A Roma sud nasce una nuova musica: intervista ai Big Mountain County

di Paolo Pugliese

A Roma sud nasce una nuova musica: intervista ai Big Mountain County

di Paolo Pugliese

A Roma sud nasce una nuova musica: intervista ai Big Mountain County

di Paolo Pugliese
3 minuti di lettura

Come nasce il progetto Big Mountain County? Avevate già fatto parte di altre formazioni o per alcuni di voi si tratta del debutto?

La band nasce nel 2012 come duo. Alessandro, voce e chitarra, incontra Francesco, chitarra e tastiere, nella casa che si trova a condividere in zona Roma Sud. Tutto ciò senza che entrambi si conoscessero. I due hanno come passione comune la musica e cominciano a strimpellare insieme e poi col tempo a scrivere musica e a esibirsi in piccoli locali o alle feste in casa di amici. Poco dopo li raggiunge Bruno alla batteria, ex compagno di Alessandro nei Boilers di Catania e il gruppo comincia a fare sul serio. Nel 2013 la band si completa con l’arrivo al basso di Wolfman Bob, vecchia conoscenza del trio, già in una garage punk band chiamata Ultra Twist e conduttore radiofonico della trasmissione underground “La cantina del rock”

Come avviene la fase compositiva dei vostri pezzi? Lavorate insieme o separatamente? Avete formazioni musicali variegate oppure venite tutti dallo stesso genere? 

E’ un processo corale e del tutto spontaneo. Uno di noi arriva in sala con un riff, un giro di basso, un’idea melodica o ritmica e cominciamo a lavorarci assieme dapprima improvvisandoci sopra e poi, in base a ciò che viene fuori, a costruire un arrangiamento e a capire in che direzione si sta andando. Il tutto è molto lento, con bozze che vengono accantonate e riprese anche a distanza di mesi. Poi le canzoni vengono provate dal vivo e si continua a lavorarci sopra finché non si arriva alla forma definitiva, che comunque può essere modificata costantemente.
Abbiamo formazioni musicali diverse, ma come terreno di coltura comune il rock’n’roll dei sixties impregnato di psichedelia. Ascoltiamo e ci nutriamo di tutto: dalla black music di ieri e di oggi, al jazz, al blues del Delta, al punk, senza tralasciare il rock in tutte le sue forme e manifestazioni. Amiamo il sound di certi dischi americani degli anni Ottanta, il Krautrock, Fela Kuti e l’elenco potrebbe continuare a lungo!  

Dal punto di vista musicale, quanto spazio lasciate alla sperimentazione in un genere come il vostro che al momento presenta una grande varietà di offerta? Se doveste delineare il vostro tratto distintivo, quale sarebbe? 

Non ci poniamo limiti o paletti e cerchiamo di far vivere tutte le nostre influenze attraverso il fil rouge del nostro sound. Siamo sempre alla ricerca di nuovi suoni, di nuove strade, di nuovi soluzioni, rimanendo innamorati della forma canzone.
Breaking Sound proviene da due anni passati insieme in sala prove e in tour ed è culminato alle pendici dell’Etna in una villa in cui, nell’estate 2014, abbiamo trascorso 15 giorni a suonare e arrangiare, collaborando con musicisti provenienti dalle più disparate formazioni. Abbiamo provato a sintetizzare tutto questo in un disco e speriamo di esserci riusciti. Ci è piaciuto molto questo modo di lavorare e pensiamo di riproporlo in futuro.
Il nostro tratto distintivo è l’amore per la musica, la condivisione, l’aggregazione e le esperienze insieme. Siamo diventati amici suonando e l’amicizia è la chiave di volta del nostro percorso musicale. 


Dopo 15 live in 15 giorni, quali sono i vostri progetti per il futuro? Oltre al meritato riposo, si intende! Avete in cantiere un nuovo album o altri progetti?

Il tour è andato oltre le nostre aspettative! Il nostro obiettivo è continuare a promuovere Breaking Sound dal vivo e parallelamente cominciare in sala prove quel percorso lento e affascinante che culminerà armoniosamente nel prossimo album dei BMC! Non vediamo l’ora di poterci dedicare a tutto questo!
Nel frattempo potete trovarci sul nostro sito web
http://bigmountaincounty.com/ e profilo Facebook https://www.facebook.com/BMC.BigMountainCounty.

di Paolo Pugliese

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