Intervista ad Alessandro De Rosa, fondatore di uno degli studi legali più giovani d’Italia

L'Avv. De Rosa con alcuni dei suoi fantastici giovani

L’Avv. De Rosa con alcuni dei suoi fantastici giovani

 

Dopo aver intervistato l’editore più giovane d’Italia, The Freak prosegue il suo viaggio tra i talenti più giovani d’Italia. Oggi incontriamo Alessandro De Rosa, giovane avvocato, co-fondatore di uno degli studi legali più giovani e dinamici d’Italia, lo studio legale Spadafora De Rosa.

Lex gladii er rosae: La legge della spada e della rosa. Questo il payoff di uno degli Studi legali più giovani d’Italia. The Freak intervista uno dei fondatori dello studio legale e tributario “Spadafora De Rosa”, l’avvocato Alessandro De Rosa, under 40 e rappresentante di una nuova generazione di professionisti che valorizza i neo-laureati e crede nel loro talento. Voi siete uno Studio specializzato in assistenza e servizi di natura legale e fiscale per imprese italiane e internazionali, con quattro sedi in Italia e oltre 60 collaboratori, tutti giovani.

Chi è l’avvocato Alessandro De Rosa, tra passioni e specializzazioni?

Il nome è giusto; ho 38 anni e una sana passione per il “calciotto”, che è diventata insana quando ho conosciuto tre ragazzi (Andrea Manfredonia, figlio del grande Lionello, Alessio Ceccarelli e Matteo Santucci) che mi hanno chiesto di formare una squadra – poi rivelatasi una corazzata – per partecipare ai tornei di Roma Nord (Pezzana, Citroen etc..). Le specializzazioni sono quelli di chi lavora con noi e per noi, è finita l’epoca del tuttologo.

Con Nicola Spadafora come vi siete conosciuti?

Io e la “spada” (Nicola Spadafora) andavamo a scuola insieme già alle medie, ci conosciamo da quasi trent’anni, è il mio secondo matrimonio. Se lo sento scarico mi sento in dovere di sostenerlo in ogni modo. Le vere associazioni possono funzionare solo così, la giornata è una: o la utilizzi per lavorare, o la utilizzi per fare dietrologie e per fare la caccia alle streghe, tertium non datur.

Perché avete deciso di assumere molti giovani neo-laureati? E quali sono i vantaggi di avere uno staff giovane e dinamico?

Vi faccio io una domanda: Chi pagherà i contributi dei nostri “vecchietti”? Dobbiamo credere nei giovani, dobbiamo dare loro delle opportunità e, scusate la franchezza, dobbiamo anche dare loro il diritto e la possibilità di sbagliare. Permettetemi. E aggiungo una nota polemica: se siamo arrivati a un livello di debito pubblico così elevato, di “crisi” così irreversibile … beh se i “vecchietti” hanno generato tutto questo caos, beh, peggio di così è difficile … allora sbaglio per sbaglio preferisco che sia un giovane a farlo, in paesi più evoluti del nostro i posti chiave sono in mano a ragazzi di 30 anni. E’ dura, ma dobbiamo impegnarci su questa strada, è una delle poche sane che può portare indubbi benefici. I giovani devono avere l’umiltà di imparare, ma i “vecchietti” anche devono mettersi in discussione per insegnare, i giovani non devono chiedere facili raccomandazioni, i “vecchietti” devono levare la cappa di vetro a nipoti e figliastri e così via, poche regole per sanare il sistema. E’ il merito che va perseguito.

Si nota subito la volontà di stare al passo coi tempi se non oltre. Lo Studio infatti, si presenta al pubblico con una nuova sede appena inaugurata a Roma, in Via Giuseppe Cuboni n.8, un’intera palazzina liberty, un sito internet molto “pop” e un logo originale che raffigura una spada che si trasforma in rosa. Un vero marchio di fabbrica. Cosa vuole simboleggiare esattamente?

Il nostro logo è il frutto della genialità del Prof. Grizzanti, docente di Brand Identity. Solo lui poteva estrapolare il nostro logo dall’unione di parte dei nostri cognomi, costruendoci la lex gladii et rosae per descrivere il nostro modo di lavorare, dalle battaglie iniziali in nome dei clienti agli scambi di fiori e complimenti in sede di chiusura dell’affare.

Lo Studio sta per aprire una sede in Montenegro e una a Miami. Come mai questa scelta?

L’internazionalizzazione è tutto, lo è per la nostra professione, lo è nel lavoro di tutti i giorni, lo sarà per i nostri figli. Una volta con 100.000 lire facevi tanto, ma era difficile immaginare viaggi di giorni interi; oggi con 100 euro puoi trovare voli a 10 euro, hotel a 20 euro a notte ed avere ancora del budget da spendere nella località prescelta. Tutto cambia, forse anche troppo rapidamente. Viviamo una vita reale, una vita virtuale, una vita telefonica, una vita su internet, una vita in chat, una vita di sms, una vita in macchina … a volte due o tre di queste vite le viviamo nello stesso momento … una bella sfida no? Da lì l’idea di Miami, Podgorica, ma anche Bucarest, il Brasile, Londra e chi lo sa che altre città ci aspettano.

Anche voi avete avvertito la crisi? Come fa uno Studio Legale oggi ad uscire dalla crisi?

Noi no, abbiamo impostato lo studio nel 2004 su un discorso di crescita sana e graduale e quel discorso dopo quasi 8 anni continuiamo a portare avanti. Ma il termine è sbagliato, è sbagliato parlare di “crisi”. Ci dobbiamo tutti rendere conto che è un momento di grossa transizione, di cambiamenti epocali. Se non ci sforziamo di comprenderli e di farli nostri, quella che viene chiamata crisi diventerà un vortice che tira verso il basso fino alla distruzione. Provo a spiegare questo concetto con un esempio: un commerciante di cuscini della marca di fantasia “KUSHINSSSS” si lamenta della “crisi” e del fatto che non si vende più nulla. In onestà, a me sembra strano che lui si lamenti della “crisi”, ma ancora di più a me sembra paradossale che lui non ha ancora realizzato che la stessa marca di cuscini la vendono on-line al 30% in meno e consegnandoli direttamente a casa. Non ho molti capelli, ma forse fino a quindici anni addietro mi piaceva andare dal barbiere, in uno di quegli splendidi negozietti con le insegne colorate che ruotano all’ingresso dietro Via Cola di Rienzo, parlavo con i due titolari anziani, leggevo il Corriere dello Sport, era un momento di raro relax; già all’epoca uno dei due fratelli mi diceva “Non si fanno più le barbe di una volta”, alludendo all’ingresso sul mercato  dei rasoi e delle macchinette elettriche. Oggi al posto del barbiere c’è un negozio che vende telefonini. Non posso più leggere lì il Corriere dello Sport, ma quel “Non si fanno più le barbe di una volta” mi è rimasto impresso. Significava tanto allora, oggi molto di più.

Spadafora De Rosa è stato annoverato fra i finalisti del “Premio Internazionale Le Fonti”. Di cosa si tratta?

E’ un eccesso di considerazione o un errore. Si tratta di uno fra i premi più importanti nel nostro settore. L’anno scorso hanno premiato CBA, Paul Hastings, DLA Piper …non può essere. Scherzi a parte, ne siamo fieri. Aspettiamo le premiazioni, ma già essere nei finalisti è tanto per noi.

Oggi molte procedure si stanno informatizzando, come la posta certificata, il processo telematico. Notiamo che lo Studio ha anche una pagina su facebook. Crede che i nuovi media siano dannosi per gli studi legali, o rappresentano degli strumenti innovativi per comunicare e per reperire nuovi clienti?

Internet è una finestra sul mondo, impone una trasparenza che non è un concetto facile da digerire per tanti colleghi. E’ sbagliato andare allo scontro frontale con fattori come internet o la mediazione. In una mia intervista del mese scorso dissi che il 25% delle cause portate in mediazione si erano risolte senza necessità di andare in tribunale, e che questo era un grande risultato contro il cronico sovraccarico dei tribunali. La settimana scorsa su un noto quotidiano è uscita una notizia sensazionale, siamo arrivati al 72%! E’ straordinario, meno cause finiscono in tribunale, più tempo i giudici hanno per studiare le cause attive, migliore sarà la tutela degli interessi dei clienti. Cosa c’è che non va? Perché tanti scioperi?

Quali sono i segreti del vostro successo?

Io direi che è il successo di un’amicizia, una storia da libro Cuore volendo. Senza la fiducia cieca dell’uno nei confronti dell’altro non saremmo arrivati a questi livelli. Vedo tante belle start-up cadere al primo soffiare di vento … le associazioni devono mitigare gli eccessi di vanità dei singoli nei momenti di successo così come gli eccessi di crisi mistiche nei momenti bui. Vedo in giro tante entità crollare alle prime difficoltà: una volta se si rompeva il televisore pensavi a dove poterlo aggiustare, cercavi un tecnico e ti ingegnavi, oggi se si rompe un televisore vai in una grande catena e ne compri un altro. E purtroppo è sempre più spesso così anche nelle amicizie, ma anche nei matrimoni o nel lavoro: alle prime difficoltà si abbandona tutto e si preferisce non affrontare il problema. Però così è una vita virtuale, hai un ricambio continuo di tutto, perdi le origini, vivi nell’usa e getta.

Qual è il metodo di lavoro che adottate?

Abnegazione, sacrificio, determinazione, grinta, trasparenza, organizzazione, prezzi giusti, aggressività, tutela del cliente ad ogni costo, il nostro metodo è una somma di metodi.

I vostri prossimi obiettivi?

Tanti “più”, di ogni genere: più clienti, più collaboratori, più sedi, più specializzazioni, più tutto. Dopo tutto quello che abbiamo fatto sino ad oggi sarebbe brutto fermarsi qui.

 

Si ringrazia il dott. Francesco Albani, senior associate dello studio legale Spadafora De Rosa

Daniele

Produttore cinematografico, Fondatore factory Alfiere Productions. Presidente di the Freak, Agente. Per info: http://www.danieleurciuolo.com

  • prrrrrrrrr

    …le associazioni devono mitigare gli eccessi di vanità dei singoli nei momenti di successo…tutela del cliente ad ogni costo…

  • dodo

    Caro Degra,
    sono tuo cugino Dodo, è tanto che non ci sentiamo, ma permettimi di farti i miei più sentiti e sinceri complimenti per quello che stai facendo.
    Sei per me un punto di riferimento e motivo di grande orgoglio.
    ti voglio bene cugì
    Un abbraccio ed a presto
    Dodo