!

Bene, il red carpet è stato srotolato, tutto è pronto al Kodak Theatre -6801 Hollywood Boulevard Los Angeles, CA, Stati Uniti- le dive hanno scelto gli abiti e provato le acconciature. Credo ci sia da scrivere qualcosa circa i fior di quattrini che vengono spesi per gli abiti, i più in prestito, rigorosamente studiati per apparire al meglio davanti all’obiettivo, insieme al trucco e ai brillocchi! Anche la setosità dei capelli è stata studiata a tavolino! Solo una novellina non si curerebbe di tutto questo per la Hollywood’s biggest Night! Ma questa è un’altra storia!

Noi di The Freak, accaniti scommettitori col vizio del gioco, non potevamo non raccogliere le quotazioni dei migliori bookmakers, e farci una nostra idea sui vincitori delle contese statuette, sostituendoci un po’ per gioco ai veri membri dell’A.M.P.A.S. (Academy of Motion Picture Arts and Sciences).

Entriamo nel vivo della competizione.

Rullo di tamburi, fiato sospeso, chiamiamo a rapporto la cinquina in corsa per il Miglior Attore Protagonista: Bradley Cooper (Silver Linings Playbook), Daniel Day-Lewis (Lincoln), Hugh Jackman (Les Miserables), Denzel Washington (Flight), Joaquin Phoenix (The Master).

“And the winner is…” Daniel Day Lewis nel ruolo di Lincoln nell’omonimo film. Tre ore di pellicola che raccontano gli ultimi quattro intensi mesi della vita e della presidenza di Lincoln, uno straordinario Daniel Day Lewis perfettamente calato nel personaggio di un uomo tormentato, che combatte con ogni mezzo una battaglia che sente prioritaria, in nome della dignità e della moralità. La figura di Lincoln, raramente in piena luce, spesso in penombra accompagna perfettamente il tormento del personaggio. L’attore, alla quinta candidatura, dopo aver conquistato già due Oscar, arriva agli Academy Award dopo essersi già aggiudicato un Golden Globe come Miglior Attore Drammatico. Interpretazione magistrale per un attore camaleontico come Day Lewis.

È la volta della Miglior Attrice Protagonista. Ecco le nomination:

Jessica Chastain (Zero Dark Thirty), Jennifer Lawrence (Silver Linings Playbook), la più piccola attrice mai candidata agli Oscar Quvenzhané Wallis (Beasts of the Southern Wild), Naomi Watts (The Impossible), Emmanuele Riva (Amour).

Le candidate sorridono dolcemente celando un più che giustificato nervosismo, ripassano in mente i discorsi, i ringraziamenti a parenti/mariti/figli/registi che le hanno supportate. Pochi attimi e il nome viene fuori: Jennifer Lawrence. L’attrice già vincitrice di un Golden Globe quale Miglior Attrice nella categoria Motion Picture Musical or Comedy veste i panni di una problematica, stravagante, sfacciata e sensuale giovane donna rimasta vedova, con alle spalle una recente storia di dipendenza da sesso e psicofarmaci che incrocerà la strada di Pat (Bradley Cooper) un uomo affetto da disturbo bipolare appena uscito da un istituto psichiatrico. La Lawrence è alla sua seconda candidatura dopo quella ricevuta nel 2011 per Un gelido inverno. Il film è in uscita nelle sale italiane il 7 Marzo.

Poche chiacchiere per le candidate all’Oscar alla Miglior Attrice non Protagonista. La sua voce ci ha disarmati, la disperazione nei suoi occhi ci ha penetrati profondamente. Anne Hathaway. interpreta la giovane ragazza madre Fantine in Les Misérables, adattamento dell’omonimo romanzo di Victor Hugo. Le sono bastati una dozzina di minuti nel musical per affermare il suo talento. Chapeau!

Ardua è invece l’assegnazione dell’Oscar per il Miglior Attore non Protagonista. Se la giocano quasi alla pari Christoph Waltz, già vincitore del Golden Globe per questa categoria e Tommy Lee Jones. Il primo interpreta l’ironico e pungente Dr. King Schultz nell’ultimo capolavoro di Tarantino che nel 2010 lo portò già ad aggiudicarsi un Oscar come Miglior Attore non Protagonista per Inglourious Bastards, oltre ad una serie innumerevole di premi. Un genio indiscusso, punta al bis!

Tommy Lee Jones, premio Oscar nel ‘93 come Miglior Attore non Protagonista per il film Il Fuggitivo, con una lunga carriera di qualità alle spalle, interpreta Thaddeus Stevens, leader del partito Repubblicano, abolizionista tenace.

A voi la scelta!

Ladies and gentlemen it’s time for the main event!

Argo, Beasts of the Southern Wild, Django Unchained, Les Misérables, Lincoln, Il lato positivo – Silver Linings Playbook, Amour, Vita di Pi, Zero Dark Thirty.

Quale il Miglior Film del 2013?

La nostra idea è che la contesissima statuetta verrà assegnata ad Argo, già trionfante su Lincoln ai Golden Globe. Terzo film dell’outsider Ben Affleck, la pellicola narra l’incredibile storia vera della riuscita operazione ad opera dei servizi segreti americani durante la rivoluzione khomeinista in Iran, che ha permesso la liberazione di un gruppo di connazionali rifugiati presso l’ambasciatore canadese a Teheran, bluffando la realizzazione di un film con la complicità dei pezzi grossi di Hollywood. Un patriottismo ben dosato, mixa azione e tensione, politica e storia. Il “fil rouge” Hollywood salva il mondo giocherà un ruolo decisivo!

Anche Google racconta con una clip The year in film i film del 2013 pronosticando in base ai film più ricercati nel motore la vittoria di Argo.

Premio alla Miglior Regia: Steven Spielberg  con Lincoln. Il regista veterano nella categoria sembra essere il favorito tra i candidati nonostante il film, stilisticamente e tecnicamente impeccabile dalle luci ai costumi alla fotografia, sembra non aver soddisfatto le attese degli spettatori. Il tema, l’abolizione della schiavitù, avrebbe permesso la realizzazione di un colossal di indiscusso valore cinematografico, necessitando di una narrazione più articolata e decisamente più ricca; il risultato è stato un film piuttosto documentaristico, dall’andamento lento. Spielberg muove la macchina da presa in maniera ineccepibile, eppure non basta a fare di Lincoln l’atteso capolavoro. Probabilmente gli spettatori di History Channel avrebbero apprezzato!

Miglior Montaggio: William Goldenberg vincerà sicuramente per Argo nonostante sia in lizza anche per Zero Dark Thirty. Affleck aveva già scelto Goldenberg per il suo debutto alla regia nel 2007 con Gone Baby Gone.

Miglior Fotografia: Claudio Miranda per Vita di Pi.

In un continuo alternarsi di cielo e mare con innesti di verde flora, tra atmosfere oniriche e bidimensionali, Miranda è riuscito ad essere perfettamente in linea con un libro estremamente complesso da riportare sul grande schermo.

Migliori costumi: Jacqueline Durran per Anna Karenina alla sua terza candidatura dopo Orgoglio e pregiudizio ed Espiazione. Il film ha vinto insieme a 007 – Skyfall e Biancaneve il premio della Costume Designers Guild. Costumi ispirati agli abiti haute couture creati da Dior negli anni ’50, dalle linee semplici e dai dettagli in evidenza, non trascurando abiti d’archivio conservati al Victoria and Albert Museum.

Miglior canzone originale: Skyfall di Adele per 007 – Skyfall. Era inizialmente noto con il titolo Let The Sky Fall, è stato poi distribuito in occasione delle celebrazioni del Global James Bond Day.

Miglior film straniero: Amour. Con un Golden Globe (Miglior film straniero), due Bafta (Miglior film straniero – Miglior attrice protagonista a Emmanuelle Riva), una Palma d’Oro al Festival di Cannes e quattro European Film Awards (Miglior film, regia, attrice e attore a Jean-Louis Trintignant). Emmanuelle Riva candidata anche come Miglior attrice protagonista a 85 anni è l’attrice più anziana mai candidata all’Oscar. L’amore non ha età. La pellicola è il commovente ritratto di un amore oltre ogni malattia; nel film vedremo la protagonista colpita da un ictus improvviso che la renderà completamente dipendente dal marito. Un film non semplice da capire, intenso ed emozionante.

Miglior film d’animazione: Ribelle-The Brave. Un altro capolavoro made in Pixar. Un film tutto al femminile, originale ed innovativo. Una principessa moderna, combattiva, coraggiosa, audace e poco ligia alle regole di corte, si batte per ottenere la sua indipendenza. Basta uno sguardo alla folta chioma rossa della protagonista per intuire quanta cura sia stata posta nei dettagli. Finché i personaggi non entrano in scena, quasi non ci si rende conto di guardare un cartone animato grazie alla bellezza della vegetazione scozzese minuziosamente studiata. Un tantino femminista nella trama, ci sia aspettava del fantasy che invece non c’è stato, lasciando il posto ad un’originale fiaba.

Miglior cortometraggio animato: Paperman. Diretto da John Kahrs e prodotto dai Walt Disney Animation Studios. Mixa il disegno a mano dei cartoon in bianco e nero con le ultime tecniche digitali. Ambientato nella New York degli anni ‘40, un impiegato solitario incontra per caso una ragazza alla fermata della metropolitana e se ne innamora perdutamente al primo sguardo. Il prosieguo della vicenda si rivelerà magicamente emozionante.

Giunti alla fine, cala il sipario, le luci si spengono, le dive Hollywoodiane sono certe di aver brillato almeno una sera. Si ricomincia, la fabbrica del cinema riprende la produzione e tutti i suoi operai tornano al lavoro.

A cura di Francesca Parisi.

Si ringrazia Elena Rosazza Gianin per la preziosa collaborazione.

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