Intervista esclusiva a Francesco Giubilei, il più giovane editore italiano

Francesco Giubilei

Intervista a Francesco Giubilei, il più giovane editore italiano, fondatore della casa editrice Historica edizioni

Giovane e coraggioso, a quanti anni hai deciso di voler fare l’editore, e a quanti anni hai realizzato il tuo sogno?
Non penso esista un momento in cui si decide di voler fare l’editore. Io ho iniziato nel 2007 dapprima editando la rivista Historica e poi, a partire da settembre del 2008, pubblicando il primo libro, Le colpe dei padri di Laura Costantini e Loredana Falcone, avevo quindici anni quando è uscito il primo numero della rivista in edizione cartacea, anche grazie alla collaborazione con Il Foglio letterario di Gordiano Lupi.
Perché Historica?
Historica è una derivazione dalla parola latina Historia, che significa non solo storia, ma anche narrazione di fatti storici, cronistoria, quindi cronaca, resoconto, favola e racconto, e che cos’è la letteratura se non una narrazione e un racconto?
Il nome Historica si richiama quindi alla mia passione per storia e per, non tanto l’idioma latino in generale, bensì per la tradizione culturale della civiltà  greco-romana da cui dobbiamo essere fieri di discendere e a cui dobbiamo gran parte dei nostri saperi.
Cos’è l’editoria per te?
L’editoria è passione prima di tutto, l’editoria è amore verso i libri, l’editoria è scoperta, l’editoria è ricerca, ma è anche imprenditoria. Anche, non solo. Purtroppo al giorno d’oggi poche sono le realtà  che riescono ad unire l’aspetto culturale a quello economico, solo chi ci riesce può dire di fare realmente Editoria con la e maiuscola e non stampare libri.
Oggi poche persone possono essere davvero chiamate editori, perché per essere tali bisogna avere una cultura elevata, una conoscenza completa del mercato editoriale, una buona capacità  imprenditoriale e tanto coraggio.
Non ho la presunzione di definirmi tale, ma ho la certezza di fare tutto quanto in mio potere per esserlo.
Come scegli i tuoi autori?
Riceviamo circa sette-otto manoscritti a settimana, prevalentemente narrativa. Abbiamo un comitato di lettura che si occupa di valutare questi lavori. I testi più meritevoli, una volta selezionati dal comitato, mi vengono inoltrati, dopo un’ulteriore selezione da parte mia, presento al mio socio Giorgio Regnani i libri che potrebbero essere inseriti nella linea editoriale e insieme decidiamo quali pubblicare e a quali no. Parallelamente a questa mole di manoscritti che riceviamo, lavoriamo con dei consulenti editoriali che ci propongono libri, prevalentemente di saggistica, e a cui chiediamo noi i libri sugli argomenti che più ci interessano.
Quali sono le tue collane e i generi letterari sui quali punti maggiormente?
Abbiamo varie collane, ma le principali sono narrativa contemporanea, saggistica, cinema e la collana internazionale Cahier di viaggio diretta da Francesca Mazzucato.
Puntiamo molto sulla narrativa contemporanea italiana e al contempo stiamo sviluppando una collana di saggistica pop che sta riscontrando un ottimo successo di vendite e critica.
Anche la collana di cinema, magistralmente curata da Fabio Zanello, è un nostro fiore all’occhiello, un nutrito gruppo di critici sta lavorando al secondo libro su uno dei più grandi registi al mondo, ma non posso svelare altro…
Last but not least la collana Cahier di Viaggio fortemente voluta e curata con un’attenzione maniacale da Francesca Mazzucato, una delle più valide e vivaci culturalmente, scrittrice italiane contemporanee.
Il mercato dell’editoria in Italia è destinato a morire, a fare spazio all’era digitale o ad una lenta quanto inaspettata resurrezione?
Io credo nell’Italia, al di là  di tutto, e credo anche nel nostro mercato editoriale, nonostante tutte le mafie, gli altaretti, le marchette, le logiche malate che lo caratterizzano.
Ci credo perché esistono piccole e medie casa editrici che fanno editoria di progetto, che propongono davvero un catalogo di qualità. Queste realtà  sopravvivono con mille difficoltà  ma permettono al nostro paese di avere un sottobosco editoriale tra i più vivi ed interessanti in Europa.
Una rinascita è possibile, non solo in editoria ma in tutto il paese, le potenzialità, è evidente esistono e ci sono, l’importante è riuscire a trovare i giusti riferimenti culturali per iniziare a ricostruire l’Italia.
Cosa pensi degli e-book?
Abbiamo di recente pubblicato un libro curato da Massimo Maugeri che si intitola “L’e-book e (è?) il futuro del libro” in cui si raccolgono le opinioni emotive degli addetti ai lavori (scrittori, editori, giornalisti, critici letterari…) sul futuro del libro.
Dal canto mio sono d’accordo con Umberto Eco: stiamo sempre più andando incontro ad un futuro in cui libro cartaceo e libro digitale conviveranno. La lettura di libri di narrativa si effettuerà sui libri cartacei, mentre per la saggistica, l’archivistica, la memorialistica leggeremo in digitale.
In realtà un nodo cruciale per il futuro del libro è la scuola, nel momento in cui le nuove generazioni verranno educate alla lettura su supporti digitali e per loro sarà naturale concepire e leggere un libro sugli ebook reader, la diffusione del libro cartaceo verrà messa a serio repentaglio.
Progetti futuri?
Tanti e molti in fase di realizzazione. Per esempio il sito per gli amanti della scrittura e della lettura Scrivendo Volo: www.scrivendovolo.it fortemente voluto dal mio socio Giorgio Regnani che, grazie al magistrale lavoro di Daniele Dell’orco, ci sta regalando molte soddisfazioni.
In particolare mi piacerebbe parlare del Premio Letterario Due Vittorie, sponsorizzato dall’Agricola Due Vittorie (www.duevittorie.com) e organizzato in collaborazione con l’associazione Progettarte e Buk, la fiera della piccola e media editoria che si svolgerà a Modena il 4-5 febbraio, che si rivolge sia agli editori con la sezione romanzi editi che agli autori con la sezione racconti inediti.
Trovate tutte le informazioni sul Premio su Scrivendo Volo: http://www.scrivendovolo.it/web/?page_id=819 .

Daniele

Editor, Consulente, Produttore cinematografico, Social Media Specialist. Fondatore Alfiere Productions. Presidente di the Freak. Per info: http://www.danieleurciuolo.com

  • Adriano Barettelli

    che pettinatura da galletto che hai! sarà colpa dei barbieri romani?!