2020: nuovo anno, nuova musica

di Ilaria Rampino

2020: nuovo anno, nuova musica

di Ilaria Rampino
2020: nuovo anno, nuova musica

2020: nuovo anno, nuova musica

di Ilaria Rampino
8 minuti di lettura

Cosa aspettarsi musicalmente da questo nuovo anno? Una semplice domanda alla quale è davvero difficile dare una risposta. Ho provato, nel mio piccolo, a trovarla scegliendo artisti di cui si è già parlato negli anni precedenti, ma di cui sono sicura si parlerà ancora molto nel nuovo decennio , esponenti di generi noti ma diversi tra loro.

SFERA EBBASTA

“2020 sai cosa vuol dire?”. E’ così che Sfera in uno dei suoi ultimi post dello scorso anno preannunciava il suo 2020: nuovo anno vuol dire nuovo album. Ebbene dopo due anni dal suo ultimo lavoro Rockstar, il re della trap italiana ha annunciato l’uscita del suo nuovo disco, “che sarà la mia più grande pubblicazione” dice durante una recente intervista. Anzi, “il prossimo album sarà perfetto”. L’annuncio non ha però destato stupore, soprattutto se si riflette sul fatto che si tratta di un vero e perfezionista; basti vedere la sua discografia: tre album che gli hanno permesso di scalare le vette delle classifiche in pochissimo tempo – XDVR, Rockstar e Sfera Ebbasta. L’uscita del disco è prevista per gennaio 2020, anche se non è dato sapere altro. Da questo nuovo album, oltre ai milioni di ascolti e alle innumerevoli certificazioni che sono già garantite, sulle caratteristiche della trap andranno probabilmente ad innestarsi nuovi generi con i quali Sfera si è già cimentato in passato, dimostrando di essere versatile pur restando nel suo genere: il latin trap, techno trap e raggaeton.

Insomma, cosa ci si può aspettare da Sfera se non un altro disco di platino?

MADAME

Classe ’02, Madame è stata una delle rivelazioni del 2019, sicuramente tra le artiste femminili più interessanti nella scena rap italiana. Si è fatta conoscere al grande pubblico con “Anna”, “17” e “Sciccherie”, ma personalmente l’ho apprezzata ancora di più nella collaborazione con Marracash in “Madame – L’anima”, all’interno dell’ultimo album capolavoro del rapper milanese, “Persona”. Questo brano, infatti, ha dimostrato l’altissima maturità nella scrittura della giovane, dimostratasi all’altezza di collaborare con un colosso come Marra. Parliamo di un outsider, di un’artista versatile e ipnotica, che dai suoi pochi ma efficaci lavori ha dimostrato di meritarsi l’etichetti di promessa del 2020. E’ una boccata d’aria fresca in un soffocante contesto musicale ricco di emulazioni, la dimostrazione della necessità di evolversi e di non restare fermi mai. Ed io mi auguro che ciò avvenga non solo perché lei se lo merita, ma anche per tutta la scena rap italiana

ACHILLE LAURO

Eccentrico, poliedrico e fuori dagli schemi. Aggettivi che descrivono perfettamente Achille Lauro, che ha visto esplodere la sua notorietà in seguito alla partecipazione allo scorso festival di Sanremo. Questa premessa fa da vetrina ad un artista controcorrente, che ama sperimentare, stupire – e non solo nella musica – ma anche nel modo di vestire. Infatti oltre ad essere un esempio di sperimentazione dei vari generi musicali che caratterizzano la musica contemporanea, Lauro De Marinis è diventato un’icona di stile.

Non ha un genere in cui possa essere inquadrato con certezza. A chi lo identifica come scopritore della samba trap con “Thoiry remix”, brano che ha riscosso un enorme successo, l’artista risponde di non appartenere né al rap, né alla trap, né al pop, ma che tutti questi generi sono un’unica cosa. Da inizio anno molti avranno notato che è cambiata l’immagine del profilo e la biografia sui social di Lauro. La foto scelta è il volto di San Francesco d’Assisi. Nella biografia riporta: ACHILLE LAURO SANREMO 20.20. E infine: «Viveva ad Assisi, nella valle spoletana, un uomo di nome Francesco». Sembra essere un indizio al nuovo pezzo che presenterà a Sanremo intitolato “Me ne frego”. Il riferimento al Santo ed il titolo sembrano essere quasi un paradosso, ma si sa, Lauro è anticonvenzionale e non è nuovo ai riferimenti religiosi nei suoi pezzi ( vedasi il finale di Rolls Royce).

Se mi venisse chiesto cosa ti aspetti da lui nel 2020 direi tutto e niente, perché alla fine Achille Lauro è un artista che divide, ma prima ancora sorprende. Allora sono curiosa di ascoltare cos’ha da proporci.

TOMMASO PARADISO

Penso sia superfluo spiegare chi sia Tommaso Paradiso. Il suo nome ormai riecheggia nel panorama musicale da diversi anni, prima come frontman dei Thegiornalisti, ora come solista. Dopo il primo singolo “Non aver paura”, il cantautore romano ha da poco presentato il suo secondo singolo da solista, intitolato “I nostri anni”. Dopo la separazione dal suo storico gruppo ha ancor più di prima i riflettori puntati addosso. Le aspettative sono tante e se doveste chiedermi, ma il nuovo singolo le ha soddisfatte? Risponderei con un “nì”.

Se con il primo singolo il buon Tommaso mi aveva rapito sin dal primo ascolto, per la scrittura (impeccabile) ma soprattutto per l’atmosfera intima che era stato in grado di creare anche a livello musicale, con “I nostri anni”, invece, non ho avuto lo stesso trasporto. Strano ma vero (soprattutto per me) dopo la prima volta che l’ho ascoltato, non mi ha fatto venir voglia di sentirlo nuovamente, nonostante già so che passerà da tutte le radio e raggiungerà ottimi risultati. Mi sarebbe piaciuto un salto di qualità, un quid pluris alla magia che con le parole è sempre stato in grado di creare. Inevitabilmente lo ascolterò ancora e forse imparerò ad apprezzarlo di più. Confido nell’uscita del nuovo album, perché so che come tratta l’amore Tommaso Paradiso sono in pochi a farlo.

MAHMOOD

Mahmood ha vinto ancora. Sì, perché dopo la vittoria di Sanremo dello scorso anno con “Soldi” – che è stata un tormentone a livello globale – e pochi mesi dopo con l’uscita di “Barrio”, che è stata anche questa una hit a tutti gli effetti, ha (con)vinto di nuovo con “Rapide”. Sulla base creata da un magistrale Dardust, Mahmood racconta le sue verità su come finisce un rapporto, cosa vive chi si lascia, sui ricordi che riempiono la mente, a quelle “rapide di lacrime” che non hanno più effetto sull’altra persona. E’ un brano autentico, intimo, in cui il vincitore della scorsa edizione del festival di Sanremo ci mostra un altro lato di sé ancora più introspettivo e profondo, dandoci soltanto modo di aspettare l’uscita di un grande album nei prossimi mesi.

Ho grandi aspettative su un artista della sua portata, sono sicura che sarà un disco completo, che saprà dimostrare la sua versatilità nell’esprimersi e soprattutto che Mahmood non è solo hit radiofoniche, ma tanto altro.

FRAH QUINTALE

Frah è un mio punto debole. L’ho conosciuto con “Gravità” un paio d’anni fa ed è stato amore a primo ascolto: mi ha letteralmente trasportato in un’altra dimensione, non solo per il sound, ma per la verità delle parole con cui è capace di raccontare. Ed è proprio questo il suo punto forte: una scrittura così autentica che ti spiazza, ti porta ad immedesimarti in quella situazione come se la vivessi tu in quel momento. Più un’artista è reale più ti arriva. Frah Quintale ha già dimostrato la sua versatilità, passando da pezzi più leggeri come “Si ah” a pezzi più introspettivi ed elaboratori come “Floppino”. Dopo l’uscita di Regardez moi nel 2017 ha pubblicato un brano su Spotify intitolato “Quest’anno” – volutamente online per sole ventiquattro ore – ha collaborato con Guè a “2%”, allargando la sua fan base, e a “Missili” con Giorgio Poi, brano pazzesco. Dopo un lungo periodo di silenzio, il cantante bresciano è tornato con nuovo singolo intitolato “Farmacia”, una canzone dal ritmo incalzante che ti entra subito in testa, con un ritornello impossibile da non canticchiare.

Mi aspetto e mi auguro che in questo 2020 Frah continui a rimanere “una penna autentica” e magari che sperimenti sound nuovi, anche grazie ad un nuovo exploit del suo producer Ceri – che ha recentemente prodotto anche “Stanza Singola” di Franco 126 e “Faccio un casino di Coez” – e chissà che non possa sorprenderci con qualche collaborazione interessante. Staremo a vedere.

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