<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>The Freak</title>
	<atom:link href="http://www.thefreak.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.thefreak.it</link>
	<description>piattaforma culturale on line</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 May 2012 20:20:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.2</generator>
		<item>
		<title>L&#8217;Europa senza Grecia sarebbe una terra senza origini.</title>
		<link>http://www.thefreak.it/leuropa-senza-grecia-sarebbe-una-terra-senza-origini/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=leuropa-senza-grecia-sarebbe-una-terra-senza-origini</link>
		<comments>http://www.thefreak.it/leuropa-senza-grecia-sarebbe-una-terra-senza-origini/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 May 2012 12:44:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Merkel]]></category>
		<category><![CDATA[BCE]]></category>
		<category><![CDATA[CEDU]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[grecia]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>
		<category><![CDATA[mercato globale]]></category>
		<category><![CDATA[pietro maria sabella]]></category>
		<category><![CDATA[seconda guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[TFUE]]></category>
		<category><![CDATA[the freak]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thefreak.it/?p=8267</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;Europa senza Grecia sarebbe una terra senza origini. Dal punto di vista sociale e culturale, credo, non possano essere espressi dei commenti più sinceri. Abituati alla violenza delle immagini, alla voce alta dei media, i cittadini Europei, se tali possono ancora essere denominati, si sono completamente dimenticati dell&#8217;idea stessa di Europa e della forza intrinseca ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Europa senza Grecia sarebbe una terra senza origini.</p>
<p>Dal punto di vista sociale e culturale, credo, non possano essere espressi dei commenti più sinceri.</p>
<p>Abituati alla violenza delle immagini, alla voce alta dei media, i cittadini Europei, se tali possono ancora essere denominati, si sono completamente dimenticati dell&#8217;idea stessa di Europa e della forza intrinseca che tale idea avrebbe dovuto ispirare le nostre singole vite a partire dal 1992 e a maggior ragione dal 2002.</p>
<p>Quel Gennaio, una moneta nuova ha sepolto la lira, che per tradizione di Zecca, è sempre stata una tra le banconote più belle d&#8217;Europa, convincendoci astrattamente che da quel momento non esistevano più confini per il cittadino europeo.</p>
<p>Ciò che ci siamo dimenticati di comprendere nel tempo è che, in realtà, venivano soppressi i confini per il consumatore Europeo, per le banche, le aziende, le attività commerciali, i capitali.</p>
<p>Ciò che abbiamo lamentato per la nostra Italia, costruita senza avere prima dato corpo agli italiani, lo stiamo rivivendo esattamente oggi, con un&#8217;Europa dalle istituzioni democratiche inefficaci e culturalmente eterogenee.</p>
<p>La Costituzione Europea avrebbe potuto forse evitare questo crollo, avrebbe almeno dato una prospettiva diversa alla nostra esistenza in comune dentro questo continente.</p>
<p>La partita è stata però veicolata in altro modo, dominata da vincoli economici e da prospettive di crescita e di competizione all&#8217;interno di un mercato mondiale globalizzato.</p>
<p>In un mercato mondiale che raggiunge livelli di crescita a discapito della tutela dell&#8217;ambiente, delle risorse e soprattutto dei diritti umani.</p>
<p>Noi Europei avremmo dovuto impartire una lezione diversa al mondo circostante.</p>
<p>Se l&#8217;asse economico mondiale dal Mediterraneo è confluito nell&#8217;Atlantico ed infine nel Pacifico non è certo solo responsabilità di economie in espansione, ma piuttosto della progressiva atarassia dell&#8217;<em>homo europeus</em>.</p>
<p>L&#8217;Europa è stata &#8211; e da Europeista convinto mi sento di affermarlo &#8211; il luogo in cui ogni singolo movimento umano ha avuto la possibilità di manifestarsi liberamente, attraverso il raggiungimento di diritti frutto di lotte democratiche o di liberazione e sicuramente di tanto sangue.</p>
<p>Sangue sparso nei secoli, a causa dell&#8217;avvicendamento di classi monarchiche, oligarchiche ed ecclesiastiche, fino al raggiungimento delle terribili ferite e dei milioni di morti della seconda guerra mondiale.</p>
<p>Una lezione di vita durata secoli, cominciata proprio ad Atene e dintorni, dove già secoli fa politici, filosofi e uomini di scienza parlavano di bene comune, di solidarietà, di valori, di onestà.</p>
<p>Le poleis greche non venivano sicuramente meno alla contrapposizione, sfociante in guerre e lotte frequenti, ma conoscevano il rispetto ed al momento opportuno compresero che per sopravvivere all&#8217;onda barbara proveniente da oriente era necessario essere solidali, coalizzarsi, allearsi.</p>
<p>La politica, la democrazia, i valori sociali e culturali espressi in quei secoli dovevano sopravvivere; nessuna polis greca avrebbe potuto mantenere il rispetto, la dignità, l&#8217;onore il prestigio in altro modo.</p>
<p>Sopravvivere tutti, con grandi sacrifici, o nessuno con grande onore.</p>
<p>Questi valori rappresentano le nostre origini europee, l&#8217;idea di Stato, di democrazia, di libertà.</p>
<p>L&#8217;Europa di oggi sembra più esprimersi e parlare attraverso i canoni della plutocrazia, posti da enti privati o piccole combriccole più o meno legittimate.</p>
<p>Oggi sembra ancora una volta riproporsi un&#8217;esperienza storica già vissuta. I mercati barbari, le economie in espansione, un modello culturale e sociale lontano dal nostro, stanno invadendo le nostre vite, le nostre città, costringendoci ad una vita che non abbiamo scelto, alla disoccupazione, all&#8217;emigrazione.</p>
<p>Una generazione di giovani Spagnoli, Greci, Portoghesi, Italiani, costretta a fare i conti con una classe dirigente anziana, inabile, da ricostruire ed un vento mordace che ci lascia privi di prospettive, che ci induce a dovere essere tutti dei <em>self made man </em>per potere sopravvivere.</p>
<p>L&#8217;Europa democratica è un&#8217;Europa che parla per principi, regole e valori in prima istanza, che dai Trattati e dalle Convenzioni deve trarre insegnamenti concreti di vita da applicare realmente all&#8217;interno di tutte le istituzioni democratiche europee che dovrebbero accaparrarsi quel ruolo occultamente distratto da singoli Premier o Banche private.</p>
<p>Questa Europa dovrebbe lottare per l&#8217;idea stessa che ne risiede alla base, e prima di vendere la propria anima al mercato globale e incosciente dovrebbe fare di tutto per salvare la Grecia, perchè noi singole poleis saremmo immediatamente inghiottite dal vuoto mondiale.</p>
<p>Perchè l&#8217;Europa è l&#8217;insieme totale dei Paesi firmatari dei Trattati nati a partire dagli anni &#8217;50 e non può sopravvivere altrimenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perchè realmente l&#8217;Europa senza Grecia sarebbe una terra senza origini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di <strong>Pietro Maria Sabella</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.thefreak.it/leuropa-senza-grecia-sarebbe-una-terra-senza-origini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Avere la libertà nei sogni&#8221; &#8211; Intervista esclusiva a Goran Bregovic</title>
		<link>http://www.thefreak.it/avere-la-liberta-nei-sogni-intervista-esclusiva-a-goran-bregovic/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=avere-la-liberta-nei-sogni-intervista-esclusiva-a-goran-bregovic</link>
		<comments>http://www.thefreak.it/avere-la-liberta-nei-sogni-intervista-esclusiva-a-goran-bregovic/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 May 2012 10:47:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittoria Favaron</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[assenza]]></category>
		<category><![CDATA[balcanica]]></category>
		<category><![CDATA[Carmen Consoli]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[Emir Kusturica]]></category>
		<category><![CDATA[folklore]]></category>
		<category><![CDATA[gitana]]></category>
		<category><![CDATA[Goran Bregovic]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[libertÃ ]]></category>
		<category><![CDATA[malinconia]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[nostalgia]]></category>
		<category><![CDATA[notte della taranta]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Faenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sarajevo]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>
		<category><![CDATA[successo]]></category>
		<category><![CDATA[thefreak]]></category>
		<category><![CDATA[thefreak musica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thefreak.it/?p=8252</guid>
		<description><![CDATA[&#160; A cura di Daniele Pratolini &#160; Esiste una musica che proviene da un Est Europa molto vicino, una musica dai suoni accesi come malinconici, sporcata dal sangue della guerra come dal folklore di un popolo, una musica che racconta una storia, una vita, un uomo. Questa è la musica di Goran Bregovic, classe 1950, ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>A cura di Daniele Pratolini</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Esiste una musica che proviene da un Est Europa molto vicino, una musica dai suoni accesi come malinconici, sporcata dal sangue della guerra come dal folklore di un popolo, una musica che racconta una storia, una vita, un uomo.</p>
<p>Questa è la musica di Goran Bregovic, classe 1950, natio di Sarajevo, ormai cittadino del mondo.</p>
<p>Cresciuto artisticamente nel gruppo rock Bijelo Dugme, divenuto il più famoso e apprezzato di tutta Sarajevo a cavallo tra gli anni 70 e 80, deve la sua consacrazione come musicista e compositore alla produzione di meravigliose colonne sonore dei più celebri e apprezzati film di Emir Kusturica, che l’hanno reso noto al panorama internazionale.</p>
<p>Ma Bregovic ha contribuito in modo eccezionale a diffondere la musica balcanica estrapolandola dal suo scenario autoctono e locale, rendendola musica del mondo, con il suo pittoresco e vivace carrozzone di strumenti e sonorità, con i racconti che rievoca e l’energia che sprigiona. Ma i fasti zingareschi che sono stati più volte riproposti da Goran celano un dark side amaro e profondo, un lato oscuro nostalgico e affranto, che passa dalla povertà, alla soppressione culturale e sociale, alla guerra infinita in cui il popolo balcanico ha visto distruggere le sue mura vitali come le pareti di un’anima travagliata e strappata alla luce, come nello struggente Underground Tango,  una triste ballata che profuma di poesia e di ricordi che bruciano sotto pelle.</p>
<p>Goran Bregovic vanta nella sua carriera numerose collaborazioni con gli artisti più acclamati e talentuosi della scena musicale internazionale, ha calcato palchi importanti e prestigiosi, fino a giungere, come atto di estremo omaggio del maestro, ad accettare il ruolo di mastroconcertatore per L’evento concerto della Notte della Taranta 2012 a Melpignano, nel basso Salento, un appuntamento che ha come obiettivo quello di far rivivere le tradizioni musicali salentini e che approfitta e valorizza le contaminazioni musicali più varie e provenienti da ogni parte del mondo. Uno spirito che sicuramente caratterizza la musica Goran Bregovic, sempre dedito alla contaminazione di generi e suoni, di parole e dialetti, di poesia e arte.</p>
<p>Nell’intervista a seguito il maestro si racconta, ed è pura poesia emotiva leggere parole pregne di un significato alto e che subisce influssi personali contaminati ad esperienze consumate nel corso di una vita.</p>
<p><em>&#8220;Ma solo nei miei pensieri viaggio senza paura, avevo la mia libertà solo nei miei sogni”</em> (Da Ausencia – Goran Bregovic)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Raccontaci come e perchè hai iniziato a fare il musicista..</strong></p>
<p><em>Mio padre era un militare e da giovane suonava il violino nel suo Paese e voleva che anch’io lo suonassi. Così ho intrapreso a suonare quello strumento, ma più tardi  ho capito che alle ragazze piacevano di più i chitarristi e sono passato alla chitarra elettrica. Ho iniziato a esibirmi  nei bar quando avevo quindici anni e suonavo le musiche tradizionali con gli adulti. A diciassette anni invece suonavo negli striptease e mi divertivo tanto, sicuramente lo preferivo alla filarmonica.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Qui in Italia sei un artista molto apprezzato, ti piace il nostro Paese?</strong></p>
<p><em>Io solo a nominare l’Italia sorrido, mi piace tantissimo e ho sempre pensato che nascere e vivere in questo Paese sia una gran bella fortuna, è come vincere alla lotteria. &lt;&lt; Italia, eh? Non ti fa sorridere subito??&gt;&gt;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Hai anche collaborato con molti aristi nostrani, ma svelaci qual è il tuo preferito.</strong></p>
<p><em>Adoro Carmen Consoli.</em></p>
<p><em>Mentre lavoravo  per il film“ I giorni dell’abbandono“, Roberto mi ha chiesto di realizzare anche una canzone ed ho subito pensato a lei, mentre io lavoravo sulla musica lei scriveva un po’ di parole, ed è stato semplice.</em></p>
<p><em>Subito dopo l’ho chiamata anche per “Karmen with a happy end”</em></p>
<p><em>ed ha scritto “Focu di raggia” prima in italiano, ma non ci convinceva molto perché la melodia della canzone era semplice ed ha pensato di tradurla in dialetto siciliano, io ho accettato subito anche perché c’è una sceneggiatura di questo disco che già immagino di girare in Sicilia, tra i gitani che vivono lì.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mi piacciono e mi emozionano molto due canzoni “AUSENCIA” E “ RUZICA” me ne parli?</strong></p>
<p><em>La prima significa  assenza. E’ un tango che prima ho scritto come  pezzo strumentale per una scena di Underground (la scena del ragazzo nell’acqua) , era senza tempo, esisteva solo un movimento di orchestra, poi un giorno ho suonato la melodia al mio direttore e mi ha chiesto di fare una canzone, così ho chiamato Cesarea Evora.  </em></p>
<p><em>A lei piacevano le mie musiche già dal “Tempo dei gitani”, ed è venuta da Capoverde, sai lei è un po’ come le nostre nonne, si doveva togliere le scarpe perché le si gonfiavano i piedi: mi piace il suo stile, e pensa che canta il minimo necessario, non come altri che prima di un’esibizione provano ore ed ore, i migliori gitani cantano  come lei.</em></p>
<p><em>Ruzica è una canzone molto famosa nel mio paese, è una semplice canzone d’amore, Runica significa Rosellina e il </em><em>ritornello dice: “Dio mio da e poi lo riprende, sei stata una Rosellina e adesso non lo sei più”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A proposito di Dio, sei credente?</strong></p>
<p><em>Io non sono facile da organizzare in nessun contesto, e credo che quelli che non hanno una parte metafisica (intendo religiosa) siano in manicomio,  ma quando si prega tutti insieme la cosa che ci unisce in moschea  o in chiesa o in sinagoga è che noi entriamo con uno sguardo al passato per poi uscire con uno sguardo sul futuro, questo è il terreno che abbiamo tutti e tre insieme. Poi io vengo da una famiglia di comunisti, quindi non avevo i contatti con la Chiesa, quando studiavo filosofia il mio unico contatto con la Chiesa era un mio compagno di studi che era già laureato in teologia, ed era interessante. Ma i primi contatti che ho avuto con la Chiesa, sono stati quando  il Papa Woityla ha chiesto perdono per i peccati commessi dalla Chiesa cattolica nel periodo delle Crociate, per quell’occasione io insieme ad Oliviero Toscani abbiamo avuto il compito di installare alcune video ed immagini, io ho lavorato sulle musiche, durante la celebrazione mi sono ritrovato in momenti molto religiosi per via di tutta quella gente che era insieme e pregava;  a tratti mi chiedevo “Se Dio non è qui, allora dove dovrebbe essere?”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Hai lavorato molto per il cinema.</strong></p>
<p><em>Io ho lavorato per i film, solo nei quattro anni della guerra, e tutti i miei film li ho fatti in quel periodo ,  lo facevo perché avevo bisogno di soldi, considera che  ho perso tutto in un giorno quando è iniziata la guerra.</em></p>
<p><em>Mi ero trasferito a Parigi e dovevo riguadagnare la vita ed accettavo tutto, facevo anche le pubblicità per profumi, per margarine, per olio, ci sono tante pubblicità che ho fatto , ad esempio quelle dei profumi di Paco Rabanne, poi mi sono fermato. Da giovane pensi di avere il tempo di esplodere molte volte, ma a cinquant’anni capisci che la vita è corta e che se sei fortunato esplodi solo una volta.</em></p>
<p><em>Comunque ora non ci sono dei buoni film, prima di vedere un buon film devi andare al cinema cento volte. C’è un pittore concettualista di Sarajevo e mi ha raccontato una storia : c’erano due pittori che vivevano nelle loro case in un bosco e lavoravano, un giorno il re aveva cacciato in questo bosco e perse il suo cane e per cercare il suo cane entrò nella casa di uno di loro, questa era la casa di Leonardo da Vinci, il nome  dell’altro pittore dell’altra casa non si sa perché il re non è entrato. E’ un po’ come il destino dei compositori dei film, tu puoi fare la migliore musica del mondo, per un film di cui poi non se ne farà niente.</em></p>
<p><strong>Ti piace leggere?</strong></p>
<p><em>Non leggo più, a parte quando esce il libro di qualche amico che devo leggere per forza, considera che io ho studiato filosofia e quindi tutto quello che dovevo leggere l’ho letto.</em></p>
<p><em>Ma ti racconto una storia: quando ho fatto il primo concerto a Buenos Aires, sono arrivato in albergo e in reception c’era una lettera per me, ho aperto la busta e  dentro c’era uno dei miei libri preferiti: Alejandra di Ernesto Sabato con una lettera dello scrittore che si scusava con me, perché per via dei suoi novant’anni non sarebbe venuto al mio concerto, ma mi ringraziava molto per averlo salvato in alcuni suoi momenti di depressione, ed io ho scritto una lettera a lui dicendogli che quando io facevo il soldato militare, al tempo dei comunisti, in quel tempo tutti rubavano tutto, e quando io sono arrivato nella biblioteca della caserma non c’erano più libri, a parte quelli di Lenin, di Marx e Tito che nessuno voleva leggere, insieme a questi c’erano stranamente  anche libri di autori sudamericani che non erano diventati ancora famosi e che quindi nessuno rubava, tra questi ho trovato questo libro, e quando ho finito il militare l’ho rubato e me lo sono portato a Sarajevo, poi la guerra è iniziata ed io ho perso la mia biblioteca, così pensavo che nella vita ci si può rifare, ma non potevo di certo fare due volte la libreria, mi sembrava impossibile  (ridiamo) … Beh, quando ho visto il suo libro in albergo è stato un segno : “Rifai la biblioteca!!“, e da quel giorno ho iniziato a comprare un po’ i vecchi libri persi per via della guerra.</em></p>
<p><strong>Usi vestirti spesso di bianco. C&#8217;è un motivo particolare?</strong></p>
<p><em>Sempre. Il bianco è un po’ fashion, tra i capi delle bande gitane, del tipo “Io sono un po’ più elegante degli altri” e poi mi da di più l’idea della festa.  Perché per me suonare è una festa. Se mi chiedi cosa voglio fare alle nove di sera, io ti rispondo “suonare con la mia band sul palcoscenico”, perché io mi diverto, mi diverto a suonare con loro, e poi il palcoscenico è il posto più adatto per bere, io bevo solo sul palcoscenico.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.thefreak.it/avere-la-liberta-nei-sogni-intervista-esclusiva-a-goran-bregovic/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I Giovani e la Politica.</title>
		<link>http://www.thefreak.it/i-giovani-e-la-politica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=i-giovani-e-la-politica</link>
		<comments>http://www.thefreak.it/i-giovani-e-la-politica/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 12:54:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta Baldassarre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[antonio landro]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
		<category><![CDATA[fli]]></category>
		<category><![CDATA[furfaro]]></category>
		<category><![CDATA[giampiero zinzi]]></category>
		<category><![CDATA[giovani e la politica]]></category>
		<category><![CDATA[la destra]]></category>
		<category><![CDATA[marco cappa]]></category>
		<category><![CDATA[maria scibetta]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Pdl]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[politici]]></category>
		<category><![CDATA[sel]]></category>
		<category><![CDATA[stefano zangrillo]]></category>
		<category><![CDATA[the freak esclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[the freak giovani politici]]></category>
		<category><![CDATA[the freak interviste]]></category>
		<category><![CDATA[udc]]></category>
		<category><![CDATA[ylenia citino pdl]]></category>
		<category><![CDATA[zinzi intervista]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thefreak.it/?p=7756</guid>
		<description><![CDATA[A cura di Benedetta Baldassarre. Si ringrazia Stefano Zangrillo per il progetto grafico. Fingiamo per un momento di essere in un Paese normale. Sforziamoci almeno di crederci. La convinzione è la base per i cambiamenti. &#8230;The Freak è andato a guardare che aria tira nelle grandi aule dove si formano le idee e i programmi di ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>A cura di Benedetta Baldassarre. Si ringrazia Stefano Zangrillo per il progetto grafico.</em></p>
<p>Fingiamo per un momento di essere in un Paese <em>normale</em>.<br />
Sforziamoci almeno di crederci. <strong>La convinzione è la base per i cambiamenti.</strong></p>
<p>&#8230;<strong>The Freak</strong> è andato a guardare che aria tira nelle grandi aule dove si formano le idee e i programmi di chi &#8211; almeno sulla carta – un giorno potrebbe decidere per nostro conto. Chi, forse un giorno, potrebbe rappresentarci.</p>
<p>The Freak oggi vi offre la possibilità di incontrare – virtualmente – 7 ragazzi, semplici militanti e rappresentanti di coordinamenti giovanili dei partiti italiani più importanti, che ci mostrano il loro modo di vedere l&#8217;attualità.</p>
<p><em>Abbiamo chiesto cosa è per loro la politica. Cosa pensano di questo governo tecnico. Quali proposte per la riforma del lavoro. E poi ancora, domande su Europa, Giustizia, Media, ecc&#8230;</em><br />
Ai curiosi, agli entusiasti dell&#8217;ultima ora, ai polemici, ai confusi e persino agli scettici, a chi le vuole confrontare e a chi vuole leggerne anche una sola: per tutti i gusti, di tutti i colori, ecco di seguito le 7 interviste a: Antonino Landro (PD), Gianpiero Zinzi (UDC), Ylenia Citino (PDL), Marco Cappa (API), Maria Scibetta (FLI), Marco Furfaro (SEL) e Stefano Zangrillo (La Destra). </p>
<p> Buona lettura:</p>
<p><a href="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/Antonino-Landro-PD5.pdf">Antonino Landro PD</a></p>
<p><a href="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/Ylenia-Citino-Pdl4.pdf">Ylenia Citino Pdl</a></p>
<p><a href="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/Marco-Cappa-Api4.pdf">Marco Cappa Api</a></p>
<p><a href="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/Maria-B-Scibetta-Fli4.pdf">Maria B Scibetta Fli</a></p>
<p><a href="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/Gianpiero-Zinzi.pdf">Gianpiero Zinzi UDC</a></p>
<p><a href="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/Marco-Furfaro-SEL3.pdf">Marco Furfaro SEL</a></p>
<p><a href="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/Stefano-Zangrillo-la-Destra3.pdf">Stefano Zangrillo la Destra<br />
</a></p>
<p><a href="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/Antonino-Landro-PD5.pdf"><br />
</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.thefreak.it/i-giovani-e-la-politica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il torto del soldato. Torna Erri De Luca</title>
		<link>http://www.thefreak.it/il-torto-del-soldato-torna-erri-de-luca/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-torto-del-soldato-torna-erri-de-luca</link>
		<comments>http://www.thefreak.it/il-torto-del-soldato-torna-erri-de-luca/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:58:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri, Racconti, Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[adriana bonomo]]></category>
		<category><![CDATA[antonella de rosa]]></category>
		<category><![CDATA[Casetta Rossa]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Erri De Luca]]></category>
		<category><![CDATA[ersilia cuna]]></category>
		<category><![CDATA[federica pesoli]]></category>
		<category><![CDATA[il torto del soldato]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[loretta dichio]]></category>
		<category><![CDATA[maricia dazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[stefy blood]]></category>
		<category><![CDATA[the freak]]></category>
		<category><![CDATA[vittoria favaron]]></category>
		<category><![CDATA[web tv luiss]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thefreak.it/?p=8210</guid>
		<description><![CDATA[La web tv della LUISS in collaborazione con TheFreak presentano: NUOVA INTERVISTA ESCLUSIVA A: ERRI DE LUCA in occasione della presentazione del suo ultimo libro &#8220;Il torto del soldato&#8221; alla casetta rossa della Garbatella, Roma  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">La <a href="http://www.luiss.tv">web tv della LUISS</a> in collaborazione con TheFreak presentano:</p>
<p style="text-align: center;">NUOVA INTERVISTA ESCLUSIVA A:</p>
<p style="text-align: center;">ERRI DE LUCA</p>
<p style="text-align: center;">in occasione della presentazione del suo ultimo libro &#8220;Il torto del soldato&#8221; alla casetta rossa della Garbatella, Roma</p>
<p> </p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/videoseries?list=UUXWY5vMljZbEla5V9LYb0pA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.thefreak.it/il-torto-del-soldato-torna-erri-de-luca/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bilbao solo andata</title>
		<link>http://www.thefreak.it/bilbao-solo-andata/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=bilbao-solo-andata</link>
		<comments>http://www.thefreak.it/bilbao-solo-andata/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 06:59:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittoria Favaron</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri, Racconti, Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[bacio]]></category>
		<category><![CDATA[Bilbao]]></category>
		<category><![CDATA[binario]]></category>
		<category><![CDATA[bocca]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[lettera]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[paure]]></category>
		<category><![CDATA[periferia]]></category>
		<category><![CDATA[prudenza]]></category>
		<category><![CDATA[rotta]]></category>
		<category><![CDATA[sigarette]]></category>
		<category><![CDATA[solitudine]]></category>
		<category><![CDATA[stazione]]></category>
		<category><![CDATA[thefreak racconti]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<category><![CDATA[vittoria favaron]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thefreak.it/?p=8050</guid>
		<description><![CDATA[“Caro Vanni”, questo era l’ incipit della lettera. Le sue dita tremarono di sospiri e parole, mentre la vista scorreva attenta e ladra di verità, quella verità che Livia aveva scolpito sulla carta per renderla evidente e intatta all’uomo di cui si era innamorata. Livia l’amica, Livia la silenziosa. Livia, che quel giorno a stento aveva ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Caro Vanni”</em>, questo era l’ <em>incipit</em> della lettera.</p>
<p>Le sue dita tremarono di sospiri e parole, mentre la vista scorreva attenta e ladra di verità, quella verità che Livia aveva scolpito sulla carta per renderla evidente e intatta all’uomo di cui si era innamorata.</p>
<p>Livia l’amica, Livia la silenziosa. Livia, che quel giorno a stento aveva pronunciato 10 frasi.</p>
<p>Livia era appoggiata alla colonna che scandiva il binario 10 della stazione di Milano Centrale, mentre premeva con le dita il filtro della Camel ormai spenta, e guardava di fronte, con gli occhi riparati da una frangia sorniona.</p>
<p>Guardava Vanni.</p>
<p>Vanni conosceva quello sguardo, un intreccio di reticenza e timore, ma anche orgoglio e impertinenza, quel piglio viziato che Livia non riusciva mai a  nascondere, e la rendeva speciale.</p>
<p>“Che hai?”</p>
<p>“Niente”</p>
<p>“Niente non esiste”</p>
<p>“Vanni, ho un treno tra 10 minuti e ho poco tempo”.</p>
<p>“Livia che hai?”</p>
<p>Livia si morse le labbra, avvicinò a sé il <em>trolley</em>, avvicinò tutta se stessa a Vanni. La prudenza ormai giaceva a terra insieme a quel filtro buttato via con fare nervoso.</p>
<p>“Prendi questa”.</p>
<p>Gli porse una busta da lettera di un blu acceso, puntando a vista quegli occhi fermi come l’asfalto.</p>
<p>“Vanni qui dentro troverai una lettera e un biglietto sola andata per Bilbao. Non chiedermi altro, è tutto scritto. Ho il cuore in affanno e un viaggio in attesa, non c’è tempo per discutere”.</p>
<p>Incredulo, stordito, nel goffo intento di biascicare due parole dal senso decente, Vanni perse il controllo del momento, ma non riuscì a incalzare un muscolo, a fare niente di utile o necessario.</p>
<p>Livia lo guardò, come si guardano certi uomini evanescenti, con quella consapevolezza che dopo quell’attimo ogni cosa avrebbe mutato forma e stato, nessuna certezza avrebbe più varcato le loro vite se non per perdersi, ed entrambi avrebbero cambiato pelle e sangue, quasi a voler rinascere da estranei.</p>
<p>Si avvicinò. Non c’era aria nei loro respiri.</p>
<p>Quel respiro mozzato e grumoso di Livia, non le impedì di slanciare il suo corpo e baciare Vanni. Lo baciò, e quel bacio non valeva solo l’addio consueto a quello scambio amicale e confidente che era il tratto del loro rapporto, quel bacio aveva spazzato via uno status in cui si erano trovati, per codardia di Livia e per cecità di Vanni, quel bacio, adesso era l’inchiostro sulle labbra di Vanni, indelebile, come a marchiare la segreta resa di Livia, il niente che invece esiste.</p>
<p>Bilbao, ovvero lo scrupolo raffermo con cui Vanni ha barattato una tranquillità ipocrita e comoda, quando decise di restare e non muovere un passo, quando fu chiamato per curare la direzione della sezione Surrealista del Guggheneim, di restare a Milano, di restare con Claudia, di restare ad aspettare che qualche vento benevolo lo toccasse nuovamente.</p>
<p>Bilbao, solo sciocchezze, solo sogni in formalina, cartoline sgargianti, romanzi naif.</p>
<p>Eppure Livia.</p>
<p>Da non crederci. Vanni si sfiorò la bocca con un fare da boxer, come se avesse ricevuto un pugno profondo e del sangue invisibile stesse sgorgando sul viso. Colpito. K.o.</p>
<p>Il treno iniziò a cadenzare la sua ballata lenta e malinconica sui binari. Livia si perse tra i sedili e sprofondò sulla poltrona. Non volle vedere il suo viso costernato, il suo stupore fragile.</p>
<p>Rimase in silenzio, e davanti a lei una periferia dormiente dispiegava le sue lacrime mute.</p>
<p><em>“Bilbao è il tuo posto nel mondo, adesso.” </em>Vanni continuava a leggere.</p>
<p><em> Quello di cui non vuoi liberarti è te stesso. Continui a perseverare nell’insensata danza di te con gli altri, di te con lei, di te affogato di una vita vuota e noiosa. </em></p>
<p><em>Le tue paure più grandi, prova a riassumerle in un’unica veste perché quell’abito porterà il tuo nome, e la loro forza è la tua incapacità a restare dentro la  solitudine di cui non vuoi discutere.</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em>“Impara a conoscerti, impara a scavarti, impara a guardare gli altri, ma sul serio, impara ad amare qualcuno, ad amarti, ma sul serio e a non usare Claudia come appendiabito di ogni tua frustrazione.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Sei ancora in tempo Vanni. Usa questo biglietto e corri a Bilbao.”</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong><em>“Impara a vivere”.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La vibrazione inopportuna del telefono ruppe di getto quel momento, senza un tempo preciso, in cui Vanni sedeva su un pezzo di cemento adagiato sul binario, completamente chiuso in una bolla di cristallo le cui pareti componevano una storia bellissima che sembrava reale, sembrava aver preso sostanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vanni controllò sullo schermo e lesse “<em>Amore</em>”.</p>
<p>Claudia, un deglutire, imbarazzo e sconcerto.</p>
<p>Vanni con il cuore ormai appeso ad un gancio da macellaio, svuotato di ogni razionalità, guardava quella parola e percepiva una certa estraneità unita a distacco, mentre la sua anima iniziava a percepire una forgia ritrovata, un battito buono.</p>
<p>“<em>Amore</em>”, perché per un istante lunghissimo e intenso, Vanni pensò a quanto quella parola fosse inadatta alla persona che ostinatamente provava a chiamarlo, e che dovesse seguire un nuovo corso, magari un treno, e raggiungere Livia, e saldarsi a lei.</p>
<p>Saldati entrambi, restare a parlare e forse, riuscire, finalmente, a cambiare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vanni pensò alla potenza della rotta dell’<em>Amore</em> di Livia, tale da navigare il suo mare di carta e illusioni, e come avesse fatto ad accendere ogni fuoco sacro, tale da rendere ogni cosa illuminata, rivelata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Cara Livia&#8230;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.thefreak.it/bilbao-solo-andata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Bamboccioni Voodoo&#8221; &#8211; Quando il noir sposa l&#8217;attualità</title>
		<link>http://www.thefreak.it/bamboccioni-vodoo-quando-il-noir-sposa-lattualita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=bamboccioni-vodoo-quando-il-noir-sposa-lattualita</link>
		<comments>http://www.thefreak.it/bamboccioni-vodoo-quando-il-noir-sposa-lattualita/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 07:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maricia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri, Racconti, Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Bamboccioni voodoo]]></category>
		<category><![CDATA[Best european fiction]]></category>
		<category><![CDATA[historica edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Candida]]></category>
		<category><![CDATA[noir]]></category>
		<category><![CDATA[precarietà]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thefreak.it/?p=8119</guid>
		<description><![CDATA[Esistono libri nati per accompagnarti ad un confine, impegnati a condurre il lettore durante la loro scoperta a camminare lungo un filo impercettibile, in equilibrio tra l&#8217;inquietudine e la curiosità: quella maledetta inquietudine e quella maledetta curiosità. Quell&#8217;inquietudine che ti si scatena leggera nello sterno, quasi in sottofondo, per quella sequenza di immagini che inconsciamente ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono libri nati per accompagnarti ad un confine, impegnati a condurre il lettore durante la loro scoperta a camminare lungo un filo impercettibile, in equilibrio tra l&#8217;inquietudine e la curiosità: quella maledetta inquietudine e quella maledetta curiosità.</p>
<p>Quell&#8217;inquietudine che ti si scatena leggera nello sterno, quasi in sottofondo, per quella sequenza di immagini che inconsciamente si realizza nella tua mente, senza che tu possa farci niente, prigioniero del racconto con cui qualcuno, divertendosi, ha deciso di fregarti, rovinarti, regalandoti la sensazione di un brutto presentimento ed una storia dalla cui fine non puoi sottrarti.</p>
<p>E quella curiosità morbosa che ti costringe a non distogliere lo sguardo dalle loro righe, le parole che ti impediscono di spostarti, che non ti consentono di avere una scelta per la condizione in cui dovrai svegliarti il giorno dopo.</p>
<p>&#8220;Bamboccioni Voodoo&#8221;  di Marco candida, edito da <a href="http://www.historicaedizioni.com/">Historica Edizioni, </a>vuole essere tra questi.</p>
<p>Il romanzo si sviluppa in quattordici racconti, tutti sulla soglia di un paradossale che gioca a fare il comico a tratti, e del più sottile noir  capace, quando meno te lo aspetti, di prenderti in ostaggio il fiato.</p>
<p>E la storia del suo autore è al limite dell&#8217;inverosimile anch&#8217;essa, esattamente come quella dei suoi personaggi, esattamente come quella di tanti giovani talenti in Italia: Marco Candida comincia a pubblicare nella nostra amata nazione con piccole case editrici, e, quasi per un bizzarro gioco dell&#8217;eco, viene scoperto all&#8217;estero, in America.</p>
<p>Nel 2007 pubblica il suo primo libro &#8220;La mania per l&#8217;alfabeto&#8221;, seguito da &#8220;Il diario dei sogni&#8221; e da &#8220;Domani avrò trent&#8217;anni&#8221;.</p>
<p>E&#8217; stato incluso nelle antologie &#8220;Effetto globale&#8221; di Marina Bastianello e Giulio Mozzi, &#8220;Dizionario affettivo della lingua italiana&#8221; a cura di Matteo Bianchi e Giorgio Vasta, e in &#8220;Narrativa d&#8217;oggidì&#8221; di Andrea Temporelli.</p>
<p>Nel 2010 viene chiamato, unico rappresentante italiano, a curare un&#8217;antologia della narrativa europea, il Best European Fiction, insieme a firme del calibro di Ingo Schulze e Hilary Mantel.</p>
<p>&#8220;Bamboccioni voodoo&#8221; è il suo ultimo lavoro, pubblicato come già ricordato, da Historica Edizioni.</p>
<p>Come preannunciato dal titolo il romanzo realizza un esperimento curioso e accattivante: lo sposalizio tra la grande piaga della nostra generazione &#8220;l&#8217;essere bamboccioni&#8221;, e il mistero, la magia nera, il thriller.</p>
<p>Anche se in realtà il titolo del testo trae spunto da un unico episodio contenuto all&#8217;interno dello stesso, i richiami a questo connubio sono costanti, e con facilità è possibile individuarli in quasi tutte le puntate proposte.</p>
<p>Raccontate dai personaggi, percepibili dai loro caratteri, l&#8217;insicurezza e la precarietà della nostra situazione sociale sono tangibili nelle pagine del racconto, che, allo stesso tempo riesce a mescolarvi assieme il giallo acre e scuro del genere noir, quasi a divertire e spaventare.</p>
<p>Lo scrittore realizza un mosaico particolare, intarsiato da pezzi differenti tra loro ma tutti legati da uno stile peculiare, racconti che a volte riescono ad addossare al lettore un forte senso di angoscia, come accade con &#8220;The mist&#8221; la storia di una madre che cerca di scoprire il senso del suicidio del proprio bambino, o con &#8220;Deb&#8221; scrittrice molto particolare.</p>
<p>E storie che a tratti invece riescono a farti sorridere come &#8220;Un abbraccio a Stephen King&#8221; e &#8220;Disco volante Michael Jackson&#8221;, o spesso entrambe le cose come in &#8220;Decoder Sky&#8221; dove una giovane coppia, dopo la vita, si trova a scoprire il vero significato dell&#8217;accezione &#8220;un corpo e un&#8217;anima&#8221;.</p>
<p>Ma lo scrittore non si limita a questo, e con la sua penna graffia sul vetro, ipnotico e pungente, e riesce quasi con leggerezza a scavare in fondo, prospettandoci futuri paradossali con &#8220;Y=1285/X&#8221; ,&#8221;L&#8217;uomo delle cartoline&#8221; e, naturalmente, con &#8220;Bamboccioni voodoo&#8221;, rivalsa spietata e sanguinosa di un padre su un figlio troppo (s)fortunato.</p>
<p>Marco Candida firma una raccolta affascinante e curiosa (forse dai toni simili a &#8220;Fango&#8221; di Niccolò Ammaniti) capace di stuzzicare dalla prima riga, per fascino e originalità.</p>
<p>Se amate questo genere, è un romanzo da non perdere.</p>
<p><em>A cura di Maricia Dazzi</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.thefreak.it/bamboccioni-vodoo-quando-il-noir-sposa-lattualita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A me ricordi l&#8217;immortale estate</title>
		<link>http://www.thefreak.it/a-me-ricordi-limmortale-estate-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=a-me-ricordi-limmortale-estate-2</link>
		<comments>http://www.thefreak.it/a-me-ricordi-limmortale-estate-2/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 09:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jack Forrest Sabella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri, Racconti, Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Agosto]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[desiderio]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[Fame]]></category>
		<category><![CDATA[Furore]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe ruggero sabella]]></category>
		<category><![CDATA[Immortale]]></category>
		<category><![CDATA[Jack Forrest Sabella]]></category>
		<category><![CDATA[Pelle]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[poeta]]></category>
		<category><![CDATA[Presenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sera]]></category>
		<category><![CDATA[the freak]]></category>
		<category><![CDATA[Topazio]]></category>
		<category><![CDATA[vento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thefreak.it/?p=7953</guid>
		<description><![CDATA[&#160; &#8230;E tu mi ricordi la violenta estate d&#8217;agosto, quando la pelle, carezzata dai brucianti bagliori dell&#8217;efferato sole, ha fame del sale del mare e del recondito desiderio del furore della sera, dove le gocce del tuo sudore dopo una giornata stesa a deliziare la morbida spiaggia della tua floreale presenza, sono frammenti di cremisi topazio ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&#8230;E tu mi ricordi la violenta estate d&#8217;agosto,<br />
quando la pelle,</p>
<p>carezzata dai brucianti bagliori dell&#8217;efferato sole,<br />
ha fame del sale del mare e del recondito desiderio<br />
del furore della sera, dove le gocce del tuo sudore<br />
dopo una giornata stesa<br />
a deliziare la morbida spiaggia della tua floreale presenza,<br />
sono frammenti di cremisi topazio profumato</p>
<p>esplosi dal vulcano di te,<br />
che avidi di passione scorrono freschi<br />
e luccicanti sul corpo tuo dal vento cantato.</p>
<p>A me ricordi l&#8217;immortale estate&#8230;</p>
<p>2012</p>
<p><em>Jack Forrest Sabella</em> <strong>All Rigths Reserved</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.thefreak.it/a-me-ricordi-limmortale-estate-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Amore artistico</title>
		<link>http://www.thefreak.it/amore-artistico/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=amore-artistico</link>
		<comments>http://www.thefreak.it/amore-artistico/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 07:55:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maricia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri, Racconti, Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Botero]]></category>
		<category><![CDATA[Chagall]]></category>
		<category><![CDATA[Hopper]]></category>
		<category><![CDATA[Klimt]]></category>
		<category><![CDATA[Mirò]]></category>
		<category><![CDATA[Modigliani]]></category>
		<category><![CDATA[Munch]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Renoir]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thefreak.it/?p=7590</guid>
		<description><![CDATA[Assente e silenziosa come un personaggio di Hopper, Ti spio, di sbieco, con sguardo ambiguo da Picasso, Questa storia, destinata all&#8217;inconsistenza, è un quadro di Fontana, E non mi resta che perdermi in sogni da Mirò&#8230; Ma sapessi&#8230;! Entrerei silenziosa nella tua vita come una ballerina di Degas, (anche se le mie movenze ti ricorderebbero ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Assente e silenziosa come un personaggio di Hopper,</p>
<p>Ti spio, di sbieco, con sguardo ambiguo da Picasso,</p>
<p>Questa storia, destinata all&#8217;inconsistenza, è un quadro di Fontana,</p>
<p>E non mi resta che perdermi in sogni da Mirò&#8230;</p>
<p>Ma sapessi&#8230;!</p>
<p>Entrerei silenziosa nella tua vita come una ballerina di Degas,</p>
<p>(anche se le mie movenze ti ricorderebbero più Botero)</p>
<p>Con cipiglio futuristico ti regalerei periodi rosa e azzurri!</p>
<p>Mi vestirei da Klimt, mi svestirei da Modigliani,</p>
<p>Faremmo l&#8217;amore come nei cieli felici di Chagall,</p>
<p>E persino nei nostri momenti Kandinskij</p>
<p>Cercherei di risponderti da Renoir senza mai ridurti ad un Munch&#8230;</p>
<p>Faremmo il bagno tra le ninfee,</p>
<p>Notte nei letti appassionati di Tolouse Lautrec</p>
<p>(ma senza seguirlo al mulino o ti troveresti a ripetermi &#8220;Come sei gelosa?&#8221;)</p>
<p>Mi sveglio e invece sei ancora con lei, che sembra una donna della Lempicka,</p>
<p>Mentre io sono così tanto da Matisse&#8230;</p>
<p>Ah&#8230;potessi&#8230;!!!</p>
<p>Cambierei la storia e le taglierei un orecchio!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di Maricia Dazzi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.thefreak.it/amore-artistico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La FAI rivendica la gambizzazione di Adinolfi. Torna il fantasma degli anni di piombo</title>
		<link>http://www.thefreak.it/la-fai-rivendica-la-gambizzazione-di-adinolfi-torna-il-fantasma-degli-anni-di-piombo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-fai-rivendica-la-gambizzazione-di-adinolfi-torna-il-fantasma-degli-anni-di-piombo</link>
		<comments>http://www.thefreak.it/la-fai-rivendica-la-gambizzazione-di-adinolfi-torna-il-fantasma-degli-anni-di-piombo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 07:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adriana Bonomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[adriana bonomo]]></category>
		<category><![CDATA[Anarchia]]></category>
		<category><![CDATA[anni di piombo]]></category>
		<category><![CDATA[Ansaldo Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
		<category><![CDATA[bomba]]></category>
		<category><![CDATA[BR]]></category>
		<category><![CDATA[Brigate Rosse]]></category>
		<category><![CDATA[cellula Olga]]></category>
		<category><![CDATA[comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[FAI]]></category>
		<category><![CDATA[Federazione Anarchica Informale]]></category>
		<category><![CDATA[gambizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Julius Evola]]></category>
		<category><![CDATA[Marx]]></category>
		<category><![CDATA[Molotov]]></category>
		<category><![CDATA[pacco bomba]]></category>
		<category><![CDATA[proletariato]]></category>
		<category><![CDATA[terrore]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo nero]]></category>
		<category><![CDATA[the freak]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thefreak.it/?p=8075</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Genova, lunedì 7 Aprile 2012, Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare viene gambizzato da due “ignoti”. Gli “ignoti” però sono sempre i “soliti ignoti”. Non a caso, dopo quattro giorni arriva presso la redazione del Corriere della Sera il comunicato di rivendicazione. «Abbiamo azzoppato Roberto Adinolfi, uno dei tanti stregoni dell&#8217;atomo dall&#8217;anima candida ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Genova, lunedì 7 Aprile 2012, Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare viene gambizzato da due “ignoti”.</p>
<p>Gli “ignoti” però sono sempre i “soliti ignoti”. Non a caso, dopo quattro giorni arriva presso la redazione del Corriere della Sera il comunicato di rivendicazione.</p>
<p>«Abbiamo azzoppato Roberto Adinolfi, uno dei tanti stregoni dell&#8217;atomo dall&#8217;anima candida e dalla coscienza pulita».</p>
<p>Un registro già visto.</p>
<p>L&#8217;attacco è stato rivendicato dalla &#8216;cellula Olga&#8217; della Federazione Anarchica Informale (FAI), cellula anarchica che ha promesso altre sette azioni per vendicare gli anarchici imprigionati in Grecia.</p>
<p><strong>Olga perché è il nome di una degli anarchici arrestati in Grecia</strong>, sospettati di aver inviato il 2 novembre 2010 un pacco bomba all&#8217;allora Presidente del Consiglio Silvio Berluscono.</p>
<p><strong>Sette azioni perché sette sono i &#8220;compagni greci della Cospirazione delle Cellule di fuoco, nostri fratelli&#8221;.</strong></p>
<p>Un registro in cui nessuna voce è casuale.</p>
<p><strong>L’accusa</strong>: il gruppo Ansaldo è accusato dagli anarchici di essere artefice del ritorno al nucleare, insieme all&#8217;ex ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola. Inoltre, egli sarebbe colpevole di aver minimizzato (a parole si intenda) l&#8217;impatto ambientale e la portata del disastro nucleare Fukushima in Giappone.</p>
<p>L’arma: una <strong>Tokarev 7.62</strong>, arma sovietica, usata dall’Armata Rossa sovietica.</p>
<p>Il contesto: una serie di pacchi bomba, minacce di altri attentati, fino alla recentissima Molotov nella sede di Equitalia a Livorno.</p>
<p><strong>Lo stesso registro degli anni di piombo.</strong></p>
<p>Cos’erano dopotutto gli anni di piombo in Italia? Il piombo dei rossi, il piombo dei neri. Nel grande schermo scorrono le immagini dei giorni del sequestro Moro, dell’omicidio Biagi, della strage di piazza Fontana, delle numerose gambizzazioni e della rivolta di Battipaglia.</p>
<p>Per molti sono ricordi dolorosi, tesi e fragili. Per altri, e soprattutto per le nuove generazioni, sono solo immagini che scorrono, talora tristemente anonime, tal’altra consapevolmente amare.</p>
<p>Pochi conoscono le cifre del bilancio di quegli anni. E queste cifre sono terribili. Nei quindici anni che vanno dal 1969 al 1984 <strong>gli attentati (di qualsiasi natura o entità) sono stati 14.495</strong> di cui 343 con morti e feriti. Pauroso il conto delle vittime accertate in quei 15 anni: <strong>394 morti e 1.033 feriti</strong> (cifre pubblicate dal Corriere della sera del 28 gennaio 1988 sulla base di dati ufficiali resi noti dal Ministero dell&#8217;Interno).</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.thefreak.it/la-fai-rivendica-la-gambizzazione-di-adinolfi-torna-il-fantasma-degli-anni-di-piombo/anni-di-piombo/" rel="attachment wp-att-8079"><img class="aligncenter  wp-image-8079" src="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/anni-di-piombo-650x156.png" alt="" width="585" height="140" /></a></p>
<p>I responsabili? Tanti. Tanti individui, tanti gruppi, tante “cellule”, ma solo <strong>due colori: Rossi e Neri.</strong></p>
<p>Poco importa che l’ispiratore fosse Karl Marx o Julius Evola.Il nemico era comune: il capitalismo. L’obiettivo il medesimo: l’eversione dello Stato.</p>
<p>L’unico modo per salvare l’Italia dalla corruzione politica, dalla disoccupazione, dallo sfruttamento del proletariato. Un intervento concreto, immediato e non pacifico.</p>
<p>La violenza sarebbe stata rivolta <em>in primis </em>contro obiettivi mirati: politici, imprenditori e <em>white collars</em>. Solo in un secondo momento, quando tutti i lavoratori sarebbero stati finalmente sensibili alla causa si sarebbe realizzata la rivoluzione.</p>
<p>Uno scenario lontano dalla realtà odierna. Ma i recenti attentati sembrano preludio di qualcosa che ricorda la fine degli anni ’60. Esagerato? Guardiamo alla cronaca.</p>
<p>Nel 2003, la polizia bloccò quattro lettere bomba indirizzate alle istituzioni dell’Unione Europea. Il gruppo rivendicò la responsabilità affermando di aver voluto colpire «apparati di controllo/repressivi e protagonisti della messinscena democratica che saranno figure e istituzioni cardine del nuovo ordine europeo».</p>
<p>Il 26 marzo 2010, fallisce per l&#8217;innesco anticipato di un plico esplosivo un attentato organizzato ai danni della Lega Nord. Il 2 novembre dello stesso anno, viene intercettato un pacco bomba indirizzato a Silvio Berlusconi.</p>
<p>Il 23 dicembre 2010, due pacchi sono esplosi nelle mani degli addetti delle Ambasciate della Svizzera e del Cile in Italia, ferendoli abbastanza gravemente. Attentati parimenti rivendicati dalla FAI, mentre un terzo plico non è esploso grazie all&#8217;accortezza di un addetto alla corrispondenza dell&#8217;Ambasciatore di Grecia presso il Quirinale.</p>
<p>Il 31 marzo 2011, una lettera bomba è esplosa negli uffici di Swissnuclear a Olten (Svizzera), ferendo due donne.</p>
<p>Il giorno 8 dicembre 2011 un pacco-bomba esplode nella sede di Equitalia a Roma e ferisce a una mano e agli occhi il direttore generale Marco Cuccagna. Un analogo pacco esplosivo viene indirizzato nella stessa giornata al presidente della Deutsche Bank, Josef Ackermann a Francoforte ma viene intercettato, scongiurando l&#8217;esplosione potenzialmente letale. Entrambe le azioni sono rivendicate dalla FAI.</p>
<p><a href="http://www.thefreak.it/la-fai-rivendica-la-gambizzazione-di-adinolfi-torna-il-fantasma-degli-anni-di-piombo/fai-comunicato/" rel="attachment wp-att-8080"><img class="aligncenter size-medium wp-image-8080" src="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/fai-comunicato-271x400.jpg" alt="" width="271" height="400" /></a></p>
<p>L&#8217;11 maggio 2012, la gambizzazione di Adinolfi e, in ultimo, il 12 maggio 2012 esplode presso la sede di Equitalia di Livorno, una bomba Molotov. La seconda resta inesplosa. Nessuna rivendicazione. Non ancora.</p>
<p><strong>Rossi. Neri. E chi  è il FAI?</strong></p>
<p>La Federazione Anarchica Informale sarebbe definibile come un movimento terroristico, dalla struttura &#8220;orizzontale&#8221;, composta da vari gruppi terroristici di matrice anarchica, uniti dalla loro comune fede nell&#8217;azione armata rivoluzionaria. I gruppi che fanno parte della FAI agiscono sia come organizzazioni separate, sia sotto la sigla FAI e attualmente – secondo lo stesso database della FAI – sono: la Brigata 20 luglio, le Cellule contro il Capitale, il Carcere, i suoi Carcerieri e le sue Celle (detta anche &#8220;le 5 C&#8221;), la Cooperativa Artigiana Fuoco e Affini, Solidarietà internazionale, il Gruppo anarchico Morales, la Cellula rivoluzionaria Lambros Fountas, le Cellule Insorgenti Metropolitane, le Cellule armate per la solidarietà internazionale, il Nucleo Rivoluzionario Horst Fantazzini, la Narodna Volja, la Rivolta Tremenda, la Rivolta Animale, le Sorelle in armi, nucleo Mauricio Morales, e – a quanto pare – la cellula Olga.</p>
<p>Le modalità di azione sono dichiaratamente: il pacco bomba, l’attentato, la gambizzazione.</p>
<p>Ricordano vagamente le BR. I brigatisti si erano dotati di un preciso codice penale: <strong>reati e gradazioni della pena.</strong></p>
<p>A seconda della gravità del “crimine contro il proletariato urbano”, due erano le pene: gambizzazione o omicidio.</p>
<p>La FAI utilizza inoltre le stesse armi. La Tokarev. Tuttavia, al di là delle fantasiose teorie che vedono nella stella a cinque punte sul calcio della pistola un particolare valore simbolico, la Tokarev non è stata utilizzata dal FAI, così come a suo tempo dalle BR, per un rievocare la rivoluzione sovietica, ma per la ben più banale ragione delle risorse finanziarie. Un’arma nuova costa. Le stesse BR utilizzavano armi della prima e della seconda guerra mondiale che i partigiani o semplicemente i nonni avevano nascosto in casa.</p>
<p>Troppe le similitudini. Oggi si deprecano tali attentati e si spera di non rivivere lo stesso terrore di 40 anni fa, sperando che &#8211; al contrario di quanto avvenne allora &#8211; le autorità non sottovalutino questo fenomeno.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.thefreak.it/la-fai-rivendica-la-gambizzazione-di-adinolfi-torna-il-fantasma-degli-anni-di-piombo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>The Freak&#8217;s Note Collection speciale anni 90!</title>
		<link>http://www.thefreak.it/the-freaks-note-collection-speciale-anni-90/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=the-freaks-note-collection-speciale-anni-90</link>
		<comments>http://www.thefreak.it/the-freaks-note-collection-speciale-anni-90/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 11:33:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittoria Favaron</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Baricco]]></category>
		<category><![CDATA[anni90]]></category>
		<category><![CDATA[Annie Lennox]]></category>
		<category><![CDATA[audiocassette]]></category>
		<category><![CDATA[beverly hills]]></category>
		<category><![CDATA[cartoni animati]]></category>
		<category><![CDATA[Corona]]></category>
		<category><![CDATA[Discomusic]]></category>
		<category><![CDATA[discoteche]]></category>
		<category><![CDATA[Dylan Dog]]></category>
		<category><![CDATA[giochi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Falcone]]></category>
		<category><![CDATA[Helmut Newton]]></category>
		<category><![CDATA[Lady Diana]]></category>
		<category><![CDATA[leggerezza]]></category>
		<category><![CDATA[Madonna]]></category>
		<category><![CDATA[merendine]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[muro di Berlino]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[rivalutazione]]></category>
		<category><![CDATA[Spice Girls]]></category>
		<category><![CDATA[The Cramberries]]></category>
		<category><![CDATA[thefreak]]></category>
		<category><![CDATA[thefreak curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[thefreak musica]]></category>
		<category><![CDATA[vittoria favaron]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thefreak.it/?p=8110</guid>
		<description><![CDATA[Alessandro Baricco, nel suo saggio I Barbari, spiegava le fattezze e le evoluzioni di una società in preda a problemi di mutazioni strane, difficilmente inquadrabili e catalogabili, che andavano dalla musica, al vino, ai libri, ma sicuramente riconducibili agli anni del III millennio appena dispiegato. Se provassimo ad applicare le stesse perplessità e contraddizioni, le ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alessandro Baricco, nel suo saggio I Barbari, spiegava le fattezze e le evoluzioni di una società in preda a problemi di mutazioni strane, difficilmente inquadrabili e catalogabili, che andavano dalla musica, al vino, ai libri, ma sicuramente riconducibili agli anni del III millennio appena dispiegato.</p>
<p>Se provassimo ad applicare le stesse perplessità e contraddizioni, le stesse stonature e sbavature al decennio ultimo del novecento, e cioè gli Anni 90, rimarremmo felicemente stupiti di come quegli anni, che hanno segnato vite e attitudini dell’attuale generazione che va dai 20-40 anni, viste con gli occhi dell’oggi appaiono incredibilmente rivalutati e inneggiati, quasi rimpianti.</p>
<p>C’è stato un tempo in cui su Internet girava un video e un testo in cui si citavano oggetti, cibi, attività che hanno caratterizzato gli anni 90, un certo tipo di musica, un certo tipo di moda e di gusti che hanno attraversato persone e stati d’animo, segnandoli profondamente. Questa ventata nostalgica è da contestualizzare sicuramente ai giorni che oggi viviamo, alla freneticità e alla precarietà di cui sono imbevute le nostre scansioni quotidiane, i nostri progetti e i nostri sguardi sul presente e sul futuro. E si sa, ogni volta che i tempi moderni ci deludono e ci affaticano, buona pratica è sempre quella di fare un salto nel passato prossimo, e usare il nostro vissuto adolescenziale e fanciullesco come soffice paracadute di pensieri sbagliati e feriti.</p>
<p>Dylan Dog, la Gialappa’s, i Cartoni Animati, le musicassette, il Grounge, la Pubblicità, la Televisione come cartina tornasole di ogni evento che avesse una rilevanza. Ma più tragicamente la morte di Falcone e Borsellino, la caduta di una storia politica italiana vedi Tangentopoli (che vista con gli strumenti della cronaca attuale sembra una vicenda da Banda Bassotti), i primi computer nelle case, gli echi della moneta Europea, Baggio che sbaglia il rigore della vita, il mix di stili eterogenei e moda sgargiante e sfacciata, Beverly Hills 90210,  Le Spice Girls, David Lynch e il suo capolavoro Twin Peaks, i film dei Vanzina, tutta la letteratura emergente vista con occhi accidiosi e di scherno e che superata la prima decade dei 2000 viene portata trionfalmente come certezza letteraria assoluta, la morte di Lady D, la nascita artistica di Ludovico Einaudi, Helmut Newton, e l’elenco non avrebbe fine.</p>
<p>Ma su tutto, quello che degli anni 90 viene ricordato e inneggiato con costante piglio malinconico sposato a un seguito ilare e godereccio è sicuramente La Disco Music. Un mix di pacchianeria, suoni distorti, testi futili, underground spinta, codini da liceali, luoghi alienanti e continua esigenza di svago e leggerezza, che riflette, anzi rifletteva alla perfezione il moto sociale del tempo, un liberarsi da pesantezze relative a blocchi politici contrapposti, guerre freddissime, impegno culturale e costumi che andavano a diventare sempre più discutibili e sempre meno censurati.</p>
<p>La Musica segna le storie che racconta, o quelle a cui si intreccia, sia quando è volutamente richiamata o cercata e sia quando è evocativa e schietta, senza bisogno di presentazioni di circostanza. La Freak’s Note di questa settimana è uno spensierato inno agli Anni 90, sarà perché la primavera porta con sé spensieratezza e voglia di lasciarsi andare, sarà perché invoglia alle danze e al più futile vivere, sarà perché noi Italiani siamo nostalgici per definizione e la frase “si stava meglio quando si stava peggio” potrebbe essere accostata tranquillamente alla sigla “la legge è uguale per tutti” e sarà anche perché I Barbari si ripetono sempre, e ogni cosa vista con la lente tenuta a dovuta distanza assume caratteri di specialità e preziosismi di raro corso, o forse no?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Back to the past e Buon ascolto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>No More I love you &#8211; Annie Lennox</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/BiYF7pUPuFs?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Wannabe &#8211; Spice Girls</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/gJLIiF15wjQ?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Frozen &#8211; Madonna</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/pbhByOf6dnY?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The Rhythm of the night &#8211; Corona</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/r5-fXh-VP5g?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La terra dei cachi &#8211; Elio e le storie tese</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/dMrZh3sIVYI?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The Bad Touch &#8211; Bloodhound Gang</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/xat1GVnl8-k?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Shiny Happy People &#8211; REM</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/iCQ0vDAbF7s?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>From disco to disco &#8211; Whirlpool Production</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/06-vBrp5xw4?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Just my imagination &#8211; The Cramberries</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/SHoHIL2ABVQ?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.thefreak.it/the-freaks-note-collection-speciale-anni-90/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Diario di una pole dancer perbene: speciale mamma&#8230;</title>
		<link>http://www.thefreak.it/diario-di-una-pole-dancer-perbene-speciale-mamma/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=diario-di-una-pole-dancer-perbene-speciale-mamma</link>
		<comments>http://www.thefreak.it/diario-di-una-pole-dancer-perbene-speciale-mamma/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 09:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eve Delirio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Libri, Racconti, Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[baci perugina]]></category>
		<category><![CDATA[diario di una pole dancer perbene]]></category>
		<category><![CDATA[diario eve delirio]]></category>
		<category><![CDATA[eve delirio]]></category>
		<category><![CDATA[eve delirio the freak]]></category>
		<category><![CDATA[festa della mamma]]></category>
		<category><![CDATA[fiuggi]]></category>
		<category><![CDATA[iris]]></category>
		<category><![CDATA[mamma]]></category>
		<category><![CDATA[marlene dietrich]]></category>
		<category><![CDATA[pertica]]></category>
		<category><![CDATA[pole dance]]></category>
		<category><![CDATA[racconti the freak]]></category>
		<category><![CDATA[regalo]]></category>
		<category><![CDATA[the freak]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thefreak.it/?p=8054</guid>
		<description><![CDATA[E, scritta così, mi rendo conto possa sembrare uno di quegli inserti da giornale scandalistico con tanto di servizio fotografico scioccante. E, in effetti, ce la vedo mia madre in occhiale da sole ultra-coprente che evita, adirata-ma-senza-scomporsi, orde di paparazzi affamati di gossip. Non che mia madre sia un personaggio noto, intendiamoci, ma semplicemente, ha ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E, scritta così, mi rendo conto possa sembrare uno di quegli inserti da giornale scandalistico con tanto di servizio fotografico scioccante.</p>
<p>E, in effetti, ce la vedo mia madre in occhiale da sole ultra-coprente che evita, adirata-ma-senza-scomporsi, orde di paparazzi affamati di gossip.</p>
<p>Non che mia madre sia un personaggio noto, intendiamoci, ma semplicemente, ha sempre avuto un certo savoir faire che, a malincuore devo ammettere, non è riuscita a trasmettermi. La donna più bella che abbia mai visto, forse perché la guardavo con occhi di bambina, forse perché lei era semplicemente Troppo da emulare, per quanto io poi mi sia ostinata a tingermi di biondo (con mensile gaudio della mia parrucchiera).</p>
<p><em>&#8220;Non svengo mai perché non sono sicura di cadere con grazia, e non annuso i sali perché mi gonfiano gli occhi.&#8221;</em></p>
<p>Se dovessi riassumervi la mia genitrice in una battuta, probabilmente dovrei  appellarmi a &#8220;Testimone d&#8217; accusa.&#8221;</p>
<p>Ed essendo domani la sua festa, cosa a cui tiene particolarmente, visto che comunque è una donna tradizionalista, ho pensato di comprarle un regalo.</p>
<p>Lista dei potenziali presenti (su un post-it giallo abilmente rubato alla mia coinquilina):</p>
<p>-  confezione baci preugina e co.  Problema: non mangia spesso cioccolato. Le praline argentee finirebbero nella credenza della cucina a marcire in saecula saeculorum. Pace all&#8217;anima (di nocciola) loro.</p>
<p>- pacchetto massaggi in una spa. Mia madre odia i massaggi (lo so che suona come un&#8217;aberrazione&#8230;), probabilmente li ritiene una perdita di tempo prezioso sottratto ad un potenziale viaggio in giro per il globo terracqueo.</p>
<p>- viaggio in giro per il suddetto globo. Non ho tutti quei soldi sulla carta di credito. Al massimo, potrei prenotare due biglietti per Fiuggi, ma sarei costretta a portarla alle terme, a quel punto. (Vedi sopra).</p>
<p>-fiori. Iris blu. I suoi preferiti. I &#8220;giaggioli&#8221;, per come li chiama lei. Mia madre sa di iris, anche se indossa una di quelle fragranze agli agrumi che urtano il mio sistema olfattivo. Sa di iris. Probabilmente si finisce sempre con l&#8217;avere il profumo di ciò che amiamo.</p>
<p>Comunque sia, sì, credo che opterò per quest&#8217;ultima soluzione.</p>
<p>E per quest&#8217;articolo. Che, come tante, infinite volte nella vita, la farà imbarazzare. Ma, spero, alla fine dei conti, anche sorridere.</p>
<p>Come quando le dissi per la prima volta, in un centro commerciale, &#8220;&#8230;sai che pratico una disciplina aerea&#8230;. la pole dance&#8230;&#8221; e tutto quello che rispose fu &#8220;&#8230;ti romperai la testa. &#8220;</p>
<p>Perché la associò alla lap dance. E a una potenziale caduta da tre metri di altezza, con tanto di sirena di ambulanza e fiori tombali di plastica scolorita. E, tuttavia, per un amore che va ben oltre la contrarietà, non mi disapprovò apertamente.</p>
<p>Perché una volta, qualcuno mi disse che &#8220;non si giudica mai chi si ama&#8221;, eppure oggi devo dissentire. Credo si giudichi sempre e comunque. Ma per Amore, quello che i bigliettini della Perugina tentano di descrivere dall&#8217;era dei dinosauri (e forse è per questo che hanno liberamente optato per l&#8217;estinzione di massa), si dimentica l&#8217;istante successivo.</p>
<p>E forse domani, come da una vita a questa parte, il regalo più grande lo farà comunque lei a me.</p>
<p>Proverà a capire. I miei bizzarri sogni. Le mie prese di posizione. E le mie prese di pole dance.</p>
<p>E, per chi ci ama, non è un dovere Capire.</p>
<p>Ma lo fa ugualmente. Per mille e mille giorni a venire. Lo farà ugualmente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In mezzo ai tuoi iris viola. Lo farai ugualmente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Keep calm and pole dance!</em></p>
<p> </p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/1M_E3Cjb9hs?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.thefreak.it/diario-di-una-pole-dancer-perbene-speciale-mamma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il conflitto religioso e l’integralismo attraverso gli occhi delle donne. E ora dove andiamo?</title>
		<link>http://www.thefreak.it/il-conflitto-religioso-e-lintegralismo-attraverso-gli-occhi-delle-donne-e-ora-dove-andiamo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-conflitto-religioso-e-lintegralismo-attraverso-gli-occhi-delle-donne-e-ora-dove-andiamo</link>
		<comments>http://www.thefreak.it/il-conflitto-religioso-e-lintegralismo-attraverso-gli-occhi-delle-donne-e-ora-dove-andiamo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 08:46:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adriana Bonomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[adriana bonomo]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto intereligioso]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[integralismo]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Nadine Labaki]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thefreak.it/?p=7672</guid>
		<description><![CDATA[Se davvero, come sosteneva Edward Said, l&#8217;«Oriente» è un&#8217;invenzione occidentale. Se davvero non è possibile conoscere un mondo senza viverlo. Nadine Labaki ci guida alla scoperta dell’integralismo religioso attraverso gli occhi delle donne libanesi. Forse passato in sordina in Italia, dove poche sale lo hanno trasmesso (o trasmesso poco), “E ora dove andiamo?” rappresenta il ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se davvero, come sosteneva Edward Said, l&#8217;«Oriente» è un&#8217;invenzione occidentale. Se davvero non è possibile conoscere un mondo senza viverlo. Nadine Labaki ci guida alla scoperta dell’integralismo religioso attraverso gli occhi delle donne libanesi.</p>
<p>Forse passato in sordina in Italia, dove poche sale lo hanno trasmesso (o trasmesso poco), “E ora dove andiamo?” rappresenta il secondo successo della regista e attrice libanese <strong>Nadine Labaki</strong>.</p>
<p>Un film commedia che racconta il conflitto religioso in un piccolo paesino del Libano, le tensioni tra Cristiani e Musulmani che, lungi dall’essere reali, sono fomentate da un conflitto statale di cui una così piccola comunità, arroccata sul suo eremo, ha un’immagine vaga, un’eco lontano.</p>
<p>In questo piccolo spaccato di Medio Oriente, le donne ricorrono a qualunque – proprio qualunque – strumento per sedare le tensioni intereligiose. Una commedia brillante, a tratti amara, a tratti esilarante, ma comunque con una costante: il femminismo nelle relazioni internazionali.</p>
<p>Dopo il beirutiano Caramel (2007), Nadine Labaki torna a raccontarci delle donne, della loro quotidiana, della loro vita nel conflitto religioso in Medio Oriente. Ci narra di un mondo drammatico, dell’integralismo islamico, dell’integralismo cristiano, <strong>dell’intolleranza che non è più tollerabile.</strong> Un film polimorfico che spazia dalla commedia al dramma, passando per sfumature di musical che deliziando lo spettatore della poesia arabeggiante e gli strappano un sorriso. Il risultato è certamente encomiabile, soprattutto alla luce del fatto che la maggior parte degli interpreti non sono attori professionisti.</p>
<p>Un modo per ridere, un modo per volgere gli occhi a un mondo reale e diverso, un modo per adottare un punto di vista che non è idealista o utopista, ma che riflette un <strong>mondo futuribile e reale</strong>.</p>
<p>E se si guarda al presente della guerra civile in Liberia dove le negoziazioni si sono aperte grazie allo sciopero del sesso indetto da migliaia di donne, sotto la guida di <strong>Leymah Gbowee</strong>, e all’intervento istituzionale dell’attuale Presidente, <strong>Ellen Johnson Sirleaf</strong>, Il film della Nabaki è più attuale che mai. La realtà del femminismo sembra essersi fatta fiction. O forse, proprio dalla fantasia cinematografica la realtà ha tratto ispirazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Regia: <strong>Nadine Labaki</strong></p>
<p>Sceneggiatura: Rodney Al Haddid, Jihad Hojeily, Nadine Labaki, Sam Mounier e in collaborazione con Thomas Bidegain.</p>
<p>Produzione: Les Films des Tournelles, Pathé, Les Films de Beyrouth, United Artistic Group, Prima TV, France 2 Cinéma, Chaocorp, Doha Film Institute, e in associazione con Canal+, CinéCinéma e France Télévision.</p>
<p>Distribuito in Italia da Eagles Pictures.</p>
<p>Premi nei festival internazionali:</p>
<p>-          <span style="text-decoration: underline">Broadcast Film Critics Association Awards</span> - Nomination per il Best Foreign Language Film (2011);<strong></strong></p>
<p>-          <span style="text-decoration: underline">Oslo Films from the South Festival</span> - Vincitore del Audience Award (2011);<strong></strong></p>
<p>-          <span style="text-decoration: underline">San Sebastián International Film Festival</span> - Audience Reward come Best European Film (2011); <strong></strong></p>
<p>-          <span style="text-decoration: underline">Toronto International Film Festival</span> - People&#8217;s Choice Award come Best Narrative Feature (2011).<strong></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.thefreak.it/il-conflitto-religioso-e-lintegralismo-attraverso-gli-occhi-delle-donne-e-ora-dove-andiamo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>70 battiti al minuto</title>
		<link>http://www.thefreak.it/70-battiti-al-minuto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=70-battiti-al-minuto</link>
		<comments>http://www.thefreak.it/70-battiti-al-minuto/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 05:48:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Maria De Rosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri, Racconti, Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[antonella de rosa]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[settanta battiti]]></category>
		<category><![CDATA[the freak]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thefreak.it/?p=7941</guid>
		<description><![CDATA[Lei aprì gli occhi, lui la guardò… Con le labbra sospese tra la parola e il respiro di chi aspetta. Alla fine decise di prenderle la mano con uno scatto che fece per un attimo sussultare lei che aveva gli occhi aperti . Veloce, le tirò via la mano poggiata molle sulle coperte e se ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lei aprì gli occhi, lui la guardò… Con le labbra sospese tra la parola e il respiro di chi aspetta. Alla fine decise di prenderle la mano con uno scatto che fece per un attimo sussultare lei che aveva gli occhi aperti . Veloce, le tirò via la mano poggiata molle sulle coperte e se l’appoggiò al cuore. Veloce. Come se quello che stava succedendo dentro di lui potesse, da un momento all’altro fermarsi. Regalarle l’ultimo battito di un cuore incredulo. Una tachicardia feroce. Un&#8217;angina di emozioni che confuse premevano sulle 3 pareti di quel muscolo vermiglio . Lei era lì. Girò piano la testa sprofondando nel cuscino. Gli occhi di nuovo chiusi.  Lui aspettò. Con la mano sul cuore che non smetteva di battere. Aspettò a lungo. Le luci della città si spensero e si accesero . Una volta, due volte, tre. Finché lei riaprì gli occhi e vide che la sua mano era ancora lì, le dita che le formicolavano per essere stata costretta in una posizione scomoda, sul petto di lui. Lui che aveva le stesse labbra socchiuse e gli occhi che la fissavano; che la imploravano di riempire quello spazio, quella fessurina tra i denti con parole, gesti… Lei non parlò, non tolse la mano. Ma prese quella di lui e se la poggio tra la scapola sinistra e la curva del seno . E per un momento lui ebbe la certezza: sarebbe morto. Il cuore gli sarebbe esploso nel petto. Muscoli, fibre nervose e vasi sanguigni avrebbero ceduto: il momento più felice della sua vita. E invece stranamente il cuore batteva piano, lento ,70 piccole spinte che al minuto spezzavano l’immobilità di quei corpi. E lui chiuse le labbra. Chiuse gli occhi . E capì. Non era il suo cuore che batteva piano. Lui sarebbe morto comunque . Lasciò andare quella mano. E aspettò. Aspettò che la luce disegnasse le coperte, il ricordo di un corpo disteso a 5 cm dal suo. Aspettò la notte e il vento fresco per portargli il profumo della sua pelle. Una volta,due volte,tre. Non aprì gli occhi. Non ancora. Allungò la mano sperando che lei fosse solo un po’ più distante,girata su un fianco, lì dove le sue dita non potevano toccarla. Ma più si sporgeva in avanti e più sentiva solo il freddo di un letto vuoto a metà. Quel cuore che non voleva saperne di calmarsi. La ragione che si rifiutava di vedere. Ma gli occhi si aprirono. E vide. Vide finalmente che lei non c’era più. Se n’era andata . 70 battiti al minuto. Tolse la mano dal suo cuore. Per questa volta era sopravvissuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.thefreak.it/70-battiti-al-minuto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Workers &#8211; pronti a tutto</title>
		<link>http://www.thefreak.it/workers-pronti-a-tutto-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=workers-pronti-a-tutto-2</link>
		<comments>http://www.thefreak.it/workers-pronti-a-tutto-2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 07:16:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[adriana bonomo]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia interinale]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Tiberi]]></category>
		<category><![CDATA[badante]]></category>
		<category><![CDATA[casa del cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinema italiano]]></category>
		<category><![CDATA[cirisi]]></category>
		<category><![CDATA[comicità]]></category>
		<category><![CDATA[commedia]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza stampa]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi Frassica]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Virgilio]]></category>
		<category><![CDATA[Dario Bandiera]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[economica]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Pannofino]]></category>
		<category><![CDATA[Galliano Juso]]></category>
		<category><![CDATA[grottesco]]></category>
		<category><![CDATA[ironia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Vignolo]]></category>
		<category><![CDATA[maricia dazzi]]></category>
		<category><![CDATA[mercato del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Michelangelo Pulci]]></category>
		<category><![CDATA[Minerva Film]]></category>
		<category><![CDATA[Nicole Grimaudo]]></category>
		<category><![CDATA[Nino cinecitta luce]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Briguglia]]></category>
		<category><![CDATA[pronti a tutto]]></category>
		<category><![CDATA[Rai cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Sardo]]></category>
		<category><![CDATA[the freak]]></category>
		<category><![CDATA[the freak cinema]]></category>
		<category><![CDATA[the freak interviste]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thefreak.it/?p=7993</guid>
		<description><![CDATA[Non esistono lavori brutti. Esistono solo lavori che non vogliamo fare. Ieri, 9 maggio 2012, alla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma, è stato presentato in anteprima Workers, pronti a tutto, film di Lorenzo Vignolo, nato da un idea di Galliano Juso e Stefano Sardo, dalla regia e dal cast tutto italiano e che ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Non esistono lavori brutti. Esistono solo lavori che non vogliamo fare.</strong></p>
<p>Ieri, 9 maggio 2012, alla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma, è stato presentato in anteprima <strong>Workers</strong>, pronti a tutto, film di Lorenzo Vignolo, nato da un idea di Galliano Juso e Stefano Sardo, dalla regia e dal cast tutto italiano e che proprio dell’Italia vuole parlare. <strong>The Freak</strong> c&#8217;era!</p>
<p>Commedia comica, dal tono ironico e a tratti anche grottesco, Workers racconta, all’interno della cornice di un ufficio di impiego interinale, tre storie di ragazzi che, in cerca di lavoro, sono appunto disposti ad adattarsi a qualsiasi proposta venga loro offerta.</p>
<p>Sandro e Filippo, gli agenti interinali, ricordano, lungo la pellicola, le storie più assurde delle quali sono stati testimoni: Giacomo, per evitare lo sfratto, si improvvisa badante di un portatore di handicap dissoluto e volgare.</p>
<p>Italo lavora in un allevamento di tori come prelevatore di campioni genetici di esemplari da riproduzione e si fingerà un chirurgo per conquistare Tania.</p>
<p>Alice è una truccatrice sui generis, nella disperata ricerca di un impiego si è  infatti dovuta adattare a truccare i defunti, e, come se già non bastasse, proprio a lavoro dovrà fare i conti con un incontro &#8220;piuttosto particolare&#8221;.</p>
<p>Nato come progetto per una commedia a episodi, Workers, distribuito da Cinecittà Luce, approderà nelle sale cinematografiche venerdì 11 Maggio. A Roma sarà trasmesso nei cinema: Adriano, Aquila, Lux, e dai cinema della catena UCI e The Space.</p>
<p>L’idea – ci racconta Lorenzo Vignolo – era di realizzare una commedia sul lavoro, una <strong>radiografia dai toni leggeri</strong>.</p>
<p>Nello sfondo della crisi italiana, in cui i giovani che entrano, o tentano di entrare nel mercato del lavoro, vivono la frustrazione dell’impossibilità di realizzare i loro progetti, <strong>Workers sfida il dramma reale con una tagliente ironia</strong> e tanta comicità.</p>
<p>Tono insolito per un momento così drammatico: “In Italia ci si fanno troppi problemi sul tono appropriato dei temi” contro ribatte lo sceneggiatore Stefano Sardo “Non esiste un tema che preclude l’uso di un tono”.</p>
<p>E visto il risultato, non si potrebbe dissentire. La commedia riesce a far sorridere sulla drammaticità della disoccupazione non con tono di scherno, ma con l’incoraggiamento a percorrere nuove strade, percorsi alternativi che non avremmo mai immaginato.</p>
<p>Dopotutto – come dice Sandro (uno dei due agenti interinali, interpretato da Michelangelo Pulci) – “<strong>non esistono lavori brutti, esistono solo lavori che non vogliamo fare</strong>”. Tutte le storie hanno infatti un punto di raccordo: lavori che i protagonisti non vogliono fare e, al contempo, porte che aprono possibilità che loro stessi non avrebbero mai immaginato.</p>
<p>Si teme che questa sceneggiatura irriverente susciti una reazione critica nel pubblico. Soprattutto alla luce del fatto che in chiave comica è trattato non solo il mercato del lavoro in crisi, ma anche il tema dell’handicap.</p>
<p>Nella storia del ‘<strong>Badante</strong>’, Giacomo (Alessandro Tiberi) accetta di assistere Mario Spada (Francesco Pannofino), un portatore di handicap impertinente, insolente, dipendente da droghe e pieno di vizi. Un “paralitico” che sfida il <em>politically correct</em>.</p>
<p>Lo stereotipo cinematografico è quello del disabile come “persona triste, pensosa” ci dice Alessandro Tiberi “<strong>Noi</strong> <strong>non vogliamo essere buonisti a tutti i costi</strong>”.</p>
<p>E alla domanda sui lavori collaterali che i protagonisti di Workers hanno svolto nella loro vita, <strong>si apre il</strong> <strong>vaso di Pandora</strong>.</p>
<p>Nino Frassica debuttava come attore già nel 1985 in  &#8221;FF.SS.&#8221; &#8211; Cioè: &#8220;&#8230;che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?&#8221;. Nicole Grimaudo (nel film, Alice) ammette di aver recitato sin dai 15 anni. I soli lavori che sa fare li ha imparati sul set, da Medicina Generale a R.I.S., e confessa che, se non fosse attrice, dovrebbe veramente ricominciare da zero.</p>
<p>Tuttavia, <strong>non tutti sono </strong><strong>“</strong><strong>nati</strong><strong>”</strong><strong> attori</strong>.</p>
<p>Francesco Pannofino era bibitaro in tribuna Tevere.</p>
<p>Dario Bandiera (nel film, Italo) ha avuto una fulminea carriera di 2 giorni come lavapiatti per 20 mila lire al giorno, e come cameriere, dove è stato licenziato dopo una settimana. Poi, la svolta, animatore nei villaggi turistici. “Sottopagato ma si faceva <em>buddiello</em>”  sottolinea l’attore con linguaggio istrionico, nel dialetto che da sempre contraddistingue la sua recitazione.</p>
<p>Daniela Virgilio (Tania) ci racconta di essere stata “come un po’ tutti, cameriera e anche la ragazza del punto Snai”. “Quella fortunata ragazza a cui il vincitore lascia sempre qualche soldo”, ricorda sorridendo.</p>
<p>Michelangelo Pulci è stato, oltre che noto comico, anche venditore.</p>
<p>Pietro Casella: decoratore, macellaio, portantino, pony express. E persino Andrea Bruschi ha iniziato vendendo quadri per telefono.</p>
<p>Insomma, un cast con un’esperienza alle spalle! Un cast che in Workers ha indossato dei panni familiari.</p>
<p>Come lo stesso Frassica (nel film, Don Ciccio Tartanna, boss latitante di Cosa Nostra) ha detto con ironia “<strong>il mio </strong><strong>è</strong><strong> un ruolo autobiografico. Quando ho letto questa sceneggiatura, ho subito voluto fare il ruolo di Nicole Grimaudo!</strong>”. Frassica veste bene i grotteschi panni del mafioso, un boss che – come lo stesso attore ci confida – non sembra in grado di far male a una mosca, lontano dalla realtà di quei “fetenti”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Workers </strong>riesce dunque a fare sorridere il suo pubblico nonostante la tematica trattata sia quanto mai pesante nella sua attualità, sullo sfondo di una bellissima Torino, i personaggi riescono a scovare il lato buono nelle proprie peripezie lavorative, regalando agli spettatori piccoli esempi di coraggio e speranza.</p>
<p>Nota di merito va riconosciuta alle musiche del film, opera dello stesso sceneggiatore, il quale, non a caso, da piccolo voleva fare la Rock Star. Melodie empiriche quelle di Workers, nate ancora prima della stessa pellicola. Niente composizione pre-esecuzione, niente quartetti convenzionali. Mandolino, Xilofoni, pianoforti scordati, tamburi, ukulele e banjo. Strumenti selezionati e fuori dal coro. Proprio come le storie dei protagonisti.</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/wIUMZNbBJvk?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Un film dal forte impatto emotivo per l&#8217;oggetto della sceneggiatura ma allo stesso tempo scorrevole e divertente, capace di illuminare la più grave piaga della nostra società moderna sotto un&#8217;ottica e originale e innovativa.</p>
<p>I giovani di Workers incarnano dunque la nostra generazione che, purtroppo, è oramai abituata al tentativo di ridere dei propri guai.</p>
<p>Spesso per forza di cose non ci si riesce, ma due risate, a tratti anche amare, sicuramente non possono che scappare con la visione di questo film, e per questo non possiamo che consigliarvi  di non perdervelo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cura di Maricia Dazzi e Adriana Bonomo</p>
<p> <img title="gallery link=&quot;file&quot;" src="http://www.thefreak.it/wp-includes/js/tinymce/plugins/wpgallery/img/t.gif" alt="" /><br />
<a href='http://www.thefreak.it/workers-pronti-a-tutto-2/workers-pronti-a-tutto-la-bellissima-nicole-grimaudo-in-una-scena-del-film-235257-2/' title='workers-pronti-a-tutto-la-bellissima-nicole-grimaudo-in-una-scena-del-film-235257'><img width="150" height="150" src="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/workers-pronti-a-tutto-la-bellissima-nicole-grimaudo-in-una-scena-del-film-2352571-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="workers-pronti-a-tutto-la-bellissima-nicole-grimaudo-in-una-scena-del-film-235257" title="workers-pronti-a-tutto-la-bellissima-nicole-grimaudo-in-una-scena-del-film-235257" /></a><br />
<a href='http://www.thefreak.it/workers-pronti-a-tutto-2/workers_conferenza_stampa_9-5-2012_2-2/' title='workers_conferenza_stampa_9.5.2012_(2)'><img width="150" height="150" src="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/workers_conferenza_stampa_9.5.2012_21-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="workers_conferenza_stampa_9.5.2012_(2)" title="workers_conferenza_stampa_9.5.2012_(2)" /></a><br />
<a href='http://www.thefreak.it/workers-pronti-a-tutto-2/1336396501876_12-1-2/' title='1336396501876_12-1'><img width="150" height="150" src="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/1336396501876_12-11-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1336396501876_12-1" title="1336396501876_12-1" /></a><br />
<a href='http://www.thefreak.it/workers-pronti-a-tutto-2/nino-frassica-2/' title='Nino-Frassica'><img width="150" height="150" src="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/Nino-Frassica1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Nino-Frassica" title="Nino-Frassica" /></a><br />
<a href='http://www.thefreak.it/workers-pronti-a-tutto-2/il-regista-lorenzo-vignolo1/' title='il-regista-Lorenzo-Vignolo1'><img width="150" height="150" src="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/il-regista-Lorenzo-Vignolo11-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="il-regista-Lorenzo-Vignolo1" title="il-regista-Lorenzo-Vignolo1" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.thefreak.it/workers-pronti-a-tutto-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Uomini che &#8220;musicano&#8221; le donne&#8230;al primo appuntamento.</title>
		<link>http://www.thefreak.it/uomini-che-musicano-le-donne-al-primo-appuntamento/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=uomini-che-musicano-le-donne-al-primo-appuntamento</link>
		<comments>http://www.thefreak.it/uomini-che-musicano-le-donne-al-primo-appuntamento/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 06:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittoria Favaron</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[alcol]]></category>
		<category><![CDATA[Appuntamento]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Silvestri]]></category>
		<category><![CDATA[De Gregori]]></category>
		<category><![CDATA[delusione]]></category>
		<category><![CDATA[discoteca]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Ibiza]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>
		<category><![CDATA[John Legend]]></category>
		<category><![CDATA[max gazzÃ¨]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[musica ska]]></category>
		<category><![CDATA[Pacha]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Conte]]></category>
		<category><![CDATA[paradossi]]></category>
		<category><![CDATA[Pino Daniele]]></category>
		<category><![CDATA[primo appuntamento]]></category>
		<category><![CDATA[taxi]]></category>
		<category><![CDATA[thefreak]]></category>
		<category><![CDATA[thefreak curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[U2]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<category><![CDATA[vinicio capossela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thefreak.it/?p=7436</guid>
		<description><![CDATA[“Il primo appuntamento deve essere perfetto” o almeno questa sembra essere la frase datata che viene pronunciata indistintamente da uomini e donne in procinto di incontrarsi con la lei o il lui del momento, for the first time! Poiché il primo incontro è sicuramente pari al biglietto da visita che nelle relazioni lavorative viene presentato ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Il primo appuntamento deve essere perfetto”</em> o almeno questa sembra essere la frase datata che viene pronunciata indistintamente da uomini e donne in procinto di incontrarsi con la lei o il lui del momento, for the first time!</p>
<p>Poiché il primo incontro è sicuramente pari al biglietto da visita che nelle relazioni lavorative viene presentato come prima mossa vincente, l’universo maschile è assolutamente consapevole di quanto sia fondamentale fare le giuste scelte per stupire la lei di turno e siglare il passaggio allo step successivo.</p>
<p>Ma Amiche care, siamo sicure che i nostri gentleman accidentali o prescelti sappiano davvero come far filare le cose e come consacrare a loro favore il primo appuntamento? Noi pensiamo che una ripassatina al vocabolario del perfetto “homme fatale” dovrebbero praticarla soprattutto “<strong>vedi alla voce musica giusta per un riuscitissimo first date”!</strong></p>
<p>Ma andiamo con ordine.</p>
<p>La selection musicale tende a variare da soggetto a soggetto, poiché entrano in ballo gusti e velleità personali ma questo non deve giustificare alcune “prodezze” maschili che si sostanziano in scelte apparentemente azzeccate, dal loro punto di vista, ma assolutamente imbarazzanti fino all’inadeguatezza completa tanto da sfiorare la gaffe inevitabile.</p>
<p>Alcuni esempi potrebbero rendere a pieno l’idea.</p>
<p>Invito per cena, lui che va a prendere lei sotto casa, ha già predisposto la soundtrack delle grandi occasioni che solitamente si sostanzia in un mix tra jazz di buona qualità o canzone d’autore alla Paolo Conte fino a De Gregori.</p>
<p>Relax e romanticismo assicurati e la lei da conquistare potrebbe rimanere amabilmente stupita e porrebbe le premesse desiderate, se non fosse che lui le chiede incurante di scegliere qualche cd dal cruscotto della macchina e a quel punto….tragedia: andando a scorrere tra i cd, lei troverà Ibiza 2011 Pacha Deluxe e Cocoricò mega Mix, ergo due tra le compilation di musica <em>discotecara </em>per eccellenza e capirà subito che dietro il romanticone tranquillo e soft che pensava avere di fianco, si nasconde un super “acchiappone” mondano che cavalca i discoclub più esclusivi e mette sotto lo zerbino note dolci e musica d’effetto.</p>
<p>Consiglio per i malcapitati: controllate sempre la vostra discografia personale che tenete in auto perchè potreste giocarvi facilmente la storia della vita o l’avventura di una sera!</p>
<p>Altro caso clinico è quando lui vuole fare colpo facile e indolore su una lei particolarmente appassionata di un gruppo o di un cantante preciso, (e solitamente la donzella della situazione ascolta Max Gazzè o i Tiromancino, sigh) e decide di regalarle i biglietti per il concerto, adducendo la classica scusa di essere anche lui un grande fan dei musicisti in questione.</p>
<p>Il piano sembra riuscire, lei rimane contenta e lui è in procinto di ostentare sicurezza per l’idea vincente che ha avuto, quando capita l’inevitabile.</p>
<p>Poco prima del concerto, mentre la “quasi coppia” è intenta a rendere posto tra gli spalti e godersi lo spettacolo, lei pone la domanda fatidica: &lt;&lt;ma a te di Max piace di più il “timido ubriaco” o “mentre dormi”?&gt;&gt; e lui rimane ritto come un ago di pino e inizia a sudare inerte dato che il primo Max che gli viene in mente è Pezzali e Gazzè non gli è mai andato giù.</p>
<p>La risposta risulta essere peggiore delle migliori previsioni: &lt;&lt;Ma non saprei, a me piacciono un po’ tutte&gt;&gt;.</p>
<p>E scende ahimè il gelo per due ore di fila di musica, in cui lei si rende tristemente conto che lui non conosce una, che sia una canzone del suo adorato cantautore e smaschera quel piano di conquista così ben congeniato. Il risultato è un freddo “ci sentiamo” e la successiva sequenza d’imprecazioni di “lui” contro Gazzè fino al ritorno a casa. In bianco naturalmente.</p>
<p>Ancor peggio, mie care, potreste ritrovarvi ad un concerto di musica Ska. Quando credevate di aver superato ormai da qualche tempo la fase adolescenziale, sarete invitate a “pogare” come non avete fatto mai.</p>
<p>“Ti piace questa musica?”, “Veramente l’ascoltavo quando avevo 16 anni”.</p>
<p>Il giorno dopo avrete lividi dappertutto, sarete ancora ubriache perché l’unica via d’uscita in quell’occasione è stata l’alcol. Ma soprattutto, avrete stampata nella mente un’unica scena: lui sudato come un cammello che cerca pian piano di abbracciarvi. Per fortuna nelle grandi città, c’è sempre un taxi a disposizione.</p>
<p>Quando meno te l’aspetti arriva il “a me piace la musica napoletana”. Ah sì? Sarete subito incuriosite, perché dopo poco lui vi chiederà di passare una serata a Napoli, a fare due passi sul lungo mare accompagnati dalla luna e dalle onde.</p>
<p>E quando ormai sarete già sicure che sarà una canzone di Pino Daniele, a cadenzare quel momento, magari “je sto vicino a te” o meglio ancora “E cerca e me capì”,   “Quando” oppure “Quanno chiove” e gli chiederete di farvi ascoltare qualcosa, Lui risponderà così:-“ Sai, io sono un appassionato dei Neo melodici. Conosci Alessio e Raffaello?”.ALESSIO E RAFFAELLO CHI???</p>
<p>Amiche care, se leggendo questa sfilza di situazioni al limite del paradossale e vi starete interrogando se i vostri lui o possibili lui vi hanno mai deliziato con proposte di questo genere, sappiate che la speranza non è mai persa.</p>
<p>Esperienze personali confermano come il maschio Alfa che fa breccia al primo appuntamento è semplicemente colui che non si cura della musica che voi ascoltate e non cerca di sfoggiare il suo arsenale discografico per fare colpo su di voi, e con questa “apparente indifferenza” riesce il più delle volte a rapire la curiosità della donna che sta corteggiando.</p>
<p>Sarà colui che entrando in un locale riconoscerà un pezzo di John Legend e si limiterà a sorridere senza dare nell’occhio oppure sarete colpite quando in procinto di pagare il vostro Spritz gli cadrà per sbaglio dal portaglio il biglietto del concerto di Vinicio Capossela che lui gelosamente conserva e tiene con sé.</p>
<p>Ancora, il lui dei sogni sarà colui che riconoscerà tra le scritte sul muro della strada che starete attraversando insieme qualche frase dei Pink Floyd o degli U2, e lo scoprirete perché una volta rientrate a casa, mentre vi state preparando per andare a dormire, un sms nella notte detterà cosi: <em>You say you want, Diamonds on a ring of gold Your story to remain untold Your love not to grow cold …and All I want is you (U2) .</em></p>
<p>Care amiche, se mai doveste arrivare sul vostro cellulare un messaggio del genere, non solo vi consigliamo di promuovere l’intraprendente <em>garcon</em> e di avallare il primo appuntamento in sua compagnia ma….di gareggiare per portarvelo all’altare!</p>
<p>Good luck and good sound a tutte!</p>
<p>A cura di Stefy Blood e Vittoria Favaron</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.thefreak.it/uomini-che-musicano-le-donne-al-primo-appuntamento/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Penelope sotto la pioggia</title>
		<link>http://www.thefreak.it/penelope-sotto-la-pioggia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=penelope-sotto-la-pioggia</link>
		<comments>http://www.thefreak.it/penelope-sotto-la-pioggia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 09:43:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittoria Favaron</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri, Racconti, Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[altalena]]></category>
		<category><![CDATA[CaffÃ¨ letterario]]></category>
		<category><![CDATA[comprensione]]></category>
		<category><![CDATA[confusione]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[freddo]]></category>
		<category><![CDATA[gente]]></category>
		<category><![CDATA[inconsapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[ombrelli]]></category>
		<category><![CDATA[Ostiense]]></category>
		<category><![CDATA[Penelope]]></category>
		<category><![CDATA[perdono]]></category>
		<category><![CDATA[pioggia]]></category>
		<category><![CDATA[ricordo]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[speranza]]></category>
		<category><![CDATA[thefreak]]></category>
		<category><![CDATA[thefreak racconti]]></category>
		<category><![CDATA[traffico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thefreak.it/?p=7249</guid>
		<description><![CDATA[Stazione metro San Paolo, a due passi da via Ostiense. Ci siamo io, il mio gracile ombrello e il solito centinaio di persone sconosciute che aspettano sotto una grondaia posticcia che smetta di piovere. Roma non è una città adatta alla pioggia. Parigi forse, sicuramente Londra, Amsterdam certo, Milano lo è per sana e robusta ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stazione metro San Paolo, a due passi da via Ostiense. Ci siamo io, il mio gracile ombrello e il solito centinaio di persone sconosciute che aspettano sotto una grondaia posticcia che smetta di piovere.</p>
<p>Roma non è una città adatta alla pioggia. Parigi forse, sicuramente Londra, Amsterdam certo, Milano lo è per sana e robusta costituzione, ma Roma no.</p>
<p>Ci sono persone a cui piace la pioggia, perché appicciano sopra tutta una serie di appellativi romantici, bellezza data dal tintinnio delle gocce e da vetri appannati, dall’acqua che scroscia e azzera ogni percezione, dalla libertà di camminare dentro la pioggia, come a lavare via un po’ di pensieri bastardi.</p>
<p>Io detesto la pioggia, da una vita fa. Si vive in precarietà perenne, si scivola, si procede a passi goffi sui marciapiedi e in mezzo alla gente, devi gestire ombrelli odiosi e contemporaneamente borse, cellulare e quant’altro.</p>
<p>Avete mai provato ad accendervi una sigaretta sotto la pioggia? Puntualmente perdi l’ombrello di mano, ti cade l’accendino, si bagna il filtro, tutto da rifare e non parliamo dei capelli umidi, del trucco sbavato.</p>
<p>Si detesto la pioggia, e ci sono finita dentro, oggi.</p>
<p>Oggi è un giorno diverso. Ero a casa e il telefono ha iniziato a squillare mentre io ammiravo dalla finestra il primo caos dettato dall’acqua che scendeva a cascate per strada, creando il solito panico di clacson, auto in fila, gente in delirio da buste della spesa. Il telefono continuava a squillare nel preciso istante in cui giuravo a me stessa di rimanere piantata a casa a godermi quell’increscioso spettacolo di pioggia e confusione.</p>
<p>Mi accorgo del suono, rispondo: Pronto? Resto in ascolto.</p>
<p>Silenzio, il mio, dopo un ripetuto deglutire e sudare freddo, con gli occhi accecati e il cuore in salamoia. Chiudo. 10 minuti. Scendo. Poi è solo un giro di metro e di inconsapevolezza.</p>
<p>Tuttora stordita, eppure è più di mezz’ora che ho riattaccato e sono scappata fin qui, completamente confusa ma vigile, all’incirca come in quei casi in cui vieni colta da eventi inaspettati, che creano un turbamento scenico e immediato. Devastanti.</p>
<p>Devastante, l’attesa che sono in procinto di consumare. Mi hai chiamata dopo anni di voluta assenza, di mutismo e distanza, di viltà ed egoismo. Mi hai chiamata, e non ero assolutamente preparata al tuo avvento.</p>
<p>La tua voce pastosa e rauca, poche parole, come nelle tue migliori conversazioni, la tosse delle tue Lucky Strike Rosse Morbide, la tua timidezza infantile e che ancora serbi fedele.</p>
<p>“Ciao, è tanto che non ci sentiamo. Sono a Roma, ci vediamo?”</p>
<p>Boom..come in quei test di collaudo di automobili appena sfornate dalla fabbrica, un crush test emotivo e potentissimo, incredula, sconvolta.</p>
<p>Sono qui, e ti aspetto.</p>
<p>Di tutti i posti accettabili di Roma in cui potevamo incontrarci, hai scelto via Ostiense, al di là di ogni senso estetico, tutto cemento e odore di carta dei libri dell’università. Un posto che ricorda il nostro tempo ormai morto: il Caffè Lettario civico 95, una delle tante volte in cui ci siamo detti “come stai?” mentre distratti scorrevamo tra i libri e gli amari appena bevuti.</p>
<p>Non sono più tornata, lo sai?</p>
<p>Possiamo sopravvivere al presente che si consuma senza la quotidiana compagnia delle persone scelte, o capitate che siano, e poi fuggite via, ma non possiamo tollerare le visioni che i ricordi riportano in scena quando marcano i palcoscenici in cui erano vita, sostanza pura.</p>
<p>Sono qui che ti aspetto, perché tutto il mio orgoglio si è sciolto nel momento preciso in cui   hai preso finalmente coscienza e coraggio e hai digitato il mio numero che credevo cancellato nei tanti cellulari che avrai sicuramente fatto a pezzi, conoscendoti.</p>
<p>Attendo di rivederti, senza curarmi degli anni, delle esistenze proseguite divisi, di tutte le parole che avrei voluto dirti ogni giorno, che ormai si sono perse nella distrazione del tempo, ti attendo sotto la pioggia e non c’è abbastanza freddo o fastidio che possa farmi desistere e né alcuna futile impazienza tale da rendermi nervosa e portarmi altrove.</p>
<p>Perché sono nervosa, ma sento risalire tra lo scheletro e il sangue, tutto quello spiraglio di felicità a cui non ero più abituata e di cui sentivo forte e incessante la mancanza.</p>
<p>Felice, perché comprendi di come a volte la vita è in grado di renderti indietro la ricompensa per quei dolori brutali che segnano l’anima, piaghe profonde e livide di cui sottopelle intravedi il solco, di cui spesso hai subìto l’insopportabile affanno.</p>
<p>E ti accorgi che inconsapevolmente sei stata supina e diligente nell’attendere questo giorno, che in fondo non avevi distrutto speranze e illusioni, che la tua personale tela dagli intrecci di sogno e insistenza si è finemente dispiegata fino a raggiungere Lui, che si è deciso a tornare da te.</p>
<p>Già da te, quell’uomo così imperfetto e speciale, che non ha risparmiato niente alla vita, che ti ha portato su bellissime altalene di edera e petali di rosa, con cui hai guardato albe tramonti e onde in candida veglia, quell’uomo che ti ha cinto con abbracci stellati, cantandoti parole d’amore, quell’amore di cui, si sa, non si può bissare la sostanza né il suo naturale corso.</p>
<p>Di amori come il nostro, non esistono copie o simulazioni adeguate, e quando hai deciso di stare lontano da me, non eri consapevole, tu, della portata che questo ha scatenato dentro le flebili membra del mio dare per scontata la tua presenza costante.</p>
<p>Cosa accade quando eventi come “il distacco” ci toccano e ci portano a vedere con verità innegabile la mostruosità di una solitudine congenita e inevitabile?</p>
<p>Accade che una precarietà latente si impossessi di te, azzera spensierate movenze e fiducia nel prossimo, tu diventi più sola e puoi anche circondarti da una distesa di persone, ma non sarai mai appagata come prima, prima di quando non mi hai permesso nemmeno di dirti “perché”.</p>
<p>Ma se la pioggia è divenuta candida musica dentro i miei timpani completamente afoni di voci e suoni che girano intorno, se non ha più importanza sentire i piedi zuppi e la gola asciutta e pizzicata, se Ostiense sembra un giardino degli aranci e non una babilonia immobile e grigia, questo è perché non ho mai spento la speranza di poterti offrire il mio abbraccio e tutto il corredo del mio più innocente e sincero perdono.</p>
<p>E comincio a scorgerti da lontano, mentre i tuoi passi lenti scandiscono i metri che ci dividono, evitano le pozzanghere e cadenzano quest’attimo infinito in cui ci vede inseriti sopra una scacchiera, pronti per una nuova mossa.</p>
<p>Ti vedo, e sento il respiro venir meno, sento che non sarò così brava a trattenere il pianto, ma non importa, la pioggia confonderà tutto e io mi mostrerò a te coraggiosa e fiera come mi hai sempre vista.</p>
<p>Sarai orgoglioso di me, vedrai, e io sarò meno dura e non alzerò la voce, saremo rilassati e stanchi entrambi di tutto questo mancato vivere, ritorneremo ad essere complici a modo nostro, sicuri che il tempo per noi sarà ancora clemente e ti concederà l’ennesima buona carta da giocare, con me.</p>
<p>Tremo ovunque, mentre sei ormai a pochi metri dal mio naso, chiuso nel tuo loden e con la testa un po’ abbassata come a nascondere pudore e disagio.</p>
<p>Sei come ti avevo lasciato, le tue mani increspate cinte in tasche necessarie, la tua colonia pungente che inizio a percepire, i tuoi occhi rugosi dagli anni che procedono bassi.</p>
<p>Alzi il capo, e per quello sguardo sarei disposta a perdere ogni senso pacato e tornare bambina solo per non provare vergogna e per correre da te ingenua e distratta, e soffocarti con il mio abbraccio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma resto immobile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E adesso ti vedo. E sei bello come allora…Papà.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.thefreak.it/penelope-sotto-la-pioggia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>The Freak&#8217;s Note Collection speciale Aperitivo Letterario 8 maggio</title>
		<link>http://www.thefreak.it/the-freaks-note-collection-speciale-aperitivo-letterario-8-maggio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=the-freaks-note-collection-speciale-aperitivo-letterario-8-maggio</link>
		<comments>http://www.thefreak.it/the-freaks-note-collection-speciale-aperitivo-letterario-8-maggio/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 May 2012 10:22:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittoria Favaron</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri, Racconti, Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[adulti]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[cercare]]></category>
		<category><![CDATA[coldplay]]></category>
		<category><![CDATA[emozione]]></category>
		<category><![CDATA[Ernest Hemingway]]></category>
		<category><![CDATA[Erri De Luca]]></category>
		<category><![CDATA[esigenza]]></category>
		<category><![CDATA[Herman Hesse]]></category>
		<category><![CDATA[immortalità. Italo Calvino]]></category>
		<category><![CDATA[Ivano Fossati]]></category>
		<category><![CDATA[leggere]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[librerie]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Milan Kundera]]></category>
		<category><![CDATA[Moltheni]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Notwist]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Valery]]></category>
		<category><![CDATA[poesie]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Radiohead]]></category>
		<category><![CDATA[scovare]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[the freak's note collection]]></category>
		<category><![CDATA[thefreak musica]]></category>
		<category><![CDATA[versi]]></category>
		<category><![CDATA[vittoria favaron]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thefreak.it/?p=7926</guid>
		<description><![CDATA[“E m&#8217;abbandono all&#8217;adorabile corso: leggere, vivere dove conducono le parole. La loro apparizione è scritta; le loro sonorità concertate. Il loro agitarsi si compone, seguendo un&#8217;anteriore meditazione, ed esse si precipiteranno in magnifici gruppi o pure, nella risonanza. Gli stessi miei stupori sono fissati; essi sono celati in anticipo e fanno parte del numero.”(Paul Valéry) ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“E m&#8217;abbandono all&#8217;adorabile corso: leggere, vivere dove conducono le parole. La loro apparizione è scritta; le loro sonorità concertate. Il loro agitarsi si compone, seguendo un&#8217;anteriore meditazione, ed esse si precipiteranno in magnifici gruppi o pure, nella risonanza. Gli stessi miei stupori sono fissati; essi sono celati in anticipo e fanno parte del numero.”(Paul Valéry)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’8 maggio si terrà al Baràbook a Roma il primo aperitivo letterario targato TheFreak, un incontro all’insegna dello scambio e delle lettura di versi e parole, proprie e altrui, tratte da opere celebri come da personali tentativi di scrittura.</p>
<p>Quella data sarà un’occasione per ricordare, a chi condividerà con noi l’evento, che TheFreak ha organizzato un concorso letterario dal nome “Cambio di Rotta”, un’opportunità che si sposa bene con la mission di The Freak, e cioè quella di raccogliere e promuovere persone dedite alla scrittura, aspiranti Calvino o Montale, di dar loro la possibilità di esprimersi con un racconto o una poesia e di manifestare quindi il loro talento e le loro velleità artistiche.</p>
<p>Ma se Calvino stesso sosteneva che scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo tale che venga scoperto, leggere è un ennesimo esercizio di stile, un’esperienza più ampia, che coinvolge più soggetti e che si ripete e si tramanda da uomo a uomo, esiste con gli uomini senza soffrire del logorio del tempo.</p>
<p>La lettura è un modo intimo per condividere emozioni su carta, e di recente su E-book, è un modo primitivo di nutrirsi di emozioni, è uno slancio innato verso la conoscenza ed è l’ennesima veste con cui si atteggia una certa curiosità che non sempre può essere descritta in modo appropriato, perché mistica ed evanescente.</p>
<p>Il libro, come oggetto definito dal contenuto indefinito. Contenitore di suoni, fotogrammi, pulsioni, corpi, case, viaggi, vite.</p>
<p>Chi scrive è assolutamente consapevole di quanto la lettura giochi un ruolo fondamentale, essenziale oserei dire, nell’approvvigionamento di parole, di stili, di conoscenza, di consapevolezza dei moti che hanno spinto e che continuano a muovere chi di quei libri è stato Efesto e continua ad esserlo anche da morto.</p>
<p>Perché come sosteneva Foscolo, il ricordo della gesta dei grandi dona loro immortalità. Non la vita degli uomini, ma le loro opere donano l’elisir di immortalità, facendoli rivivere incessantemente nei secoli, perché le loro parole si reincarnano di continuo nei corpi di chi legge, di chi scopre, di chi li ricorda, gli scrittori.</p>
<p>E il libro si atteggia a volte come passaporto necessario a sancire questo stato di non morte.</p>
<p>Ma la lettura è qualcosa che va oltre, di cui ognuno di noi, prova a darne una definizione intimista che spesso confluisce in un concetto più ampio, universale, che coinvolge tutti, e che si rende visibile, ad esempio, dentro le librerie, luoghi in cui sconosciuti si ritrovano per consumare medesimi gesti: scovare, cercare, trovare il loro pasto quotidiano, il libro che li ha spinti ad essere li e a perdere minuti come ore, a perdersi in quella cascata di inchiostro e carta per un’esigenza di catartica redenzione e fame di storie.</p>
<p>E capita spesso che il libro, che è muto per forma ma non per immaginazione, fa scaturire nel proprio lettore l’esigenza di accostargli una musica, una colonna sonora perfetta per quella storia, per quel vissuto di stampa.</p>
<p>Accade che alcuni libri serbino una musicalità intrinseca che non aspetta altro che essere rivelata e resa palese, ma che c’è. A volte viene suggerita, e infatti si scovano tra le pagine citazioni di brani e musica che coinvolgono le vicende degli attori cartacei, ma a volte la musica è sotto pelle, è dentro gli occhi di chi scorre le pagine, è nel cuore in tumulto che suggerisce le note.</p>
<p>The Freak questa settimana propone una rassegna di libri e le rispettive soundtrack che si possono accostare, brani scelti da noi, nell’intento di creare una chart in cui LIBRI e MUSICA si possano saldare bene e rievocare, in chi ha letto o meno le opere segnalate, quelle emozioni  sonore derivate dalle pagine delle nostre personali scelte.</p>
<p><em>“Tutti i libri del mondo non ti danno la  felicità, però in segreto ti rinviano a te stesso. Lì c&#8217;è tutto ciò di cui hai bisogno, sole stelle luna. Perché la luce che cercavi vive dentro di te. La saggezza che hai cercato a lungo in biblioteca ora brilla in ogni foglio, perché adesso è tua.” (Herman Hesse)</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Buon ascolto..e buona lettura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Strawberry Swing &#8211;  Coldplay : I Barbari di Alessandro Baricco</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/Lb9X5jMofEo?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Die Zauberflote &#8211; Arie de Konigin der Nacht &#8220;Der Holle Rache2 : Red Devil di Joe R. Lansdale</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/Y9C-K4VisOA?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Consequence &#8211; The Notwist : La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/33jsDje1U60?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C&#8217;è tempo &#8211; Ivano Fossati : Tre Cavalli di Erri de Luca</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/xLquEK6m0o8?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il lago dei cigni &#8211; Ciaikoski: Milan Kundera &#8211; Il walzer degli addii</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/mY19itNUBME?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Che il destino possa riunire ciò che il mare ha separato &#8211; Moltheni : il vecchio e il mare Ernest Hemingway</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/iDBnLWfvoXE?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Be quite and drive &#8211; Radiohead (Deftones cover) : Americana di Don Delillo</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/v5ojBL64V08?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.thefreak.it/the-freaks-note-collection-speciale-aperitivo-letterario-8-maggio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Noi siamo la nostra possibilità</title>
		<link>http://www.thefreak.it/noi-siamo-la-nostra-possibilita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=noi-siamo-la-nostra-possibilita</link>
		<comments>http://www.thefreak.it/noi-siamo-la-nostra-possibilita/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 May 2012 07:02:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri, Racconti, Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[antonella de rosa]]></category>
		<category><![CDATA[Jaco Van Dormael]]></category>
		<category><![CDATA[mr nobody]]></category>
		<category><![CDATA[noi]]></category>
		<category><![CDATA[possibilità]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[signor nessuno]]></category>
		<category><![CDATA[the freak]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thefreak.it/?p=7619</guid>
		<description><![CDATA[NOI SIAMO LA NOSTRA POSSIBILITA&#8217;. &#8220;Quel giorno presi molte decisioni stupide: 1. Non farò mai più affidamento al caso 2.Sposerò la ragazza sulla motocicletta 3. Diventerò ricco 4. Avremo una casa, un&#8217;enorme casa dipinta di giallo, con un giardino e due bambini, Paul e Michael 5. Mi comprerò una cabrio, una cabrio rossa e una ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>NOI SIAMO LA NOSTRA POSSIBILITA&#8217;.</p>
<p>&#8220;Quel giorno presi molte decisioni stupide:</p>
<p>1. Non farò mai più affidamento al caso</p>
<p>2.Sposerò la ragazza sulla motocicletta</p>
<p>3. Diventerò ricco</p>
<p>4. Avremo una casa, un&#8217;enorme casa dipinta di giallo, con un giardino e due bambini, Paul e Michael</p>
<p>5. Mi comprerò una cabrio, una cabrio rossa e una piscina, imparerò a nuotare</p>
<p>6. Non mi fermerò finchè non ci sarò riuscito!&#8221;</p>
<p>(Mr.Nobody-Jaco Van Dormael)</p>
<p>Quante volte abbiamo ripetuto questa frase? &#8220;Quel giorno presi tante decisioni stupide?&#8221; . Eppure sono proprio loro, le decisioni, stupide o meno che siano, a dirigerci in una direzione piuttosto che in un altra. Ad occupare,in ogni sua parte, quello scatolone misterioso che è la nostra vita.</p>
<p>Smanettando qui e lì per il web, stanca di scaricare l&#8217;ennesimo plug-in per vedere un film in streaming (Megavideo riposa in pace), mi è capitato su youtube questo film &#8220;Mr Nobody&#8221;; regia di Jaco Van Dormael che, fedele ai suoi colleghi del cinema d&#8217;oltralpe, ha partorito per noi un film tra sogno e realtà;</p>
<p>Protagonista, onirico anche lui, è il Signor Nessuno;</p>
<p>ultimo uomo mortale in un mondo del futuro dove nessuno muore più di vecchiaia e il sesso è obsoleto che,all&#8217;età di 118 anni, cerca con le sue ultime forze di ricostruire tutte le scelte che ha fatto nella sua vita. E cerca la risposta. Quella che ognuno di noi ogni tanto trova. Quella che ognuno di noi non trova mai. &#8220;Quello che ho fatto mi ha reso felice?&#8221;.  Il signor Nessuno così diventa Tutti. Tutti noi.</p>
<p>Ed ecco che il film sullo schermo si ferma e parte il tuo. Il classico trip mentale . Metti pausa. Torni indietro. Ripensi alle parole che hai appena sentito &#8220;sapete perché è così difficile fare una scelta? Perché dopo averla fatta non è possibile tornare indietro ma fin quando non si sceglie nulla… Tutto è possibile.&#8221;</p>
<p>Ognuno di noi è la sua possibilità. La possibilità di scegliere tra fare la cosa giusta e quella sbagliata. Ma qual è la differenza? Facciamo spesso la cosa giusta e poi ci ritroviamo davanti a noi stessi a riperteci &#8220;Ma se &#8230;forse&#8230;adesso&#8230; sarebbe andata diversamente. Forse meglio.&#8221; E poi facciamo la cosa sbagliata e paradossalmente è stata la più giusta per noi .</p>
<p>Quello che mi ha lasciato questo film è esattamente questo. Ciò che conta è crearsi la nostra possibilità; quella che ci permette, giorno per giorno, di ricordare tutti i bivi che abbiamo preso potendo dire,alla fine&#8221; in quel momento ero felice&#8221;.</p>
<p>Bisogna crearsi la possibilità di cambiare&#8230;Cambiare idea,vita,lavoro,relazioni per non dover scrivere,tra le pagine di un diario, di un pensiero improvviso &#8220;Ho fatto di tutto per raggiungere quello che mi ero prefissato ed ora che è successo mi annoio a morte&#8221;.</p>
<p>L&#8217;esattezza delle scelte è relativa. Varia da persona a parsona. Ma una costante auguro ad ognuno di noi: rispondere a quella domanda  &#8220;Quello che ho fatto mi ha reso felice?&#8221; con la frase del signor Nobody ricordando il risultato delle sue scelte : &#8221; The most beautiful day of my life!&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di Antonella Maria De Rosa</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.thefreak.it/noi-siamo-la-nostra-possibilita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Via Margutta e i suoi cento pittori</title>
		<link>http://www.thefreak.it/via-margutta-e-i-suoi-cento-pittori-3/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=via-margutta-e-i-suoi-cento-pittori-3</link>
		<comments>http://www.thefreak.it/via-margutta-e-i-suoi-cento-pittori-3/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 May 2012 15:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maricia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Aria aperta]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Cento Pittori]]></category>
		<category><![CDATA[Daria Rizzotto]]></category>
		<category><![CDATA[disegno]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Galleria]]></category>
		<category><![CDATA[maricia dazzi]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[scultura]]></category>
		<category><![CDATA[the freak]]></category>
		<category><![CDATA[Via Margutta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thefreak.it/?p=7707</guid>
		<description><![CDATA[Esistono angoli di Roma che sembrano ritagliati da una fotografia di tanti anni prima, che conservano il fascino e la malinconia dei momenti più romantici della città. Probabilmente è la loro esistenza a rendere magica la nostra meravigliosa Capitale, la possibilità, appena cambiata strada, di posare lo sguardo su un muro, una pietra, un monumento ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono angoli di Roma che sembrano ritagliati da una fotografia di tanti anni prima, che conservano il fascino e la malinconia dei momenti più romantici della città.</p>
<p>Probabilmente è la loro esistenza a rendere magica la nostra meravigliosa Capitale, la possibilità, appena cambiata strada, di posare lo sguardo su un muro, una pietra, un monumento che racconta una storia d&#8217;altri tempi, una sorta di tramite tra la nostra e le epoche passate.</p>
<p>È questo il profumo di Via Margutta: senza età, solo sentimento.</p>
<p>La strada degli artisti gelosamente custodisce l&#8217;incanto che le è sempre appartenuto, rivendica la sua appartenenza e consacrazione con dolcezza e un pizzico di impertinenza, costringendo chiunque si trovi a calpestarla a ricordarsi che girato un angolo di Via del Babuino, distolto lo sguardo dalle vetrine luminose dei negozi, c&#8217;è un&#8217;amica sempre pronta a raccontarci la sua versione di Roma, che resta da sempre la più bella.</p>
<p>Puntuale, con i colori della primavera, ritorna il consueto appuntamento con &#8220;I cento pittori di Via Margutta&#8221; che tornano a popolare la loro strada con fierezza, donandole, con la loro presenza, le sfumature a lei più congeniali e passeggiare qui in questi giorni è come vederla ridere con addosso il suo vestito più bello.</p>
<p>Tutto è cominciato nel lontano 1953, quando, dopo il dopoguerra, Via Margutta divenne rifugio di pittori, poeti, scultori, musicisti ed artigiani, che, spontaneamente, decisero di creare questa galleria all&#8217;aria aperta.</p>
<p>Fino al 1969 la mostra fu patrocinata dall&#8217;Assessorato alle Belle Arti, successivamente perse, inspiegabilmente, tale appoggio.</p>
<p>Fu così che nacque l&#8217;associazione &#8220;I cento pittori di Via Margutta&#8221; che decise di proseguire l&#8217;iniziativa ispirandosi al pensiero dei suoi ideatori, riuscendo tempo dopo a recuperare il patrocinio perduto.</p>
<p>Priva di scopo di lucro, lontana da qualsiasi scopo o partito politico, l&#8217;associazione si è trasformata così in un innovativo strumento di congiunzione tra ignari passanti, ospiti abituali, turisti, intenditori e gli artisti, che, seduti accanto alle loro stesse opere, permettono alla loro storica via di dare sfoggio del suo spirito più autentico.</p>
<p>Ma &#8220;I cento pittori di Via Margutta&#8221;, sotto i loro ombrelli rossi e gialli, non ci hanno solo concesso di godere  di una mostra a cielo aperto, tramite la loro splendida iniziativa, hanno realizzato dei meravigliosi progetti umanitari: permettendo di esporre a profughi e diversamente abili, regalando una lauta cifra al popolo somalo, mettendo a disposizione ben centoventi opere alla Croce Rossa.</p>
<p>La strada che è stata abitata da Fellini, Rodari, De Chirico, Guttuso, resta così protetta da questo incantesimo, che si ripete due volte l&#8217;anno, in autunno e in primavera, quasi a rassicurarla di non perdere la sua unica impronta.</p>
<p>Quest&#8217;anno è stata inaugurata il 27 di Aprile e resterà aperta al pubblico sino al 1° di Maggio.</p>
<p>Non resta che concedersi un regalo: voltare l&#8217;angolo e vivere questa magia nel suo momento più bello, ancora una volta, come sempre.</p>
<p>Video e montaggio originale a cura di Daria Riz e Maricia Dazzi:</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/DoYRkQTrB_s?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><a href='http://www.thefreak.it/via-margutta-e-i-suoi-cento-pittori-3/via-margutta-10/' title='via-margutta'><img width="150" height="150" src="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/via-margutta-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="via-margutta" title="via-margutta" /></a><br />
<a href='http://www.thefreak.it/via-margutta-e-i-suoi-cento-pittori-3/via-margutta-2-2/' title='via-margutta-2'><img width="150" height="150" src="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/via-margutta-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="via-margutta-2" title="via-margutta-2" /></a><br />
<a href='http://www.thefreak.it/via-margutta-e-i-suoi-cento-pittori-3/via-margutta-3-2/' title='via-margutta-3'><img width="150" height="150" src="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/via-margutta-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="via-margutta-3" title="via-margutta-3" /></a><br />
<a href='http://www.thefreak.it/via-margutta-e-i-suoi-cento-pittori-3/via-margutta-4-2/' title='via-margutta-4'><img width="150" height="150" src="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/via-margutta-4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="via-margutta-4" title="via-margutta-4" /></a><br />
<a href='http://www.thefreak.it/via-margutta-e-i-suoi-cento-pittori-3/via-margutta-5-2/' title='via-margutta-5'><img width="150" height="150" src="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/via-margutta-5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="via-margutta-5" title="via-margutta-5" /></a><br />
<a href='http://www.thefreak.it/via-margutta-e-i-suoi-cento-pittori-3/via-margutta-6-2/' title='via-margutta-6'><img width="150" height="150" src="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/via-margutta-6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="via-margutta-6" title="via-margutta-6" /></a><br />
<a href='http://www.thefreak.it/via-margutta-e-i-suoi-cento-pittori-3/via-margutta-7-2/' title='via-margutta-7'><img width="150" height="150" src="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/via-margutta-7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="via-margutta-7" title="via-margutta-7" /></a><br />
<a href='http://www.thefreak.it/via-margutta-e-i-suoi-cento-pittori-3/via-margutta-8-2/' title='via-margutta-8'><img width="150" height="150" src="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/via-margutta-8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="via-margutta-8" title="via-margutta-8" /></a><br />
<a href='http://www.thefreak.it/via-margutta-e-i-suoi-cento-pittori-3/via-margutta-9-2/' title='via-margutta-9'><img width="150" height="150" src="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/via-margutta-9-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="via-margutta-9" title="via-margutta-9" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.thefreak.it/via-margutta-e-i-suoi-cento-pittori-3/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Moda: Ecco la collezione limited edition &#8220;Giulia Re&#8221; di Sabrina Franchini</title>
		<link>http://www.thefreak.it/moda-ecco-la-collezione-limited-edition-giulia-re-di-sabrina-franchini-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=moda-ecco-la-collezione-limited-edition-giulia-re-di-sabrina-franchini-2</link>
		<comments>http://www.thefreak.it/moda-ecco-la-collezione-limited-edition-giulia-re-di-sabrina-franchini-2/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 May 2012 08:27:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[beatriche franchini]]></category>
		<category><![CDATA[capsule collection]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[formentera]]></category>
		<category><![CDATA[giovane stilista]]></category>
		<category><![CDATA[giulia re]]></category>
		<category><![CDATA[limited edition]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[modena]]></category>
		<category><![CDATA[modena franchini]]></category>
		<category><![CDATA[sabrina franchini]]></category>
		<category><![CDATA[stilista]]></category>
		<category><![CDATA[the freak moda]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.thefreak.it/?p=7896</guid>
		<description><![CDATA[Nello studio stilistico di Sabrina Franchini (fondato nel 1989) nasce Giulia Re, una capsule collection limited edition, rigorosamente Made in Italy, venduta solamente nei suoi temporary store (è stata a Lecce, Milano e sarà presto a Modena e Formentera). I suoi outfit sono composti da abiti facilmente mescolabili tra loro, in una sorta di gioco ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.thefreak.it/moda-ecco-la-collezione-limited-edition-giulia-re-di-sabrina-franchini-2/1-4/' title='1'><img width="150" height="150" src="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/11-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="1" title="1" /></a><br />
<a href='http://www.thefreak.it/moda-ecco-la-collezione-limited-edition-giulia-re-di-sabrina-franchini-2/2-3/' title='2'><img width="150" height="150" src="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/21-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="2" title="2" /></a><br />
<a href='http://www.thefreak.it/moda-ecco-la-collezione-limited-edition-giulia-re-di-sabrina-franchini-2/3-5/' title='3'><img width="150" height="150" src="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/31-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="3" title="3" /></a><br />
<a href='http://www.thefreak.it/moda-ecco-la-collezione-limited-edition-giulia-re-di-sabrina-franchini-2/4-4/' title='4'><img width="150" height="150" src="http://www.thefreak.it/wp-content/uploads/2012/05/41-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="4" title="4" /></a></p>
<p>Nello studio stilistico di Sabrina Franchini (fondato nel 1989) nasce Giulia Re, una capsule collection limited edition, rigorosamente Made in Italy, venduta solamente nei suoi temporary store (è stata a Lecce, Milano e sarà presto a Modena e Formentera).</p>
<p>I suoi outfit sono composti da abiti facilmente mescolabili tra loro, in una sorta di gioco di mescolanze, così da creare uno stile unico e fuori dalla moda di massa, rimanendo assolutamente cool.</p>
<p>Linee fluide e semplici, ma allo stesso tempo eleganti.</p>
<p>Ritroviamo abiti in seta declinabili per il giorno o per la sera, alternando sneakers a tacchi alti, gonne a mezza ruota da indossare con t-shirt e felpa o con camicie dall’allure anni ’40.</p>
<p>Tute pijamas, anorak dai tessuti speciali, shorts e pantaloni a vita alta in stile marinaio.</p>
<p>Un’ insieme di trasparenze, sete, tessuti ricercati, dalle forme semplici, ma curate.</p>
<p>Ispirati a tutto ciò che è arte e non lo è, ad un continuo ritorno delle cose che non muoiono mai, alla libertà che è la vera forma di eleganza e ricercatezza.</p>
<p>Per un look che permette di giocare con linee e colori di moda, ma con un tocco nuovo, unico e personale. Alla ricerca delle proprie sensazioni e della libertà di espressione.</p>
<p>A cura di Beatrice Franchini</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.thefreak.it/moda-ecco-la-collezione-limited-edition-giulia-re-di-sabrina-franchini-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

