All’ombra del Colosseo

Foto di Giuseppe Pinto
Lei, con i suoi capelli scuri passeggiava sola. Una calda notte romana e solo la luna a farle compagnia. Una canottiera verde e una gonna nera. Sperava che il vento al Circo Massimo le portasse via i pensieri, il suo pensiero. Il pensiero di quell’ isola incantata, dalle notti lunghe e dal mare caldo. Un’isola dove lei  non é mai stata eppure riesce a sentire il suo profumo.
Ma il vento non c’era…
Giulia si guardava intorno, come se stesse cercando qualcosa. Giulia, sempre così diffidente da non riuscire a lasciarsi andare neanche al suo pensiero.
l’ipod all’ombra del Colosseo suonava quella canzone che le piace tanto e si rese conto che forse lo stava aspettando.
Si nascose dietro la sua sagoma, senza far rumore. La colse di sorpresa, come tutte le volte in cui sparigliò i suoi timori con semplici gesti. La prese per i fianchi che erano la croce di lei e la delizia di lui, con cui giocava e si faceva tenera beffa di lei
che non esitava a mettere un broncio.
Il loro, uno scambio di sguardi nei pomeriggi afosi,
 nelle notti monotone
ma necessarie.
In quello scorcio di antiche rovine
si stava sancendo un legame
che non aveva bisogno di glissare ansiogene scadenze o paure del futuro.
Viversi,
senza necessità di dirsi altro se non…
ciao.
La canzone che piace tanto a Giulia  era finita.