Se poi piange il vento

mentre brucia la terra che calpestiamo

insieme a forme di vita indelebili

quasi in grado di frantumare la terra.

 

Nel piccolo andiamo con i tacchi a spillo

sui gommoni

imprecando se affondiamo

ma non sappiamo più cosa fare

dove andare.

 

Non sentiamo più nulla intorno a noi

perché neanche il sole ci lava più le ferite

della notte

e la politica mangia e lecca se stessa

tagliandoci capelli e parrucche.

 

Siamo solo concezione del futuro

morta già ai tempi dell’università

e non è solo formalità

se ci rubano la vita.

 

Pietro Maria Sabella All rights reserved

1 risposta

  1. Adriana Bonomo
    Adriana

    Non immagini con quanta amarezza condivido questa riflessione e questo sentire. Grazie

    Rispondi

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