Futuribile
Se poi piange il vento
mentre brucia la terra che calpestiamo
insieme a forme di vita indelebili
quasi in grado di frantumare la terra.
Nel piccolo andiamo con i tacchi a spillo
sui gommoni
imprecando se affondiamo
ma non sappiamo più cosa fare
dove andare.
Non sentiamo più nulla intorno a noi
perché neanche il sole ci lava più le ferite
della notte
e la politica mangia e lecca se stessa
tagliandoci capelli e parrucche.
Siamo solo concezione del futuro
morta già ai tempi dell’università
e non è solo formalità
se ci rubano la vita.
Pietro Maria Sabella All rights reserved
Tag:amore, futuro, giovani, lavoro, letteratura contemporanea, pensioni, poesia, politica, sole, speranza, terra, the freak
About Author
Nato il 21 Giugno del 1986 a Palermo. Laureato in Giurisprudenza con lode; vive a Roma da alcuni anni dove svolge la pratica forense presso l'Avvocatura Generale dello Stato e porta avanti gli studi in diritto. Ha collaborato con la Rai, RadioLuiss, Web Tv Luiss e dillinger.it Nel Luglio del 2010 pubblica una silloge dal titolo "Instabilità (prefazione del D.G. Luiss, Pier Luigi Celli) e partecipa alla manifestazione culturale "Più libri piùliberi", di Roma, edizione 2010 ed alla fiera internazionale del libro di Torino nel 2011. Premiato a Massa e Cava de' Tirreni. Si interessa di letteratura, filosofia, cinema ed ambiente. Profondamente innamorato della Sicilia e del suo mare.
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Adriana
Reply →Non immagini con quanta amarezza condivido questa riflessione e questo sentire. Grazie